Testimonianze delle comunità aliesi (1860-1932) IX^ parte

Radici & Civiltà

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Pubblicato il 10/09/2005
<b>Testimonianze delle comunità aliesi (1860-1932)</b> IX^ parte

Testimonianze delle comunità aliesi (1860-1932) IX^ parte


Emigrazione verso gli Usa
Testimonianze delle comunità aliesi (1860-1932)



Tesi di laurea della dott.ssa Cristina Guccione.


IX^parte

CAPITOLO III

3. L'orgoglio di razza quale correttivo al complesso di inferiorità

Ciò che, sin dai primi giorni di permanenza negli Stati Uniti e sin dai primi contatti con gli emigrati aliesi e italiani, strugge l’animo e la mente di Teresi è la constatazione di un certo complesso di inferiorità dei suoi connazionali di fronte agli espatriati da altri paesi europei e del resto del mondo. Se ne fa un cruccio e lo porta come una spina nel cuore, tanto che non perde occasione per manifestare la sua sofferenza, mista a rabbia e a preoccupazione. È fortemente angustiato nell’osservare che gli italiani, specialmente se meridionali, si vergognano di partecipare la loro Patria d’origine e, ancor peggio, i loro comuni di provenienza. Si tratta, rileva Teresi, di un atteggiamento tenuto esclusivamente dagli italiani e del tutto sconosciuto dagli altri emigrati. Dunque un vero e proprio complesso di inferiorità, quasi che l’italiano fosse un sottoprodotto della Natura.

It is a sad fact – egli scrive – that, among all the immigrants of every race and every nationality, only the children of Italians have at times been ashamed of their name by changing it, and have been ashamed of their origin by denying it. L’esule aliese è assalito da un atroce sospetto : forse i discendenti dei primi emigrati italiani si vergognano addirittura dei propri genitori, umile e povera gente, vestita magari di stracci e senza un mestiere redditizio. E, così, prosegue: The time has come to put an end to this deplorable spectacle of self-denigration and self debasement. The young men must have better opinion of their parents, no matter how humble their origin or their present state, by constantly remembering their fortitude in facing so many difficulties in a strange land and unfriendly environment, their heroic patience in their strenuous toils, or when luck was against them, their love for their families, and, above all, their noble ambition to educate their children in order that they might rise to a better social position

L’accennato processo di americanizzazione, nel cui anonimato potrebbero finire gli «italiani tiepidi e apatici», sembra preoccupare Teresi di meno del biasimato complesso di inferiorità. E non perché egli manifesti in merito una maggiore fiducia negli italiani, ma perché ritiene che la fusione di razze diverse in un solo popolo sia un slow process, and does not prevent the stronger groups and first comers from resisting to the penetration of weaker groups and later comers Effettivamente un’assimilazione del genere, come dimostra la storia di altri popoli, potrebbe avvenire dopo molte generazioni. E, qualora avvenisse, non sarebbe mai completa, perché è nella naturale tendenza degli uomini di ogni luogo e di ogni tempo conoscere le proprie radici storiche e geografiche.

Non sorprende, infatti, che proprio in America, anche in questa nostra epoca di globalizzazione, è di moda nella stragrande maggioranza dei cittadini la ricerca delle proprie origini, tanto che le agenzie addette all’elaborazione degli alberi genealogici prosperano e fanno affari d’oro. Questo odierno fermento dà ragione a Teresi che, sin dall’inizio del secolo XX, denunciava il fenomeno della americanizzazione, ma, notandone un andamento contro natura e ritenendolo, - di conseguenza, abbastanza lento, se non, addirittura, inattuabile - non lo turbava granché.

Egli, come si è detto più avanti, credeva piuttosto nell’«innesto del pollone italico sul gran tronco della vita americana». Ed ecco perché insisteva nel raccomandare che in the schools, in politics, in industry, in commerce, in public offices, in art and science, the American youth of Italian extraction should have no hesitancy in proclaiming with pride that they are Italians either by birth or by descent. E, con l’orgoglio di chi è consapevole che la storia è dalla sua parte, aggiungeva : Each of their attainments and every legitimate success should mean : - This is the contribution of Italian immigrants to the civilization of America Teresi non si propone di lanciare una sfida. Intende semplicemente tendere una mano, anche perché è convinto che il più puro e rigido americanismo non può insospettirsi o temere che un cittadino americano si richiami alle sue origini italiane, che prima erano serviti ad altri per umiliarlo e che adesso egli, nel riconoscimento della stessa grandezza dell’America, rivendica per esaltarsi.

