Particolarità della cultura araba

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REDAZIONE RADICI & CIVILTA` REDAZIONE RADICI & CIVILTA` Pubblicato il 30/07/2011
<b>Particolarità della cultura araba</b>

Particolarità della cultura araba




di Driss Guellaa

dalla tesi di laurea in Lingue e culture dell'Eurasia e del Mediterraneo presso l'Università di Venezia  - aprile 2011 -

1- Premessa

Il pensiero dell'individuo come strumento per capire e interpretare la realtà in cui vive è spesso influenzato dalle caratteristiche della cultura ivi dominante; ecco perchè, tra gruppi sociali, ci sono mentalità diverse che possono differire o somigliare. La mentalità cambia anche col passare degli anni.Gli Arabi hanno una cultura di lunga tradizione storica; è una cultura ricca di un vasto patrimonio linguistico e semantico, armonicamente composita nella grande varietà della terminologia dei significati e nella struttura di regole chiare e facilmente intuibili.

La cultura araba si caratterizza per un sistema di valori antichi che difende e tramanda ai posteri, nella certezza che essi guidino l'esistenza degli individui a cui si affidino nelle vicissitudini della loro vita. Per questo, possiamo dire che gli Arabi hanno un modo di pensare caratteristico che li distingue dagli altri popoli della terra e che lo ha accompagnato attraverso numerosi secoli. Oggi queste caratteristiche subiscono pressioni interne ed esterne con l'obiettivo di cambiarle, affinché il modo di pensare arabo possa stare al passo con le esigenze della vita moderna.

2 - Proprietà della cultura araba:

Usiamo il termine cultura nel senso sociale che è stato sviluppato dapprima daglii specialisti nel campo dell'Antropologia e poi è stato adottato dai ricercatori nei campi dell'Economia, Sociologia, Psicologia, Educazione, ecc. Il termine indicato si riferisce al patrimonio sociale di un gruppo umano, comprensivo di conoscenza, credenze, valori, ordini, intenzioni, costumi, tradizioni e tutto ciò che è legato allo stile di vita. La cultura, in questo senso, è un termine di senso lato che contiene tutte le esperienze fatte da un individuo grazie alla sua partecipazione all'interno di un certo gruppo umano.


1. Elementi di conoscenza:

le informazioni e lo sviluppo delle conoscenze per sfruttare le potenzialità dell'ambiente a beneficio di persone che vivono lì, e questo aspetto è semplice e limitato, nel caso di società semplici, ma la conoscenza si è evoluta ed è divenuta complessa nelle società contemporanee.

2. Credenze:

si riferisce alle idee e alle regole a cui l'individuo crede fermamente non dubitando della loro veridicità e non permettendo che altri dissentano.

3. Valori e norme:

Sono quel complesso di principi e di ideali di un gruppo sociale a cui gli individui tendono per organizzare la loro vita materiale e le relazioni interpersonali. Modelli ideali e norme di comportamento comunemente accettate.

4. Elementi simbolici di cui si sostanziano la lingua e i segni con significati culturali:

I segni che descrivono i fenomeni generali fanno parte della lingua: essa è un ordine simbolico legato a sistemi culturali a cui partecipa un certo gruppo umano; quindi le parole, scritte o meno, non descrivono nulla se ad esse non sono stati assegnati dei significati specifici.
Gli Arabi sono un gruppo etnico particolare, formatosi fin dall'antichità in una società dalle caratteristiche chiare. Una società che, possedendo un territorio, ha espresso nei suoi membri una cultura comune, appartenente ad una unica identità.

Alcuni ricercatori affermano che gli Arabi si siano evoluti come società soltanto in epoca moderna:
" il mondo arabo è diventato na società a causa della pressione europea, cioè, questa pressione lo trasformò da varie tribù isolate e sparse a Est ed a Sud del M.M. dal Marocco verso l'Arabia...in un mondo unito come una umma i cui membri hanno in comune la lingua, la coscienza nazionale e gli interessi, almeno, da questo punto di vista, il mondo arabo moderno è una creazione europea come se fosse un libro socialmente e politicamente importante; gli Arabi erano e sono ancora numerosi gruppi divisi tra interessi e sfondi in contrasto e alcune volte in opposizione tra di loro, ma questo non significa che questi gruppi non abbiano sviluppato quella che viene chiamata una società distinta soltanto attraverso l'ultimo periodo della sua lunga storia, considerato che nella vastità del territorio, non sempre ben definito, si sono mosse diverse comunità socio-culturali con le proprie caratteristiche, ed è più plausibile definirle comunità e popoli senza pensare ad unico popolo arabo ”.

