Matrimoni misti in Marocco: se son rose…

Radici & Civiltà

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Pubblicato il 04/08/2009
<b>Matrimoni  misti  in Marocco: se son  rose… </b>

Matrimoni misti in Marocco: se son rose…

Matrimoni misti in Marocco: se son rose…


di Muhammad Ali Hanashi


Vedere un marocchino tenere la mano a una straniera o una marocchina quella di uno straniero è ormai scena usuale in Marocco da quando sono aumentati questi tipi di legami. Indice di apertura di una società influenzata da correnti culturali e intellettuali a livello mondiale che contribuiscono alla diffusione di quelli che vengono chiamati 'matrimoni misti'.

Tante sono le opinioni in proposito. C'è chi li accetta e chi li rifiuta, ognuno con le proprie giustificazioni e le proprie convinzioni. Ogni storia di matrimonio misto rivela la storia dell'unione di due persone e il loro tentativo di superare differenze culturali, religiose e linguistiche, storia di rinunce per poter andar d'accordo e superare i malintesi, storia di complicazioni burocratiche che ostacolano la registrazione dell'atto.


Un'esperienza difficile ma ricca

Karima al-Helali, attivista civile, si è sposata da poco. I ricordi del primo incontro, l'inizio della relazione con il suo attuale compagno, il maturare della convinzione reciproca di legarsi e di passare alle pratiche burocratiche sono ancora freschi nella sua mente.

La storia di Karima con il marito olandese iniziò in Spagna. Lì si incontrarono per caso. Si piacquero subito. Quando Karima tornò in Marocco, continuarono a sentirsi per telefono oppure attraverso internet e periodicamente si incontravano.

Dice Karima: "Ognuno di noi ha iniziato a scoprire la cultura dell'altro. Parlavamo di argomenti sia culturali che religiosi".

"Prima di metterci insieme - prosegue - abbiamo costruito un'amicizia tra una musulmana e un cristiano. All'inizio, eravamo d'accordo di rimanere amici finché la nostra storia non fosse maturata pur sapendo che la legge marocchina non permetteva ad una marocchina musulmana di sposare un cristiano a meno che quest'ultimo non si fosse convertito all'islam. Questo era il nostro problema. Non potevo imporgli di cambiare religione per poterci sposare. Le discussioni erano accese tra di noi".

Karima afferma che la cosa più importante che le ha dato questa relazione è la riflessione sul dialogo tra culture e religioni. Cercando, ha trovato dei libri che ha fatto leggere al suo compagno perché potessero discutere in modo oggettivo, lontani dall'emotività. Dopo pochi giorni lui si convinse a convertirsi all'islam e così decisero di sposarsi.

Le procedure del matrimonio misto in Marocco sono state una vera tribolazione per Karima. Ci vollero due settimane nelle quali le furono richiesti numerosi documenti che andavano cercati in numerose istituzioni. È in quell'occasione che si rese conto di quanti marocchini e marocchine si sposassero con stranieri.

Karima non nasconde i piccoli malintesi che riguardano i diversi usi e costumi e il modo diverso di gestire la vita quotidiana, come il cibo e l'organizzazione del tempo. Ma l'importante è capire che è il dialogo a far superare tutti i problemi.


Un matrimonio tra culture diverse

L'esperienza di Rashid Busbea, ingegnere marocchino, rappresenta il modello di matrimonio misto di successo. Rashid incontrò sua moglie, tedesca, durante un periodo di studio in Germania. Decisero di sposarsi. Rashid racconta i dettagli della sua storia, felice della sua vita con la sua compagna di cammino. Dice: "La mia esperienza di matrimonio misto ha dieci anni e spero che continui a lungo. Per me è un successo perché si basa sul rispetto, sulla sincerità e la fiducia reciproca. Questi sono i valori e le basi che garantiscono il successo di qualunque matrimonio in qualunque luogo. Ovviamente, il matrimonio misto è un matrimonio tra culture diverse e può generare molti malintesi perché l'altro può fare delle cose che possono essere fraintese. E ciò può dar luogo a problemi dalle conseguenze negative. Ma la pazienza e il dialogo devono sempre essere la base.

Sull'educazione dei bambini Rashid non ha dubbi: la condizione per poter avere dei figli insieme era che la moglie si convertisse all'islam, ma senza pressione. La moglie ha studiato l'islam per quattro anni prima di convincersi e il fatto che il loro figlio, Omar, abbia solo cinque anni si spiega così. Rashid crede che la moglie sia attenta a inculcare ai figli i principi islamici perché il disaccordo su un punto simile, quello dell'educazione dei figli, solitamente porta al naufragio di un matrimonio misto.

