da Aquilone ad Aquila

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TODARO GIOACCHINO TODARO GIOACCHINO Pubblicato il 15/03/2018
da Aquilone ad Aquila

da Aquilone ad Aquila

Quell’uccellino ch’era ancora implume,
protetto dolcemente in lindo telo,
ha messo in questi giorni le sue piume
ed ha spiccato, pavido, il suo volo.

Volteggia come fosse un aquilone
tenuto legato, forte , ad un filo,
perché non si disperda su nel cielo
o rovini giù in un burrone.

E prova gioia nel sentirsi lieve
ed a quanto dall’alto sta a mirare;
or agita i piedi o le alucce muove
e con la bocca aperta sta a garrire.

Scende con moto… come ad avvitare
o si libra nel cielo, sua natura.
Lo regge il vento questo suo volare
finchè non cheta quando vien la sera.

Con gli occhi al cielo, come per pregare,
lo guardo, attentamente, come vola:
ora sobbalzo con il cuore in gola
ed indi, di gioia, vien di gridare!

E’ questo quando ai primi voli avviene
o quando si vuole guadare un fiume:
si sta sorretti saldi ad una fune
per toccar l’opposta riva, incolùme.

Un giorno verrà…, non sarà poi tanto,
che infrangerà quel morso stravagante
e volerà così… liberamente:
come ad un’aquila, sfidando il vento!

Dispiegherai nel cielo della vita
le tue ali, fissando alta la tua meta
e saranno orizzonti colorati,
come di albe estive, in dì assolati!

Allora…,io starò su di un alto monte
a rimirar quest’altro nuovo volo:
con gli occhi a terra, pregherò dal cielo
che il Suo aiuto… ti sia sempre costante!
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Gioacchino Todaro


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