Adunata nazionale Alpini a Bassano

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Radici & Civiltà

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Pubblicato il 21/04/2008
<b>Adunata nazionale Alpini a Bassano</b>
L’eventuale pubblicazione di parziali brani musicali allegati a testi scritti è fatta a titolo di Demo, essendo essa finalizzata a documentare la relativa ricerca della rubrica “Radici & civiltà” non avente scopo di lucro, ma, piuttosto, finalità di libera divulgazione culturale.

Adunata nazionale Alpini a Bassano

Tra le popolazioni del Grappa c’è grande attesa per l’81 Adunata nazionale di maggio che riaccende ricordi, momenti gloriosi e tragici della lunga epopea delle penne nere

Bassano "scarpona”, è scritto nella Storia

Bastano i nomi dei battaglioni per evocare luoghi sacri alla Patria: ecco il programma tra emozioni, anniversari ed eventi.


Articolo di Vittorino Cenzon, apparso sul quotidiano“Il Gazzettino”il 22 marzo 2008.

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Il tempo scorre inesorabilmente, più i giorni passano e sempre più si avvicina l'ora "ics", quella della pacifica invasione dei "veci" e dei "bocia" sui territori bassanesi in occasione dell'81. Adunata Nazionale degli Alpini: venerdì 9, sabato 10 e domenica 11 maggio. Il lavoro del comitato organizzatore, ben coordinato dal colonnello Paolo Casagrande, prosegue a ritmo serrato. D'altronde, non è facile mettere in piedi un evento del genere, dove per la tre giorni "scarpona" nei territori ai piedi del Massiccio del Grappa sono attesi tra alpini, artiglieri e familiari oltre 350.000 persone. I gruppi più numerosi, è sempre stato così, saranno quelli che hanno svolto la naja da queste parti, senza ovviamente escludere i rappresentanti che hanno indossato le divise dei Btg. che portano i nomi di alcune significative località di queste parti: Bassano, Val Brenta, Val Cismon e di quelli vicini: del Feltre, Saccarello, Monte Pavione e infine gli altri con i nomi che ricordano quelli della nostra provincia, oltre i già citati, vale a dire: Monte Berico, Monte Pasubio, Sette Comuni, Val Leogra, Val Schio, Vicenza e Vicenza bis.

Alpini e artiglieri e la cabala vanno al di là della stessa storia di queste truppe riconoscibili dalla lunga penna nera sul cappello, Così dicasi per i grigio-verdi che hanno e che ancora formano: plotoni, compagnie, battaglioni, reggimenti, brigate e Corpi d'Armata. Le penne nere e gli artiglieri da montagna proseguono imperterriti il loro invidiabile ed esaltante cammino. Le prime sono "nate" il 15 ottobre 1872 a Napoli e le seconde, più giovani con il battesimo del fuoco, fuori dal sacro suolo della Patria, nel corso della guerra d'Africa il 25 gennaio 1887 a Dogali e poi la battaglia di Massaua del marzo dello stesso anno, in guerra e in pace. Da non trascurare poi l'evento costituito dai raduni nazionali (quello di Bassano è l'81.), che richiamano, le più fraterne e profonde amicizie, tra loro e le città che le ricevano. Mai come l'81. Adunata Nazionale dei "veci" e "bocia" si celebrerà su di un terreno legato all'esaltante storia delle truppe alpine, come Bassano del Grappa nei giorni di venerdì 9, sabato 10 e domenica 11 dell'imminente mese di maggio. Un programma dettagliato e ben scandito nei tre giorni dove in ogni angolo piccolo o grande è di assoluto rigore il Tricolore e il cappello dalla lunga penna nera. D'altronde, qui da queste parti del bassanese, molte date concordano con questa grande kermesse alpina, meglio dire per restare in tema, scarpona! Appuntamento quindi di assoluto prestigio per la Città ai piedi del massiccio del Monte Grappa, la quale è decorata di medaglia d'oro al Valor Militare, per le fulgide giornate del 17 e 18 settembre 1943 - aprile 1945 e quindi di inestimabile valore umano, storico e memorialistico. Storie che hanno scandito nel tempo la gloria e l'inimitabile cammino delle penne nere d'Italia.