Rashid ritiene che la maggior parte delle esperienze di matrimonio misto siano, purtroppo, rovinose perché la gran parte dei giovani si sposa soltanto per ottenere la residenza nel paese della moglie straniera. Così, l'idea del divorzio è già presente ben prima di sposarsi, e si realizza dopo il periodo di tempo necessario a ottenere i documenti. Il problema è che i giovani dimenticano che fare dei figli in questo periodo di 'attesa' porta inevitabilmente alla catastrofe familiare. Ma spesso danno la colpa alla moglie.


La differenza culturale non rappresenta un ostacolo

La marocchina Aisha ha rubato il cuore all'islamista svizzero Patrick Haenni. Intervistato da Babelmed, Haenni afferma che la differenza culturale, religiosa o qualunque altra differenza non genera necessariamente persone diverse. Si tratta, piuttosto, di un invito alla convergenza. È per questo, dunque, che ha deciso di sposarsi con Aisha, malgrado gli avvertimenti delle famiglie e degli amici di entrambi.

Aggiunge Patrick: "Eravamo molto vicini. Avevamo tanti valori comuni come la generosità, l'ospitalità, il buonumore e passioni comuni come i film americani o l'amore per il mare o per la "salsa". Perciò la differenza culturale non rappresenta un ostacolo per noi sebbene ci viene costantemente ricordato dall'esterno, dai nostri ambienti. La differenza culturale in se stessa non è mai stato l'orizzonte strategico da cui partì il nostro piccolo progetto di vita comune".

"Abbiamo avuto una figlia", prosegue "che abbiamo chiamato Soraya. Non lo abbiamo scelto per farle ricordare le sue origini arabe o per trasmetterle un patrimonio culturale. È solo un bel nome. Non crediamo all'esistenza di uno scontro delle civiltà o a un dialogo delle civiltà. Si cerca di allontanare questi concetti dalla nostra vita quotidiana, rinchiudendoli tra le mura dei salotti di filosofi e religiosi. Noi da sei anni portiamo avanti un'esperienza positiva ed è per questo che continuerà".

Ibrahim al-Khalti, invece, è studente di giornalismo. Mi dice che il matrimonio misto in Marocco è governato da interessi personali. Il ragazzo o la ragazza che vogliono sposare uno straniero mirano a migliorare la loro condizione materiale, a stabilirsi all'estero e quindi a ottenere una nuova cittadinanza. "Personalmente mi oppongo con forza a questo tipo di matrimonio", prosegue "perché contribuisce a complicare l'identità dei figli e incita alla frammentazione sociale. Inoltre, il matrimonio misto, soprattutto da parte dei maschi che sposano delle straniere, è la causa dell'aumento delle nubili".


Cosa pensano gli studiosi?

Khadija al-Madmad specialista in questioni femminili e delle migrazioni afferma che "in Marocco, i figli dei matrimoni misti si dovevano confrontare con una serie di problemi legali e sociali, soprattutto quando la madre era marocchina e il padre straniero e in particolare quando il padre veniva da un paese nel quale non potevano risiedere o dal quale non potevano rientrare, come la Palestina. Ci sono bambini che sono nati in Marocco e hanno conosciuto soltanto la cultura marocchina. Ma anche se socialmente erano considerati marocchini non lo erano legalmente. Continuavano a essere stranieri".

"Per fortuna, la riforma del codice marocchino della cittadinanza, varata nell'aprile 2007, ha messo fine a questa problematica dando alla donna il diritto di trasferire la propria cittadinanza ai figli nati da matrimoni misti". L'esperta conclude dicendo che "altri problemi sono all'ordine del giorno per le donne straniere sposate con marocchini, specialmente quando non si convertono all'islam come per esempio il problema della custodia dei figli, l'eredità ecc."


Sposarsi tra identità e differenze

'Abd al-Karim Bilhaj, docente di psicologia sociale alla facoltà di lettere di Rabat, ritiene che "a parte qualche caso di buona riuscita, in periodi e situazioni diverse, il matrimonio misto, in generale, pone una serie di difficoltà ai partner sia relativamente all'organizzazione, alla scelta dei valori culturali e rispetto all'identità culturale di ognuno di loro, sia rispetto al contesto sociale nel quale l'esperienza matrimoniale verrà vissuta. Solitamente le situazioni sono molto varie e dipendono dalle persone, dalle esperienze accumulate e dagli obiettivi. Solitamente, l'inizio o la fase di fondazione dell'unione tra un uomo e una donna sono dedicati a ridurre le distanze e a creare un legame attraverso la concretizzazione, da parte dei due termini dell'equazione, di spinte affettive e psicologiche o sociali".


