L'Islam festeggia Abramo

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GUCCIONE ROMUALDO GUCCIONE ROMUALDO Pubblicato il 05/12/2008
<b>L'Islam festeggia Abramo</b>

L'Islam festeggia Abramo

EID EL KEBIR, la festa del sacrificio


Si festeggia stanotte una delle più importanti ricorrenze musulmane: l’Eid el Kebir, che ricorda il sacrificio di Abramo, e prevede l’uccisione di un montone da consumare in famiglia. La festa raccontata dal Sudan.


Tutto il mondo musulmano la notte tra il 19 e il 20 dicembre festeggia la Festa Grande, o Eid el Kebir, o ancora Eid el Adha, la festa del sacrificio. Una ricorrenza che cade il decimo giorno del mese di “dhu-l-higga”(dodicesimo mese), periodo dedicato al pellegrinaggio (questo è anche il significato del nome), uno dei cinque pilastri della religione islamica, che impone ad ogni adulto musulmano il pellegrinaggio alla città sacra della Mecca almeno una volta nella vita. È in questa occasione che viene messa in atto la «lapidazione del demonio», la celebrazione durante la quale la folla, colpisce il maligno con il lancio di sassi. Una cerimonia pericolosa che spesso causa decine di morti tra i pellegrini.

L’Eid el Kebir si celebra circa 40 giorni dopo la fine del sacro mese di Ramadan, e vuole ricordare l’episodio in cui Abramo offre in sacrificio il montone al posto del figlio, un episodio presente sia nell’antico testamento (dove il figlio si chiama Isacco) che nel Corano (dove si chiama invece Ismaele). Questa festa, quindi, prevede il sacrificio di un montone (o di un agnello), sgozzato secondo le precise regole della tradizione musulmana. L’animale verrà poi consumato in famiglia, tranne un pezzo destinato all’elemosina ai poveri. La pelle del montone diventerà invece un tappeto.

Ma l’Eid el Kebir è molto di più che il solo sacrificio dell’agnello o del montone: vi proponiamo una testimonianza dal Sudan, di padre Luigi Cignolini, superiore dei missionari comboniani a Khartoum. ascolta

La festa in Italia

L’Eid el Kebir è  una delle festività più importanti per i musulmani (tanto che in Marocco il re compie la cerimonia in pubblico), che la celebrano anche se vivono lontani dal loro paese d’origine. In molti paesi, soprattutto europei, le regole della macellazione islamica si scontrano però con le norme igienico-sanitarie locali: il rito prevede la recisione di trachea e giugulari dell’animale con un colpo secco, senza stordimento.  In questo modo il cuore continua a pompare, mentre l’animale lentamente si dissangua.

L’Italia regola la macellazione islamica con alcuni decreti legislativi, che confinano la pratica presso macelli autorizzati (Decreto Legislativo 333 del 1998), a prescindere dal consumo familiare o a fini commerciali. I privati quindi non possono eseguire questa pratica, anche se la legge prevede che, per il solo consumo  familiare, è possibile macellare l’animale ma con stordimento obbligatorio (quindi non rispettando le regole della  macellazione rituale).

Nonostante la diffusione di macellerie islamiche autorizzate alla pratica, il fenomeno di privati che invece decidono di arrangiarsi affidandosi a circuiti informali resiste ancora, e scatena dure polemiche da parte delle associazioni animaliste.


Articolo tratto da www.nigrizia.it


Se si vuol consultare il bel lavoro di ricerca su Cristianesimo, Islamismo ed Ebraismo, fatto da alunni di quarta classe di scuole elementari del Bresciano, cliccare QUI



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