A Bassano per i giorni dell'Adunata Nazionale l'italianità è assicurata e le genti di Bassano e dei paesi vicini, già da ora si stanno preparando per l'evento, perchè una kermesse del genere è da considerarsi un passo fondamentale per la città che ospita questo importante appuntamento. Tutti alpini, artiglieri e familiari vogliono ricordare che il terreno bassanese (Valsugana, Brenta e Grappa) ha l'opportunità più unica che rara, di sentirsi investiti da trascorsi storici che si sono ripetuti nel corso della Grande Guerra, come il 90. anniversario del vittorioso epilogo del primo conflitto mondiale, quando le truppe, prima affidate a Luigi Cadorna e dal novembre del 1917 ad Armando Diaz, quest'ultimo di origine spagnola (suo padre era un funzionario dell'ambasciata spagnola in quel di Napoli, ndr), poi da queste parti l'utilizzo dei "militarini" classi 1899 e 1900, agli ordini del generale Gaetano Giardino che spezzarono con azioni che ancora oggi hanno dell'incredibile, l'ostinata resistenza dell'esercito imperiale austro-ungarico, come aveva largamente previsto in tempi non sospetti il "generalissimo" Luigi Cadorna. Mai terreno, quindi come quello bassanese è ancora più simbolico, con il suo aureo metallo per ospitare l'evento del Raduno Nazionale degli Alpini, in questo 81. appuntamento dal così alto valore e dell'amicizia più sincera.

Da non far passare in "cavalleria" che i "veci" e "bocia" ritornano ai piedi del Massiccio del Grappa e sulle sponde del fiume Brenta, dopo sessant'anni. Erano le giornate del 3 e 4 ottobre del 1948. L'occasione di quell'anno, ha avuto un significato alquanto speciale: il ripristino del "Ponte degli Alpini" che viene attribuito all'estro e alla fantasia dell'architetto Andrea Palladio. La cerimonia ha visto la presenza di Alcide De Gasperi. Il ponte era stato pressochè distrutto nel corso dei ripetuti bombardamenti durante la seconda guerra mondiale dagli anglo-americani. Numeri, date, località, sacrari, quello in città contiene le spoglie mortali di 6543 e con l'aggiunta di 59 Caduti civili bassanesi periti sotto i bombardamenti nel secondo conflitto mondiale. Il sacrario venne inaugurato il 13 maggio del 1934. Nelle varie fila tutte in loculi anche quattro medaglie d'oro di cui due ai "Caduti" della nostra provincia: Giovanni Cecchin da Marostica e Marco Sasso da Valstagna. Al primo bisogna aggiungere anche due medaglie d'argento. Gli altri due aurei metalli sono, uno del capitano Rapino Pantaleone da Ortona a Mare (Chieti) e l'altro, Vincenzo Zerboglio da Pisa. Il Caduto più illustre il diciannovenne Principe Umberto di Savoia-Aosta, Conte di Salemi, morto a Crespano del Grappa a fine ottobre del 1918. Il tempio-sacrario di Bassano, -dove oltre alle quattro medaglie d'oro, ci sono inumati 147 decorati di medaglia d'argento e 87 medaglie di bronzo-, poi quello di Cima Grappa a quota 1776, che i due appositi settori conserva le spoglie mortali di 12.615 Caduti italiani dei quali 10.332 ignoti, mentre gli austro-ungarici sono 10.295 dei quali 10.000 ignoti. La solenne inaugurazione si effettuò il 22 settembre 1935, vale a dire quasi settanta tre anni orsono, quassù ancora oggi, nella bella stagione, la zona viene prima invasa e poi osservata con rigoroso rispetto e da una velata commozione da migliaia di visitatori. Tutte cose che verranno idealmente percorse, così da rappresentare il leit-motiv delle tre giornate scarpone, le quali sembrano già d'ora essere attese con ansia e commozione, così da far rivivere eventi da conservare poi gelosamente nell'albo dei ricordi personali.