Alta e bassa marea

Bilhaj ritiene che "l'esser misto del rapporto non crea problemi di armonia dal punto di vista affettivo e passionale. Quando però questa mescolanza è sottoposta al giudizio della mente, ecco che l'accordo tra i partner diventa impegnativo e richiede grandi sforzi. La buona o la cattiva riuscita del matrimonio misto può essere misurata in base a questa regola che riflette la natura delle dimensioni fondanti il rapporto. La pratica di vita comune può mostrare alcune situazioni nelle quali qualcuno dei due o entrambi rientrano in se stessi. Con l'andar del tempo, diventa come una continua alta e bassa marea che invade lo spazio del rapporto coniugale e che fa sì che i due coniugi, per preservare un certo equilibrio nella relazione, accettino delle rinunce. Una realtà che ha profonde conseguenze soprattutto quando questo matrimonio dà vita a bambini con doppia origine. In questo caso, il matrimonio misto diventa fragile di fronte al conflitto culturale generato dai comportamenti dei coniugi".


La reciproca comprensione, le rinunce

'Abd al-'Ali, studioso di interculturalità, crede che il matrimonio misto fallisce se le culture dei coniugi si scontrano e ha successo se invece queste si avvicinano. I coniugi devono, quindi, creare una base per la reciproca comprensione e accettare di fare delle rinunce perché la vita insieme possa continuare. Il matrimonio misto basato su un interesse finisce non appena questo si realizza. "Questo matrimonio può diventare una tortura", prosegue "se entrambi non accettano di fare rinunce quando si deve e di trattare con delicatezza i problemi, allora l'imposizione da parte di uno dei coniugi sull'altro di determinati valori potrebbe portare allo scontro e poi alla separazione. Possono accadere delle tragedie - uno dei coniugi può scappare con i figli per ritornare la paese di origine, per esempio - tuttavia può anche capitare che il coniuge 'straniero' si integri perfettamente nella cultura dell'altro tanto da essere considerato appartenente a quella cultura o società". E conclude: "Il disaccordo sulle modalità con le quali educare i figli può divenire la miccia che fa esplodere il matrimonio a causa del desiderio di una delle parti di far predominare la propria cultura su quella dell'altro".


Strumenti moderni a disposizione della famiglia

Le moderne agenzie matrimoniali, che hanno sostituito il tradizionale 'sensale', hanno certamente contribuito all'aumento dei matrimoni misti. In Marocco queste agenzie sono per lo più internazionali e mettono a disposizione candidati marocchini e stranieri di entrambi i sessi. La priorità è data ai francofoni perché il Marocco è un paese francofono. Di fatto, le agenzie presenti in Marocco sono succursali di agenzie francesi che si specializzano nei matrimoni misti soltanto tra marocchine e francesi. In seguito a indagini approfondite condotte sui matrimoni misti e dopo aver trovato nel Marocco un buon mercato, oggi queste agenzie stanno prosperando. I candidati vengono accompagnati passo dopo passo e aiutati a esprimersi al meglio. Viene loro consigliato di non interessarsi soltanto all'aspetto materiale (denaro ecc.) ma di concentrarsi sull'attrazione che si prova verso l'altro, prima di passare ad altri aspetti che sono secondari.

La maggior parte delle agenzie si occupa soltanto di creare i rapporti tra i candidati. Gli incontri e tutto il resto sono lasciati agli aspiranti sposi. Il cliente, subito dopo essersi iscritto all'agenzia, ha accesso ad una banca dati che contiene informazioni dettagliate sulle persone (età, sesso, professione, hobbies ecc.) e delle foto. L'agenzia chiede il parere della persona prescelta e, se quest'ultima accetta, mette in contatto i due pretendenti.

L'agenzia matrimoniale ha di nuovo che è riuscita a superare i tradizionali metodi della conoscenza pre-matrimoniale, che avvenivano attraverso la famiglia e comunque nelle vicinanze geografiche, dando luogo a delle relazioni completamente nuove basate sui nuovi mezzi di comunicazione. Se son rose…


Traduzione dall'arabo di Marco Hamam


Tratto da www.babelmed.net (il sito sulle culture del mediterraneo)


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