Un Venerdì Santo ...da ricordare

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CONCIALDI RINO CONCIALDI RINO Pubblicato il 18/04/2007
<b>Un Venerdì Santo ...da ricordare</b>

Un Venerdì Santo ...da ricordare

Non era mai successo che ci fosse un Venerdì Santo senza la processione di Gesù Nazareno e della Madonna Addolorata.

Il 6 aprile 2007 non è stato possibile farla a causa del cattivo tempo che si è scatenato nel pomeriggio, diluviando fino a sera. Assolutamente imprevedibile, visto il bel tempo della mattinata.

Un vero peccato per i preparativi di rito a cui si era lavorato.Ma forse è stato meglio così, se si vuol pensare ad una provvidenziale “tirata d’orecchi” del Padreterno a certi cosiddetti credenti e devoti che disonorano lo spirito cristiano con il loro negativo comportamento verso il prossimo.

Fatta salva la ”facciata”, partecipando con mestizia e contrizione alla processione del Nazareno e di sua Madre addolorata, quale atto dovuto ad un rito pasquale così sentito nell’immaginario religioso della gente di Alia, perdurano in essi atteggiamenti e sentimenti di odio e di rancore che si trascinano da lungo tempo.

Non è accettabile che un sacro rito, qual’ è una processione religiosa, sia partecipata da persone così cristianamente indegne:
non si va più alle funzioni in chiesa, le liti e le lotte non finiscono mai anche tra confraternite e preti e i cattivi esempi non mancano: per un’ inezia si toglie il saluto ad amici, parenti e vicini di casa.

Eppure andiamo alla processione perché è un rito commovente che con canti e preghiere e musica mesta ci ricorda la Passione di Nostro Signore.

La processione, comunque, che si svolge in maniera disordinata e priva di sentimento religioso, arriva infine al Calvario.

Al termine del rito, si ritorna verso casa, commentando la predica ascoltata che è sembrata essere più o meno commovente o profonda.

Pochi attimi di sentita e condivisa amarezza, perché poi ci si comporta peggio di prima. Cattiveria su cattiveria gli uni contro gli altri.


Una processione mancata, come quella del venerdì santo, può essere letta come una delusione per la vana attesa, ma anche un’occasione per riflettere e crescere in bontà di spirito cristiano.
Forse il Signore ha voluto darci una lezione!


Rino Concialdi



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