Molti dei partecipanti "veci" e "bocia", quelli che hanno indossato le stellette dei battaglioni: Bassano, Val Brenta, Val Cismon e del Btg. di artiglieria da montagna del 6. Rgt., quest'ultimo acquarteriato alla Caserma "Monte Grappa" in Bassano, prima con la Julia, poi con la Cadore e infine ancora con la Julia e poi tutti gli "anziani" ufficiali che sono usciti dalla stessa Caserma, dopo aver espletato il corso "Sauca", in modo particolare i partecipanti del 28. Corso, datato 1942, divisi in tre compagnie e di cui molti provenienti da tutto il vicentino e nonchè dal Veneto. Saranno proprio questi anche se le fila si assottigliano sempre più, che rivivranno i momenti trascorsi proprio a Bassano e nei dintorni della città del Brenta e del Grappa. Quante volte hanno "scarpinato" la "Strada Cadorna", partendo dalla "MonteGrappa" poi transitando per Romano d'Ezzelino per iniziare i 27 km che portano a Cima Grappa, passando per Camposolagna, Ponte San Lorenzo per arrivare alla meta costituita dai 1776 metri del monte Sacro all'Italia, così da completare l'addestramento? "I numeri, come i km percorsi si perdono nella notte dei tempi". Parole di un ufficiale che frequentò proprio il 28. Corso, quello del 1942, ancora arzillo e pronte nel rifare quelle fatiche, nonostante i quasi novant'anni, essendo del 1921. Complimenti! Ovviamente, non solo sul volto di questo ufficiale con i gradi da capitano, ma anche su tanti altri volti di penne nere e non, sarà facile vedere scorrere nelle loro guance più di una lacrima, pensando ai tempi di gioventù trascorsi in Bassano e rammentando con affetto velato di commozione verso i commilitoni che in guerra ed in pace hanno raggiunto il "Paradiso di Cantore", per dirla come la dicono loro "Sono andati avanti!". Tutte emozioni che supereranno, nei giorni dell'Adunata Nazionale, il limite massimo dell'adrenalina e nonchè quelli che saranno "pieni" di indelebili e per questo incancellabili ricordi: belli e brutti. Una imponente task-force di pace all'insegna di ieri, oggi, domani, sempre e per sempre nella storia delle truppe alpine e dell'artiglieria da montagna della nostra Patria.

