IL CARDELLINO

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TODARO GIOACCHINO TODARO GIOACCHINO Pubblicato il 09/04/2018
IL CARDELLINO

IL CARDELLINO

Vola vola cardellino
senza dartene pensiero
perché madre tua, Natura,
t’ha voluto fare dono
di due ali a folte piume.

Vola vola senza sosta
da un ramo e poi ad un altro,
dal balcone alla finestra
e, se proprio sei stanco,
vieni pure a starmi accanto.

Vola vola su quel filo
o sull’alto di quel palo
per pulire le tue ali,
con la punta del tuo becco,
dal fastidio degli insetti.

Vola pure s’ uno stagno,
s’è d’estate facci il bagno:
guazza tanto, finchè n’hai voglia
e, se passa una quaglia,
fate a gara a chi ha più impegno.

Vola pure, non da solo,
su d’ un albero di pero,
sul ciliegio ch’è maturo
e, se sei con un amico,
su d’ un albero di fico.

Da mangiare ce n’è  tanto
e da portare ai tuoi piccini
che, nel nido con la mamma,
son in attesa della manna,
che dal ciel verrà volando.

Sai, t’aspetto, sul davanzale
ove ho messo pane e mele
e del miglio, che tu trovi
tanto buono da beccare,
quando scende giù la neve
che tutto copre, come un velo.

Vola vola ch’io ti guardo
e t’invidio proprio tanto
che’ fai meglio più d’un tordo,
mentre io sto qui in un canto
a pensare proprio tanto:
“Come fanno dei furfanti
a tener questi innocenti
dentro gabbie maledette
solo solo per diletto?

Quale canto possan fare
chiusi dentro come schiavi;
non è certo quello vero
di quando liberi e giulivi!
Quale torto v’hanno fatto
da far loro sì tanto male:
da spuntar financo l’ali
per tenerli quatti quatti?

V’hanno fatto qualche oltraggio:
da rubarvi l’orologio
o, ritengo un mal’affare,
da rubarvi il cellulare?

Se volare è fare un torto,
non è detto in nessun scritto.
Non c’è Codice pel volo
per chi porta piume ed ali.”

Per favore, miei bambini,
non ingabbiate i cardellini:
sono dolci creature
messe al mondo per volare.


Gioacchino Todaro


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