Testimonianze delle comunità aliesi (1860-1932) IV^ parte

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Pubblicato il 09/09/2005
<b>Testimonianze delle comunità aliesi (1860-1932)</b> IV^ parte

Testimonianze delle comunità aliesi (1860-1932) IV^ parte

Emigrazione verso gli Usa
Testimonianze delle comunità aliesi (1860-1932)


Tesi di laurea della dott.ssa Cristina Guccione.

IV^parte

CAPITOLO II

DIAGNOSI DEL FENOMENO EMIGRATORIO IN UN COMUNE DELLA SICILIA : ALIA

1. - Motivazioni economiche e sociali di un espatrio di massaÈ opinione comune tra gli storici che Alia sia stato tra i pochi paesi del Meridione d'Italia, dove, prima ancora dell'unificazione, abbia avuto inizio l'emigrazione verso gli Stati Uniti. Si tratta, in altri termini, di un anticipo di circa dieci anni di quello che diventerà un eccezionale e diffuso fenomeno di massa, dal quale il grosso centro agricolo delle Pre-Madonie continuerà ad essere coinvolto con pesanti perdite demografiche. Francesco Renda, uno degli storici della Sicilia più sensibili ai problemi sociali, dopo avere dimostrato che il mondo rurale isolano fu duramente colpito dall'emigrazione, sostiene, con maggiore precisione, che Alia era tra i 35 comuni della Sicilia e dei 21 della provincia di  Palermo «che accusavano una diminuzione effettiva di popolazione» .

Da allora, tranne una breve parentesi di ripresa durante il periodo fascista, ad Alia si registra un'oscillazione demografica con tendenza decrescente, che, nel corso di un secolo e mezzo, anche a causa di altri flussi emigratori verso varie parti del mondo, come America meridionale, Canadà, Australia, Germania, Francia, Belgio, Gran Bretagna e Italia settentrionale, ha più che dimezzato il numero dei residenti.

Dai 6.297 abitanti, censiti nel 1881, la popolazione odierna si è ridotta a poco più di tremila anime, sul quale numero grava il fenomeno dell'urbanesimo, ossia delle molte famiglie che, per svariati motivi, sono anagraficamente residenti in paese, ma, di fatto, abitano e lavorano in città. Sono dello scorso mese di settembre gli allarmanti dati di un'indagine promossa dal comune di Alia e condotta in collaborazione dei vicini centri di Vicari,  Montemaggiore Belsito , Aliminusa, Lercara Friddi,  Roccapalumba  e  Valledolmo . La rilevazione dell'andamento demografico indica Alia come il comune in cui si è registrato il più alto tasso di emigrazione. A parte il periodo di cui ci si occupa in questa tesi, è venuto fuori che, nell'ultimo trentennio 1970-2000, hanno abbandonato il paese altri 2.592 persone. E gli abitanti che nel 1970 avevano toccato la punta di 6.494, nel 2000 sono scesi a 3.872 .

Alia, oggi, proprio a causa dell'emigrazione, è un paese fantasma, dove è altissima la percentuale delle persone superiori ai sessant’anni di età, mentre, anche a ragione della forte riduzione delle nascite nell'ultimo trentennio, è sempre di meno il numero dei giovani. In un'area di due chilometri quadrati, quant'è il suolo del centro abitato di Alia, è sproporzionato il rapporto tra il numero dei nuclei familiari e il numero delle case, nel senso che quest'ultimo è di gran lunga superiore al primo. In molte case, infatti, non c'è più vita. Le loro porte raramente vengono riaperte. Sono le antiche dimore degli emigrati, che magari speravano di potere un giorno fare ritorno, ovvero sono le abitazioni di coloro, che, permanendo per parecchi mesi all'anno in altri comuni d'Italia o del resto d'Europa, sono soliti rientrare ad Alia in occasione delle grandi festività o nel periodo estivo.

Dalla fondazione di Alia o di Lalia, come originariamente il comune era denominato, avvenuta con licentia populandi del 7 marzo 1615 da parte del re spagnolo Filippo III al barone Don Pietro Celestri, la popolazione era stata in continua crescita. Il primo censimento del 1714 aveva appena registrato una presenza stabile di 605 individui distribuiti in 198 famiglie. Da quell'anno sino al 1881, per via di una campagna di colonizzazione nei paesi viciniori, si ebbe uno straordinario e irripetibile incremento.

«In poco più di un trentennio - si legge in una recente e documentata storia di Alia - l'evoluzione fu tangibile. A confermarla giunsero i dati dei riveli degli anni 1747 e 1748. La popolazione era aumentata, rispetto al 1714, di oltre il 400 per cento ed era passata a 2.651 anime, con 1.610 maschi e 1.041 femmine. I nuclei familiari erano saliti a 356 e ognuno di essi contava in media più di 7 membri. Basterebbe questo solo elemento per indicare l'evidente equilibrio raggiunto dalla colonizzazione. Ma si era semplicemente a una tappa di un graduale progresso, perché, appena qualche decennio dopo, e per l'esattezza nel 1798, la popolazione avrebbe raggiunto le 3.855 anime. Lalia si avviava ormai a diventare un grosso centro e a mettersi in diretta concorrenza con i paesi limitrofi» .

Questa la situazione in cifre nel decennio 1851-1861 ricostruita attraverso i registri dell'Ufficio Anagrafe di Alia:

    Anno 1851
    231 nascite, 65 matrimoni, 93 morti.Totale 389

    Anno1852
    240 nascite, 23 matrimoni, 128 morti.Totale 391
    Anno1853
    168 nascite, 34 matrimoni, 97 morti.Totale 299
    Anno1854
    175 nascite, 30 matrimoni, 207 morti. Totale 412
    Anno1855
    186 nascite, 68 matrimoni, 126 morti.Totale 380
    Anno1856
    205 nascite, 54 matrimoni, 188 morti.Totale 447
    Anno1857
    208 nascite, 62 matrimoni, 119 morti.Totale 389
    Anno1858
    221 nascite, 54 matrimoni, 132 morti.Totale 407
    Anno1859
    218 nascite, 58 matrimoni, 139 morti.Totale 415
    Anno1860
    207 nascite, 43 matrimoni, 181 morti.Totale 431
    Anno1861
    231 nascite, 78 matrimoni, 215 morti.Totale 524
    Totale parziale
    2.290 nascite, 569 matrimoni, 1.625 morti.
    Totale generale 4.484



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