la prima comunione

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CONCIALDI RINO CONCIALDI RINO Pubblicato il 21/05/2007
<b>la prima comunione</b>

la prima comunione

Il mese di Maggio è il mese più bello dell'anno.
Mese dedicato alla Madonna, sbocciano tanti fiori, soprattutto la rosa, loro regina; le giornate sono più lunghe e confortevoli, la campagna è tutta verde, ma c'è una cosa tanto importante in questo mese: da sempre fanciulli e fanciulle si accostano al Sacramento della prima comunione.

Voglio ricordare questo avvenimento tanto importante, facendo il raffronto tra la prima comunione degli anni '50 e quella di oggi.

Dopo un certo periodo di catechismo, svolto alla buona ma con tanto impegno al fine di inculcare in ognuno di noi quelle nozioni religiose che ci dovevano accompagnare nella crescita, arrivava il tanto desiderato giorno della prima comunione.


Preparativi alla buona, i soldi erano pochi ed ognuno cercava di fare quello che poteva. A volte il vestitino bianco per le femminucce o l'abitino blu, con fascia al braccio per i maschietti. I vestitini per la cerimonia, il più delle volte erano stati utilizzati da altri familiari o parenti. La funzione in chiesa si svolgeva con tanto raccoglimento e silenzio, canti adeguati alla ricorrenza a cui partecipavano tutti. Allora non c'erano le videocamere, niente macchine fotografiche, che non possedeva quasi nessuno, ma soltanto il fotografo che alla fine scattava qualche foto singola o di gruppo.
Per quanto concerne i festeggiamenti di fine cerimonia non se ne parla; non si usava andare a festeggiare al ristorante. Qualche dolcino fatto in casa accompagnato da un bicchierino di rosolio, un sacchetto di confetti ed un santino quando c'era, per ricordare l'evento. I regali che si ricevevano erano tutti "costosi", certo non paragonabili a quelli di oggi. Eppure eravamo felici, contenti e continuavamo a frequentare la Chiesa.

E oggi?

Di certo, moltissime cose sono cambiate, anche perchè c'è il benessere e dobbiamo superarci a vicenda. Si inizia da un periodo di preparazione più lungo, prima preparazione alla prima confessione e poi alla prima comunione. Le catechiste sono più istruite di allora ma c'è da dire che i fanciulli sono meno attenti per colpa delle distrazioni e, tra le tante, il telefonino.
Finalmente arriva il giorno tanto sognato, iniziano preparativi alla grande: tutto nuovo e pomposo da paragonare all'abbigliamento per sposi sino a poco tempo fa. Meno male che da un po' di anni esiste la tunichetta bianca indistintamente per tutti, maschietti e femminucce, cosa che è stata difficile da fare digerire alle mamme.

Per non parlare dell'abbigliamento degli invitati, abiti scollati e trasparenti, strass e ornamenti scintillanti, non sembra di essere ad una cerimonia religiosa, ma ad una serata di teatro, dimenticandoci spesso di essere in chiesa.
Anziché silenzio e raccoglimento, una grande distrazione che coinvolge anche i ragazzi, flash da tutte le parti, chiacchiere, videocamere puntate ad immortalare ogni secondo della cerimonia ed infine telefonini che squillano nel momento più inopportuno.


Finita la cerimonia, si scatena la baraonda per le foto. Un gran frastuono regna nella Chiesa anche perché nessuno ascolta l'invito al silenzio ed al raccoglimento fatto dal sacerdote.. L'euforia è tanta e non ci sono avvisi che tengano. A dire il vero, tutto questa sembra una festa per i grandi anziché per i ministrandi.


Finita la cerimonia arriva il momento della festa, di rigore al ristorante, dove tutto si svolge come se fosse un matrimonio vero e proprio. Alla fine arriva il momento dei regali tanto belli e costosi..

A mio modo di vedere, la cerimonia sia di ieri che di oggi per i fanciulli ha sempre lo stesso significato, però qualcosa è cambiata in quelli di oggi. Finito l'evento della prima comunione, a poco a poco si allontanano dalla chiesa non partecipando più alla messa domenicale, al catechismo, od altro.
Di chi è la colpa?
Dei genitori? Della chiesa? O della società?!!!!!!!!!!!!


Rino Concialdi


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