Le Grotte della Gurfa

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Pubblicato il 13/10/2005
<b>Le Grotte della Gurfa</b>

Le Grotte della Gurfa

    un complesso di opere scavate nella roccia
    Partendo dall' abitato di Alia, percorrendo la SS. 121  Palermo-Catania sino al Km. 184 e quindi la Regia trazzera della Gurfa, dopo un percorso di circa otto Km., raggiungiamo le Grotte della Gurfa. La Regia trazzera si snoda attraverso un percorso tortuoso, toccando torrenti ed abbeveratoi, fiancheggiata, a tratti, da lussureggianti ginestre.
    Il luogo appare subito stranamente misterioso, in una atmosfera intrisa di primitività. Si ha l'impressione che ivi aleggi uno spirito arcano che impone un riguardoso silenzio. Ecco, un'alta parete rocciosa dalla quale prospettano finestre, porte, buchi... Sono le grotte della Gurfa; un complesso di opere scavate nella roccia.
    A piano terreno, due porte d'ingresso; la prima, a sinistra, immette in un ampia sala dalla superficie di circa 80 mq. Da qui, percorrendo un corridoio della lunghezza di circa 8 mt., si arriva ad una grotta di ampie dimensioni, campaniforme ed a base pressocchè ovale, alla quale è possibile accedere anche dalla seconda porta d'ingresso giù ricordata.
    Dall’ esterno una ripida ed angusta scaletta conduce ai locali di primo piano; quindi un piccolo corridoio d'entrata, una sola prima stanza a sinistra della superficie di circa mq. 25, e poi una seconda stanza a destra di circa mq. 60 e ancora una terza di circa mq. 35 ed infine una quarta stanza di circa mq. 32 dalla quale si diparte un corridoio che dopo uno sviluppo di circa mt. 6,50, si affaccia nella grotta companiforme. Questo per sommi capi, lo sviluppo planimetrico dell'opera.
    Certamente c'è da rimanere alquanto stupiti; l'opera è davvero imponente, ed un'analisi anche sommaria, ma comunque attenta, ci dà la certezza che essa ha origini piuttosto remote. Ci pare, senza volere stabilire qui una precisa epoca, ma volendo solamente esprimere una congettura attendibile, che le nostre Grotte della Gurfa, affondino le loro origini, quantomeno in quella che fu la loro struttura originaria, nel 3000 e 2000 a.c. o giù di li, anche se riteniamo possibile che il loro effettivo completamento ed adattamento possa essere stato effettuato in epoche successive e quindi da altri popoli.
    Le Grotte della Gurfa potrebbero essere nate per motivi dovuti allo sviluppo demografico o per un' esigenza di culto che imponeva la creazione di vere e proprie camere sepolcrali collettive. Molto probabilmente qui ci troviamo di fronte ad un vero e proprio complesso edilizio adibito a sepolcro ed , a luogo di culto che doveva servire un' unica comunità. La mole di lavoro occorsa per la realizzazione è senz’altro impressionante e quasi inverosimile; basti pensare che furono scavate, a forza di braccia umane, circa mc. 2.000 di roccia arenaria.
    La grotta a campana presenta al vertice un buco attraverso il quale stentatamente passa un uomo. La tradizione popolare assegna a tale apertura diversi significati. Ci pare opportuno però chiarire che, a nostro giudizio, quel buco era tanto necessario quanto indispensabile.
    Infatti, secondo noi, tale grotta è stata scavata procedendo dall'alto in basso, iniziando a bucare la roccia proprio in quel punto, onde agevolarne il lavoro, dare la voluta forma all'opera ed utilizzando l'apertura circolare, nel contempo, per la fuoriuscita del materiale di risulta a mezzo di una carrucola primitiva. Non vogliamo, comunque, negare la funzione pure importante di tale apertura che permette l'aerazione dell'ambiente, consentendo di liberarlo da eventuali prodotti gassosi dovuti a combustione, consentendo ancora al sole di penetrarvi con un fascio di luce che potrebbe anche aver segnato sulla parete della grotta il lento scorrere del tempo. Tutti effetti conseguenti alla tecnica messa in opera.
    In una delle stanze di primo piano, esiste, sempre ricavato nella roccia, un vero e proprio camino perfettamente funzionante ed ancora una fossa nel pavimento adibita forse alla conservazione del fuoco e poi un cunicolo in una parete della stanza a circa mt. 2 dal pavimento comunicante con l'esterno attraverso un piccolo foro. Nelle pareti delle stanze si notano ancora delle concavità che dovettero servire per la custodia di utensili e cibi.
    All' esterno della parete rocciosa una interessante rete di piccole canalette conduce l'acqua piovana in recipienti sempre ricavati nella roccia o allontanano verso l'esterno l'acqua che durante la stagione invernale potevasi infiltrare gocciolando all'interno delle stanze. Tutto ciò è testimonianza e prova inconfutabile che le nostre grotte furono anche abitate dall'uomo; ma noi rimaniamo convinti che esse dovettero essere modificate nella struttura primitiva per servire al nuovo scopo con aggiunta di recipienti, ecc... che prima non esistevano.
    Gli uomini che realizzarono quest' opera monumentale furono spinti a ciò da un impulso trascendentale, religioso. Solamente uno stimolo di tale portata è riuscito ad indurre l'uomo a compiere fatiche ed opere grandiose quanto inverosimili; nelle epoche primitive e non, con opere gigantesche, che sfidano i secoli, ed oggi, andando sulla luna, sfidando le leggi di fisica.
    Le nostre grotte sono lì ad aspettare di essere riconosciute per quello che meritano e non certamente per essere preda di piccoli politici. La nostra modesta competenza e soprattutto un sincero e forte amore per il passato ci ha indotti a scrivere sulle Grotte della Gurfa. Abbiamo comunque voluto scrivere con il preciso intendimento di far conoscere ai lettori un’opera monumentale e tanto dimenticata. Vogliamo rendere giustizia all'opera ed a chi ha saputo realizzarla, affidando il tutto alla storia; il resto non ci interessa. Una speranza vogliamo conservarla: che la "cultura" non continui ad ignorare le Grotte della Gurfa di Alia che meritano ben altra sorte.
    di MARIO RUNFOLA, " Le Grotte della Gurfa fra mito e realtà " , in "Novalia" , novembre 1978, n. 1, p. 5. e in " La VOCE della Mamma " di Alia, nr.1/96, pag.9
    per la visita al sito, guidati da Enzo Granata:


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