Sembra che ci sia qualche imbarazzo tra molti ricercatori allorchè si parla degli Arabi come una nazione con una cultura basata sul contributo di ciascuna parte della comunità per il patrimonio culturale. Si presume che tutte le componenti della società abbiano contribuito a questa tradizione, ma sulla base delle analisi di qualche ricercatore si è scoperto che a costituire la maggior parte del patrimonio culturale arabo siano stati i gruppi che vissero, prima dell'avvento dell'Islam, in diverse parti della penisola arabica. Il che pone degli interrogativi circa i limiti della comunità araba e delle contaminazioni con altre comunità che ad essa si siano successivamente aggiunte.

Al-jabri ha diverse risposte a questi interrogativi: "quello che noi chiamiamo l'epoca dell'ignoranza, per esempio, dal punto di vista geografico, riguarda soltanto una parte del pensiero arabo.. tutte le parti vissero il periodo dell'ignoranza e continuano a viverlo come una parte della propria storia culturale, come quella anche, per esempio, dell'epoca islamica stessa in cui si devono distinguere luoghi culturali" (Al-jabri 1984,50).

La spiegazione che dà Al-jabri è una spiegazione accettabile specialmente in rapporto agli individui e anche ai gruppi che non hanno le stesse idee riguardo la storia e la cultura della società: mentre milioni di persone vivono e muoiono senza lasciare un'impronta importante, altri lasciano delle impronte chiare che persistono per migliaia di anni ancora.

Come dice Jabri, il tempo pre-islamico è stato vissuto da tutti i gruppi e le comunità arabe come parte della propria storia culturale così come quello islamico. Ad evitare confusione sull'origine delle basi antiche della cultura araba, abbiamo già ricordato che ogni società possiede una cultura e che in ogni società ci sono più sottoculture. Ciò sta a significare che quelle culture specifiche di gruppi distinti che si trovano in mezzo ad un grande gruppo culturale, legano le loro parti, e i loro mezzi di trasmissione alle altre all'interno e al di fuori della società a cui appartiene la conoscenza.

I valori culturali arabi sono numerosi e diversi.Essi si possono suddividere in diverse tipologie. Senza perdersi nella enumerazione di tali valori e in quella delle tipologie, si può dire che i valori che abbiano avuto effetto sui modelli del pensiero e i metodi di trasmissione della conoscenza sono appartenuti a diversi periodi culturali che Halim Barakat definisce valori verticali (Barakat 1984,355).
Nella maggior parte dei casi, i valori verticali riguardano i rapporti tra alcune figure sociali importanti come la relazione tra il padre e i figli, la relazione tra il maestro e l'allievo, la relazione tra il capo e i seguaci, ecc..
Queste relazioni funzionano se sottoposte alla natura del potere, in un'unica direzione dall'alto al basso. E' una relazione basata sull'obbedienza e la paura più che sull'amore e il rispetto reciproco nonché lo scambio delle idee; questo non significa che i sudditi e dipendenti non dimostrano opposizione e non trasgrediscono un ordine, anzi, gli arabi sono stati famosi nelle diverse epoche storiche per rifutarsi e contrapporsi al potere, ma questo rifiuto si esprimeva attraverso la violenza e le rivolte più che con il dialogo e la cooperazione tra le parti in conflitto al fine di arrivare ad una soluzione.
L'incidenza dei valori verticali sulle attività che riguardano il metodo di pensiero e la produzione del sapere e la sua diffusione in diverse epoche culturali, tra cui quella che ha dominato appena prima dell'era moderna degli Arabi, ha contrassegnato alcune attività, di cui in seguito citiamo le più importanti e le loro forme:

A- La relazione della conoscenza con il centro sociale:

la conoscenza si raggruppa in limitati centri sociali più alti come quella relativa al padre, il marito, l'anziano, il capo della tribù e il presidente. La conoscenza di quest'ultimi è una conoscenza vera che possiede leggi e soluzioni all'interno di ogni cerchio del centro sociale; per questo, gli altri seguaci delle conoscenze la ricevono e si comportano con essa come realtà assolute e leggi definitive, che non si possono discutere nè modificare aggiungendovi altro.