L'81. Adunata Nazionale delle penne nere, come tutte le altre, è sempre stato così, nella storia dei raduni, ha posto in essere le novità, anche se poi riguardano cose di cui i partecipanti sono a conoscenza, però sono questi momenti in cui l'atmosfera attorno alla grande kermesse comincia a riscaldarsi, momenti dall'incommensurabile valore: l'arrivo della Bandiera di guerra (a Bassano con molta probabilità, da quel che si è capito, dovrebbe essere quella dell'8. Rgt Alpini, unità in forza alla Brigata Alpina Julia con sede nel capoluogo friulano per la Brigata mentre il reggimento diviso su tre Btg. con sedi sempre nelle zone friulane, il quale si fregia di una Croce di Cavaliere dell'Ordine Militare d'Italia, di due Medaglie d'Oro, una sul fronte russo e l'altra sul fronte albanese-greco e ancora un argento sul fronte carnico con l'aggiunta di un bronzo Alto e Medio Friuli, questo al Valor dell'Esercito. Le decorazioni individuali con l'aureo metallo: Brosadola (fronte russo), Goi (fronte russo), Rossi (fronte russo) e Peatto (fronte abissino-etiope). Dopo le onoreficenze del Gemona ora a quelle del Tolmezzo: Croce di Cavaliere all'Ordine Militare d'Italia, due Medaglie d'Oro al Valor Militare: fronte russo e fronte albanese-greco e sei medaglie d'argento: Tebedut, Braksada, Pal Piccolo-Friekofel-Pal Grande, Busa Alta e al Valore dell'Esercito: Venzone e Moggio Udinese. Medaglie d'oro individuali: Cavarzerani (fronte albanese greco), Fregonara (stesso fronte) Eugenio Garrone (Coston di Lora, Dosso Faiti e Col Beretta), Giuseppe Garrone (Carnia e Col Berretta). L'ultimo, il Cividale, risponde con una Croce di Cavaliere all'Ordine Militare d'Italia, due aurei metalli (fronte albanese greco), poi fronte russo e ancora un bronzo ed un argento al valore dell'Esercito guadagnata a Chiusaforte. Aurei metalli individuali: Brunengo (fronte albanese-greco), Cescato (fronte russo), Chiaradia (fronte russo), Gavoglio (fronte russo), Gianluigi Zucchi (Valderoa) e Paolino Zucchi (fronte russo). La bandiera di guerra, questa molto probabilmente dell'8. Alpini, che alle 8.45 di domenica 11 maggio aprirà la sfilata, richiama fascino ed emozioni. Oltre l'arrivo della bandiera di guerra del venerdì 9, altri momenti emozionanti, sempre concatenati tra di loro, cioè vale a dire, l'arrivo del Btg. di formazione che renderà gli onori alla bandiera di guerra e al labaro nazionale dell'Ana, sul quale sono appese una serie impressionante di aurei metalli: 207 medaglie d'oro al V.M. così distribuite nella storia degli alpini: 16 ai reparti alpini, 191 individuali, più 3 medaglie d'oro al Valor Civile concesse al 7. Rgt Alpino e al 6. Rgt. d'artiglieria alpina - della disciolta Brigata Cadore, poi altra medaglia d'oro concessa all'A.N.A. al valor civile, ancora un diploma di benemerenza con medaglia e infine: medaglia di Bronzo al merito civile. Scusate se tutto questo è poco... Anzi, sono le attestazioni che possono gratificare l'eroismo ed il lavoro di questi veri uomini contraddistinti dalla lunga penna nera che portano sul loro immancabile cappello.

Lo schieramento si concluderà con l'arrivo della Fanfara della Brigata Alpina Julia che si insedierà nello allineamento, che arriverà appositamente da Udine, al passo lento e cadenzato con le note dell'Inno degli Alpini, la "Trentatre". Atto quello che ci celebrerà nel pomeriggio del venerdì che aprirà ufficialmente il grande appuntamento "scarpone" di Bassano. Però l'emozione nel pomeriggio di venerdì sarà ancor di più forte quando tutti ben inquadrati sfileranno per le vie bassanesi con questo percorso: viale delle Fosse, davanti all'ospedale vecchio, poi per piazza Trento, discesa Brocchi, piazzale Cadorna, Ponte Nuovo, via Scalabrini, Ponte degli Alpini, via Ferracina, via Bellavitis e arrivo in piazza Libertà. Quando la bandiera di guerra, il labaro dell'Ana la fanfara e il battaglione di formazione saranno nuovamente schierati questa volta in piazza della Libertà, tutto ciò significa che l'81. Adunata Nazionale delle penne nere è già entrata nel vivo della manifestazione tra abbracci e pacche sulle spalle, nella più consolidata amicizia "scarpona", non comunque, trascurando, tutti in compagnia, di fiaschi di buon vino, un sigaro, poi un bicchierino di grappa (Bassano ne è un po' la capitale), e una lunga camminata all'insegna dei ricordi belli e brutti di naja trascorsa con le penne nere e dove l'emozione ai più sensibili toglie addirittura la voce mentre ad altri dai ricordi s'imperla i volti. L'Adunata Nazionale può provocare anche questi scherzi. Alpini vuol dire anche questo, come nella loro storia iniziata il 15 ottobre 1872 e che ancora oggi, ai nostri giorni, riesce ad emozionare e riscaldare i cuori di chi sarà presente alla grande kermesse alpina, dei giorni di venerdì 9, sabato 10 e domenica 11 maggio prossimo venturo.



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