Pensieri di Natale

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MACALUSO MARIO MACALUSO MARIO Pubblicato il 22/12/2008
<b>Pensieri di Natale</b>

Pensieri di Natale

Pensieri di Natale - ( Christmas Thoughts)



Mentre ammiro la scena della nascita nel presepe che metto sù ogni anno, l’atmosfera pastorale di pace mi fa ricordare i natali passati.

Nel presepe rivivo tante memorie della fanciullezza, mentre il passato diventa presente in un istante e il presente si dissolve nel passato. Attraverso i campi i pastori sono in cammino verso Betlemme; i Magi dall’Oriente sono in arrivo con i loro doni; Maria e Giuseppe, pii e con occhi di sogno risplendono ancora nella solenne adorazione del Cristo Bambino.

Le colline e le pianure palpitano di vita e d’improvvisa attività. Gli angeli annunziano la nascita del Bambino da qualche parte, in una stalla in campagna. “Venite, andiano,” dicono i pastori fra di loro. Nei pendii e nelle valli, sotto un cielo stellato, tutta la bellezza poetica di “Pace in terra agli uomini di buona volontà” pervade l’atmosfera di una notte che cambiò la storia del mondo.

Come il pennello di un pittore o l’occhio di una macchina fotografica, il mio semplice presepe cerca di ricreare la senzazione del momento: la realta’ dell’eterna fanciullezza di Dio.

Le colline e le pianure sono coperte di muschio proveniente dalle foreste del New Jersey; la sabbia e il legno trasportato dalla corrente, vengono dalla costa settentrionale di Long Island, e le cannucce e la paglia dalle spiagge di Jones Beach. Alcune statue sono state fabbricate in Italia; altre, le feci con le mie mani. L’umile stalla e la culla mi fanno pensare al calore e alla fede che io provai, da bambino, nella semplice casa di campagna dei mei genitori in Sicilia.

Natale rimane l’evento più intimo della religione cristiana; è un giorno di nuovi propositi; un giorno di luce e di calore e un’occasione di rinnovamento e di speranza. Natale è una esperienza del cuore quando il messaggio angelico “di pace in terra agli uomini di buona volontà” scocca di nuovo, invitandoci uno ad uno a diventare più semplici, generosi e gentili.

Una tradizione molto antica, annotata dai Padri delle Chiesa, scrisse che Gesù nacque il 25 dicembre. Più tardi, Giulio I (337-352) decise che la data era probabilmente corretta. Una considerazione che influenzò la scelta del 25 dicembre è che la data era già sacra ai vari popoli dell’Impero Romano, che celebravano il solstizio invernale con il festival chiamato Saturnalia. Il 25 dicembre divenne così il compleanno del Del Sole Invitto.

La chiesa al principio trasformava i festival antichi quando poteva farlo,.
Attraverso la festa di Natale, la chiesa santifica questa tradizione pagana cambiando l’adorazione del Sole Invitto con quella del Figlio, Gesù, il vero “Sole” del mondo.

Quando io ero bambino, in Sicilia, il periodo natalizio durava tre settimane; da otto giorni prima di Natale sino alla festa dell’Epifania. Durante la novena, i bambini andavano in giro a recitare poesie di Natale nella speranza di ricevere qualche lira per comprare i dolci natalizi. In alcune province italiane, come in Abbruzzo, i pastori andavando da una casa all’altra e suonavano canzoni di Natale con le loro zampogne. La tradizione sembra continuare ancora oggi.

Molte famiglie possiedono un piccolo presepe che include la mangiatoia, la Sacra Famiglia e una varietà di animali domestici. Mentre l’albero di Natale divenne il centro della celebrazione natalizia nelle chiese e nelle case dell’Europa del Nord, il presepe continuò ad essere popolare nell’Europa del Sud e in Sicilia.
E’ perfettamente corretto ripetere che il presepe divenne popolare tramite San Francesco d’Assisi che mise sù un semplice presepe nel paesino di Greccio nel 1224. Per dare ai fedeli una esperienza più profonda della nascita di Cristo, San Francesco preparò uno spettacolo vivente con animali e persone. Gridi di gioia accompagnarono la predica del santo e le cantilene dei bambini del vicinato. La cerimonia fu così bella e ben accetta che fu ripetuta di nuovo, ogni anno, e la sua rappresentazione artistica si sparse lentamente in Spagna, Portogallo, Francia, Inghilterra e in parti lontane del pianeta fino a casa mia a Plainview, New York, a distanza di tanti secoli.