B- Il potere del testo:

il testo possiede un potere assoluto visto che la conoscenza scorre verso un'unica direzione. Il testo è una realtà solida e si torna sempre ad esso per dimostrare la veridicità di una questione o nota, ci si ricorre al testo quando si verifica una controversia tra la gente del sapere. Il testo si preserva con cura e si tramanda da individuo all'altro e da generazione all'altra, il testo non si consuma e non viene influenzato dalle tradizioni del periodo temporale. Più l'individuo apprende testi più si allarga il confine del suo sapere.

C- L'importanza dell'apprendimento e della memorizzazione:

la conoscenza che circonda il testo con un alone di apprezzamento e rispetto dedica all'apprendimento e ala memorizzazione un posto importante. Per questo si consiglia vivamente l'apprendimento come un metodo di trasmissione della conoscenza, quindi i programmi culturali si occupano più della trasmissione che della discussione, e succede a volte che l'uomo impara testi senza capirli. L'individuo passa l'esame della conoscenza soltanto per aver imparato a memoria il testo senza preooccuparsi del fatto se lo abbia capito o meno.

D- L'importanza del consenso e dell'accordo:

l'interesse per il testo e per l'apprendimento ha lo scopo di allenare l'individuo a un metodo di pensare che si distingue per l'accettazione del sapere e delle informazioni senza discuterne, e il sospettare del testo diventa un atteggiamento negativo. Quindi, si disconosce la critica e non si dà valore all'idea personale, e la veridicità della conoscenza si rapporta alla posizione sociale del sapiente, e la vera conoscenza vera appartiene a chi lha una posizione sociale importante. Se il sapiente pronunciasse informazioni sbagliate o contraddittorie non accadrebbe nulla, anzi, gli ascoltatori ripeterebbero queste informazioni al fine di evitare contrasti che potrebbe sorgere se la ponessero sotto una analisi attenta.

3 - La cultura araba e la questione della conciliazione tra il passato e il presente:

le varie parti della società araba entrarono nell'epoca moderna da diversi punti temporali, ma le attraversarono tutte attraverso l'Europa. Gli Arabi non scelsero la modernità, ma fu loro imposta con forza, quindi vi entrarono a malincuore, imitando e seguendo. Per questa ragione ci furono diverse reazioni che vanno dall'ammirazione, al fascino e all'imitazione, tra un rifiuto manifestato attraverso la regressione e il ritiro, e un rifiuto espresso dalle rivolte e la lotta contro tutto ciò che era occidentale. Tutte le reazioni si manifestarono all'interno della società araba moderna, come anche lì esse furono soppiantate da altre nella scena araba sociale, economica, politica, di pensiero, ecc...

Per questo, i campi sono pieni di contraddizioni e conflitti, come anche vennero alla luce diverse correnti di pensiero, tra cui forse la più importante è quella che indirizza i suoi seguaci ad attaccarsi a tutto ciò che è tradizionale e riportare in vita il proprio patrimonio e mantenerlo intatto come lo era prima nei secoli lontani. Ci sono quelli che invece chiedono di staccarsi dal passato e di relazionarsi con l'Occidente evoluto nelle sue tradizioni e valori e anche nella sua lingua. Si sono formate anche altre correnti il cui obiettivo è quello di conciliare le due principali posizioni.
Le conquiste della moderna conoscenza hanno prodotto un consenso consapevole ed una condivisione di obiettivi nella maggioranza dell'attuale società araba. Questo si avverte soprattutto nell'aspetto consumistico, visibile ad ogni livello della società. Ci sono, nella società, differenze nella rappresentazione quantitativa del patrimonio culturale, ma comune è l'aspirazione a progredire per migliorare l'acquisizione di tale patrimonio.
Il popolo arabo è orgoglioso di avere questa ricchezza culturale, di cui usufruisce quotidianamente.

E l'utilizzazione del patrimonio non è un fenomeno limitato agli Arabi. Ma gli Arabi sono quelli che lo hanno utilizzato di più nella sue applicazioni e con frequenza giornaliera. Il passato è uno dei dilemmi fondamentali delle società arabe. Passato e presente sembrano essere inconciliabili ed è difficile riferire al passato tutto ciò che è parte della vita araba di oggi nei vari settori, della scienza, dell'economia, della sociologia, per non parlare della giurisprudenza religiosa.
Questa resistenza ad accettare il passato investe molti settori della società meno evoluta.
Quali sono le sue caratteristiche e qual'è la sua più importante manifestazione?
Il senso di autostima di sé è la malattia della cultura araba, pensando di possedere la sola verità e la più corretta opinione. Sulla base di questa credenza nel popolo arabo cresce la consapevolezza della sua leadership sul mondo e della sua forza dominante in virtù del suo ricco patrimonio culturale del passato.
A ciò si aggiunga l'orgoglio di aver dato i natali, primo tra i popoli della terra, al Profeta dell'Islam e, come Musulmani, di essere “la migliore nazione sulla terra”.

