RETAGGIO ISLAMICO DI CULTURA E VITA QUOTIDIANA

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Radici & Civiltà

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Pubblicato il 22/01/2009
<b>RETAGGIO ISLAMICO DI CULTURA E VITA QUOTIDIANA </b>

RETAGGIO ISLAMICO DI CULTURA E VITA QUOTIDIANA








mafalda palermitana con l'araba "giggiulena".


(.....) I costumi islamici in Sicilia si diffusero rapidamente. Appaiono i primi minareti da cui sembra che derivi il campanile e le prime moschee. I nuovi quartieri s'ispiravano allo stile moresco: ampie case bianche con piccole finestre. All'interno, circondato da un porticato, il patio, un cortile con fontane e piante. Alle pareti compaiono gli " azulejos " piccole piastrelle che formano mosaici, il pavimento era ricoperto da tappeti. I Musulmani amavano molto la vita sociale. Di solito si riunivano il venerdì, giorno di festa. A queste riunioni partecipavano solo uomini. Bevevano sciroppi di frutta e tè che alcuni mercanti avevano portato dalla Cina. Caffè e tabacco erano ancora sconosciuti. Amavano molto la musica e la danza, spesso si concludevano così i banchetti. Gli strumenti musicali più diffusi erano cinque: arpa, oboe, liuto, tamburo e chitarra.

Tenevano molto alle buone maniere e il comportamento a tavola era ineccepibile: mangiavano a piccoli bocconi, masticavano bene, non mangiavano aglio e cipolla, non si leccavano le dita e non usavano gli stuzzicadenti. Il gentiluomo musulmano si lavava ogni giorno, si profumava con acqua di rose, si depilava le ascelle e si truccava gli occhi. Per la strada ogni tanto si fermava davanti ai numerosi portatori di specchi per controllare e accomodare la propria acconciatura. Si vestiva con eleganza e non indossava pantaloni rattoppati. I passatempi preferiti dei gentiluomini erano la lotta dei galli, gli scacchi e la caccia. Tra il popolo erano diffusi il gioco dei dadi e quello della tavola reale.

Oltre che nei costumi della vita quotidiana, gli Arabi lasciarono profonde tracce del loro passaggio nella cultura: a  Palermo sorsero scuole arabe dove si insegnava la sfericità della Terra e i punti cardinali. Lo studio degli astri era molto diffuso e l'astronomia è loro debitrice di molto termini: azimut, zenit, nadir, ecc . . .
Ancora adesso in Sicilia sopravvivono un pò dovunque modelli di architettura araba e quando questa cultura dopo il mille si incontrò con quella normanna nacque la più alta civiltà del medioevo europeo, da cui più tardi derivò quella del Rinascimento.

Anche nell'agricoltura gli Arabi portarono innovazioni: le irrigazioni delle "huertas" (come quelle della "conca d'oro" presso  Palermo), colture del cotone, della canna da zucchero e del riso, dell'arancio, coltura della seta, industrie tessili, ceramiche, ecc . . .
Degno di nota è anche il grande sviluppo urbano, i musulmani avevano fissato definitivamente la capitale della Sicilia a  Palermo che nel X secolo contava già 300.000 abitanti e in tutto l'occidente musulmano era seconda solo a Cordova. Molti porti sulla costa opposta del Tirreno: Amalfi, Salerno, Napoli, Gaeta erano economicamente nell'orbita di  Palermo e della Sicilia musulmana.

La moneta del califfato fatimita era il Dinar che aveva corso in tutta l'Italia meridionale ed era imitato altrove. Quando la conquista normanna ( 1061 - 1089 ) riunisce questo territorio musulmano ai territori cristiani d'occidente, gli scambi si fanno più intensi. Le tecniche della coltura della seta e la sua lavorazione arrivano ad esempio nell'Italia settentrionale (Lucca, Venezia).

La Sicilia e l'Italia meridionale hanno acquistato nell'epoca musulmana conoscenze d'ogni tipo, come la Spagna: conoscenze mediche, filosofiche, astrologiche, scientifiche. Questo fenomeno come abbiamo già detto continuerà durante il periodo normanno e alla corte di Federico II, la Sicilia e la Spagna costituiscono i punti più importanti attraverso i quali sono penetrati in Occidente gli influssi orientali, che contribuiranno a determinare quella che sarà l'opera di sintesi del grande Rinascimento italiano.


parte dell'articolo dell' Arch. Anwar Chadlida, pubblicato in http://www.mondoarabo.it


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