Buon Natale 2008 da New York a tutti i carissimi lettori di questo articolo. (1)


Mario Macaluso, Ph.D.

Copyright 2005


(1) Tradotto dall’autore dall’originale in Inglese.



Christmas Thoughts


As I admire the nativity scene or presepe that I set up every year, the peaceful, pastoral atmosphere brings to mind the Christmases of years gone by.

In the presepe I relive many childhood memories, as the past becomes suddenly the present and the present fades away into the past. Through the fields, the shepherds are still walking to Bethlehem; the Magi , from the orient, are arriving with their gifts; Mary and Joseph, pious and dreamy, are still glowing in solemn adoration of the Christ Child.

The hills and plains palpitate with life and suddenly activity. The Angels announce the birth of the Child somewhere in a stable in the countryside. “Come, let us go,” the shepherds say to one another. On the slopes and in the valleys, under a starry sky, all the poetic beauty of “Peace on earth to men of good will” permeates the atmosphere of a night, which has changed the history of the world.

As the brush of a painter or the eye of a camera, my simple presepe tries to recapture the experience of the moment: the reality of the eternal childhood of God. The hills and plains are covered with moss from the woods of New Jersey; the sand and driftwood come from the north shore of Long Island and the thin reeds and straw from the shores of Jones Beach. A few statues are Italian-made; others I molded them by hand. The humble stable and the crib remind me of the warmth and faith that I experienced in my parents’ simple farmhouse in the island of Sicily.

Christmas remains the most intimate event of the Christian religion; a day of new beginnings; a day of light and warmth; and a day of renewal and hope. Christmas is an experience of the heart when the angels’ message of “peace one earth to men of good will” sounds again, inviting everyone to become more simple, generous, and kind.

Christmas was not observed as a separate feast until the fourth century A.D. Before that time, the Nativity and the Epiphany were celebrated together on January 6th. When a new festival was instituted in the early church, the date was chosen arbitrarily, because no one knew (nor does anyone know now) on which day Christ was born.

A very ancient tradition, recorded by the Church Fathers, said that Jesus was born on December 25th. Later Pope Julius I (337-352) decided that the date was probably the true one. A consideration, which greatly influenced the choice of December 25th, is that this date was already sacred to the various populations throughout the Roman Empire, who celebrated the winter solstice with a festival called Saturnalia. December 25th was the birthday of the Unconquered Sun. The early Church transformed pagan festivals whenever possible. Through the feast of the Nativity, she sanctifies this pagan custom by changing the worship of the material sun into that of the “Son,” Jesus, the true “Sun” of the world.

When I was a child, three weeks constituted the Christmas season in Italy: from eight days before Christmas to the feast of the Epiphany. During the novena, children went from place to place to recite Christmas poems, expecting to get a few lire to buy the tasty town’s specialties of the season. In some Italian provinces, like Abbruzzo, shepherds traveled from house to house, and played Christmas songs on their bagpipes. The custom continues to this day.

Many families have a miniature presepe, which includes the manger, the Holy Family and a variety of farm animals. While the Christmas tree became the centerpiece of the Christmas celebration in the churches and homes of Northern Europe, the manger continued to be popular in Southern Europe and in Sicily.

It is perfectly true to state that the presepe was made popular by Saint Francis of Assisi, who set up a simple manger scene in the small town of Greccio, Italy, in 1224. In order to make the faithful have a deeper experience of the birth of Christ, Saint Francis put together a live show of animals and people. Shouts of joy greeted the sermon of the saint and the lullabies of the neighborhood children. The ceremony was so charming and well received that it was reenacted, year after year, and its artistic representation spread gradually to Spain, Portugal, France, England, and to distant parts of the world, such as to my home in Plainview, New York, so many centuries later.


Buon Natale 2008 from New York to all my friends who read this article.


By Mario Macaluso

Copyright 2005




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