L’idea che ha l’esule aliese degli Stati Uniti non è quella del melting pot
, bensì quella di a majestic tree with a huge trunk, from which large and small, old and new branches grow, representing the various races that have come the these shores, some in large and some in small numbers, some before and some after. L’albero, simboleggiante l’America, è uno, mentre i rami, simboleggianti le comunità provenienti dal resto del mondo, sono molti e vari e grow out from the same trunk, derive the sap and their very life from the same roots, breathe the same atmosphere, but express their vitality in distinctive forms, bring forth flowers with characteristic odor of their owen, give maturity to different fruits, but all equally good. Si realizza armonicamente la molteplicità nell’unità poiché per the eventual anamalous twigs which may grow twisted, sickly and unproductive, the pruning knife will take care of them; against the possible invasion of insects and worms the defense will not be wanting

Altro problema affrontato da Teresi è quello relativo al fatto, di per se stesso deprecabile, che la stragrande maggioranza dei figli dei primi emigrati non conosce la lingua italiana e riesce soltanto a capire e a balbettare il dialetto della provincia italiana di provenienza dei loro genitori, i quali, continuando a parlarlo anche in America, lo avevano loro trasmesso alla stregua di una lingua madre. Sicché accade spesso che tra gli italo-americani è difficile capirsi fra di loro, in quanto, per esempio, l'oriundo veneto non è in grado di comprendere l'oriundo siciliano. Né l’uno, né l’altro, infatti, parlano la lingua italiana. Il disagio è grave. E all'interno della grande comunità italiana (...ma il termine comunità è del tutto improprio) si viene a creare un arcipelago di gruppi isolati, a se stanti, incapaci di amalgamarsi fra di loro. Il problema, a giudizio di Teresi, può essere risolto con la pubblica istituzione di corsi di lingua italiana o con l'incremento di quelli tenuti dall'Ordine Figli d'Italia.

However the Italian-American boys - scrive Teresi - should realize that a knowledge of the Italian language is an absolute necessity if they are to keep in touch with the thoughts and activities of old and new Italy

L'apprendimento della lingua italiana metterebbe i connazionali nelle condizioni di creare un forte vincolo fra di loro o di consolidarlo laddove già fievolmente esiste. Il Governo americano sollecita e agevola al massimo nelle scuole pubbliche lo studio delle lingue straniere perché lo ritiene opportuno ai fini dell'inserimento dei giovani nel mondo del lavoro e ai fini del mantenimento di buoni rapporti politici e commerciali con gli Stati esteri. Sarebbe naturale, a giudizio dell'avvocato aliese, che i figli degli emigrati italiani si dedicassero all'apprendimento della lingua italiana, non solo per i plausibili motivi addotti dal Governo americano, ma anche perché essa è uno strumento che introduce allo studio di una delle più interessanti e ricche letterature del mondo.

L'ignoranza sull'Italia, a causa della sconoscenza della storia e della lingua, è un triste retaggio di molte famiglie di emigrati. Il fenomeno è storicamente spiegabile : i primi anziani espatriati italiani diretti verso gli Stati Uniti d’America non avevano fatto in tempo a godere dei vantaggi dell’unificazione italiana, tra i quali quello importante di una scuola pubblica, dove dalle Alpi alla Sicilia veniva insegnato per la prima volta l’italiano con la relativa grammatica, quale unica lingua nazionale. Teresi, tuttavia, mostra profonda preoccupazione nella constatazione delle gravi carenze linguistiche e si appella ai giovani affinché possa partire da loro il movimento di recupero e di riscossa culturale. A tal riguardo egli lamenta che it is unfortunate that many families of Italian immigrants should ignore their country of origin; but those young men and women who have been given the advantages of an education, cannot ignore it, without placing themselves in a position of inferiority before so many Americans who are proud of the fact they have known and appreciated the glories of Italy


Teresi, che si tiene in costante rapporto epistolare con amici residenti in Italia, sa che nella Madre Patria molte cose sono cambiate in bene e si preoccupa, a sua volta, di ragguagliare gli emigrati che Italy is not what many knew or visualized in the narrow confines of their native hamlets, or in the modest cottages where their early years were spent. L'Italia - egli rassicura - non è affatto, come molti insinuano, il Paese dei delinquenti, che, purtroppo, è una specie umana che si trova sull’intera faccia della Terra. Tuttavia criminals cannot be the official representatives of a nation, as illiterates cannot represent the intellectual standards of a people whose modern system of education and superior culture are universally appreciated

Il ragionamento di Teresi si poggiava sulla sfida che il regime fascista aveva lanciato in Italia alla malavita in generale e alla mafia in particolare ed era rivolto agli emigrati siciliani, molti dei quali non sopportavano - e ne soffrivano - di essere accomunati e confusi con i pochi che, in effetti, avevano collegamenti compromissori con la criminalità organizzata della Sicilia. Teresi, evidentemente, si proponeva di incoraggiare i primi affinché si convincessero che la realtà era ben diversa di come essi la immaginavano e la temevano, mentre mirava a fare capire agli altri, agli italo-americani della cosiddetta cosa nostra o vicini a essa, che in Italia «era cambiato vento» e che per loro erano iniziati tempi difficili.


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