Transumanza 2006, il rientro in stalla

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Pubblicato il 23/10/2006
<b>Transumanza 2006, il rientro in stalla</b>

Transumanza 2006, il rientro in stalla


Articolo tratto dal giornale “L’Altopiano” nr. 226 pag. 13


Rinnovata sull' Altopiano 1'antica usanza della demonticazione. A un allevatore vicentino il record italiano senza autocarri: oltre 80 km. Partiti di buon' ora da Malga V Lotto Marcésina, uomini e animali hanno raggiunto in due giorni di marcia e una notte di bivacco la fattoria di pianura.

«San Matìo, le vache torna indrìo»: a San Matteo le vacche tornano indietro. Sta in questo detto, popolare nel Vicentino rurale, il senso del legame atavico che unisce l'Altopiano di Asiago con la sua pedemontana. Intorno alla data del 21 settembre, primo giorno d'autunno e ricorrenza di San Matteo, i malghesi, dopo aver condotto gli animali al pascolo in malga per quattro mesi, le riportano infatti nelle stalle della zona pedemontana, data l'assenza in alta quota di ricoveri in grado di ospitare le vacche durante i freddi mesi invernali. Anche quest' anno nel Vicentino si è rinnovata l'antica usanza della demonticazione – o transumanza - : dalle malghe dell' Altopiano, le mandrie hanno raggiunto la propria stalla, situata quasi sempre nella pianura ai piedi della verdeggiante montagna vicentina. E' il caso ad esempio dei capi della famiglia di allevatori Pagiusco di Bressanvido, in provincia di Vicenza, che hanno affrontato, proprio come un tempo, ossia senza l’ausilio di camion, quella che è probabilmente la transumanza più lunga d’Italia: oltre 80 Km di percorso.

Partiti di bun’ora da Malga V^ Lotto Marcèsina, uomini e animali hanno raggiunto in due giorni di marcia e una notte di bivacco la fattoria di pianura, nel cuore di quella terra di risorgive e prati che è la pedemontana vicentina.

Per la cronaca, la tradizione vuole che il giorno della partenza i malghesi più esperti si alzino prima dell’alba, per procedere inizialmente alla mungitura e quindi alla assegnazione dei campanacci ad ogni capo: la scelta non è casuale ma avviene con estrema cura, quindi quelli dalle sonorità più potenti e penetranti sono assegnati agli animali più forti e più abili nel farli suonare. Ecco che solo dopo aver contato accuratamente il bestiame, gli allevatori a cavallo hanno messo finalmente la mandria in movimento, avendo però l’accortezza di farle compiere innanzitutto alcuni giri attorno alla malga, per riscaldare i muscoli e smorzarne un pò l’irruenza. I mandriani si sono quindi posti davanti alle mucche e le hanno guidate verso valle, raggiungendo la strada che porta a Lazzaretto.

Il primo tratto è stato sicuramente il più impegnativo, con gli animali in testa che, eccitati dal frastuono dei campanacci, tendevano volentieri ad accelerare il passo scavalcando gli allevatori o che, altrettanto spesso, scartavano di lato, cercando la via di ritorno alla malga, luogo ameno delle loro vacanze estive. La transumanza, passata anche quest’anno per Gallio, Conco e Marostica, è stata caratterizzata dalla presenza di una troupe di Rai Uno, che ha realizzato un documentario di circa quattro minuti per la trasmissione “Orizzonti” di Linea Verde.

Per l’occasione, il gastronomo Alfredo Pelle ha preparato una tavolata di prodotti tipici del Vicentino, a favore delle telecamere, cominciando naturalmente dal formaggio Asiago, Fresco di 40 giorni e Stagionato Vecchio e Stravecchio, passando per la Sopressa Vicentina (Dop), i vini di Breganze (Dop), Torcolato in primis, fino al Prosciutto Veneto (Berico Euganeo Dop), senza dimenticare il Riso Vialone Nano di Grumolo delle Abbadesse, il Mais di Marano, le patate di Rotzo, l’Olio Extra Vergine di Pove del Grappa, il Baccalà alla Vicentina con polenta, la carne secca, la grappa, il miele, le confetture e i dolci: la rinomata Torta Ortigara di Asiago, con farina di mandorle dolci, e la popolare “Smeiassa”, preparata con pane grattugiato, frutta secca e miele, qui una variante “di malga” davvero squisita grazie alla dote di profumo portata da tre foglie di alloro fresco.

Ad allietare la festosa marcia della mandria verso la pianura, culminata con l’ingresso trionfale delle bovine e dei mandriani -ormai esausti- a Bressanvido, tra la folla accorsa per assistere all’evento, un vitellino di due giorni, che ha seguito a piedi la madre fin dall’alpeggio, dando ogni tanto, delle robuste poppate di latte.

Note di glossario:


Malga >> Costruzione rustica di pietre e di legno adibita ad abitazione per i pastori nel periodo estivo, comprendente anche la stalla per le bestie e la casèra per la lavorazione del latte.



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