La contraddizione del mondo arabo è quella di far rivivere nel presente un attaccamento tradizionale non illuminato al passato, che diventa anacronistico in un mondo di conquiste scientifiche, civili ed economiche provenienti dall'Occidente, che il mondo arabo avversa, precludendo la via della multi-culturalità.
Secondo Gabri (1984-1944), il processo di adattamento del patrimonio culturale del passato a quello nuovo del presente non è avvenuto compiutamente in molta parte della società araba a causa di numerose contraddizioni insite negli individui e a causa del poco tempo utile a tale cambiamento. Cosa, invece, che si è prodotta con successo tra gli intellettuali e le persone istruite.

L'esistenza di un ricco patrimonio culturale non può essere di ostacolo all'avanzare del progresso o al mutamento della società. Ma, al contrario, sulla base di esso si può fare un aggiornamento in un dato stile, selezionando gli aspetti più significativi della propria identità culturale, così come è avvenuto e sta avvenendo in Giappone. Non è un processo facile, ma con la dovuta attenzione, può tornare utile.
Il fatto che l'Arabo sia ancorato in maniera eccessiva, in uno stato di alienazione, al rituale tradizionale, vivendo il presente con la mente rivolta al passato, può comportare una sua sopravvalutazione fino ad attribuirgli un'aura di sacralità al quale non è lecito né opporsi né sollevare dubbi o critiche. Per di più, contribuendo a formare una mentalità di difesa e di rigida interpretazione del testo sacro.

Conclusione:

Lo stile del pensiero è determinato da una serie di particolarità e qualità che si esprimono, lentamente nel corso dei secoli, all'interno di un gruppo sociale e del quale diventa rappresentativo. Una volta formatosi, il modello di pensiero diventa un mezzo per preservare la cultura il suo sviluppo o il cambiamento.

Nonostante nel mondo ci siano migliaia di culture, il numero di modelli di pensiero è limitato, perchè i fattori che controllano lo sviluppo delle qualità del pensiero sono limitati, come quelli relativi al modo di guardare l'ambiente circostante e l'universo in generale da parte dei membri del gruppo culturale, sia dal punto vista materiale che immateriale. Non c'è una regola che guidi il processo di cambiamento, che in ogni caso è lento e graduale. Il cambiamento è legato strettamente a revisioni radicali dell'ambito culturale.
Durante il primo periodo islamico, gli Arabi formatisi ad una mentalità pragmatica, seguendo regole chiare e semplici di un modello di vita, hanno saputo sviluppare e diffondere la propria civiltà a contatto con quella di altri popoli, contribuendo alla evoluzione della conoscenza scientifica.

Il modello del pensiero arabo ha attraversato diverse fasi, orientate talvolta all'aspetto razionale e tal'altra a quello irrazionale (emotivo); quest'ultimo, prevalendo durante il periodo immediatamente precedente alla data dell'ingresso degli Arabi nella nostra epoca, segnata dalla qualità, li ha tenuti fuori dal realismo e dall'approccio scientifico.

Questa mentalità, strettamente legata all'osservanza del testo (sacro), ha originato atteggiamenti di conservazione non priva da elementi di corruzione, continuando ad esercitare pratiche educative che hanno limitato la crescita del pensiero divergente e critico.
Gli Arabi, entrati come gli altri nell'era moderna, si trovano di fronte alla possibilità di realizzare obiettivi importanti, anche se in alcuni di essi persistono elementi di contraddizione in linea con l'attaccamento al passato. Questa connessione inscidibile tra passato e presente, tradotta nella pratica quotidiana rappresenta un misto di ragione e di emozione, di pubblico e privato, di lingua comune e di lingua codificata. Tale modello di pensiero male si adatta alla natura dei problemi dell'era moderna, specialmente per quegli Arabi impegnati a svolgere un ruolo attivo rispetto a quello passivo degli altri che restano in retroguardia.






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