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ALBERGAMO FRANCESCA ALBERGAMO FRANCESCA Pubblicato il 21/11/2010
LA STORIA
(dedicato ai ragazzi)


“Un popolo che dimentica la prop

LA STORIA (dedicato ai ragazzi) “Un popolo che dimentica la prop

LA STORIA (dedicato ai ragazzi) “Un popolo che dimentica la propria storia è costretta a riviverla”.. Ho la sensazione che in questa nostra comunità si faccia a gara, tra noi adulti, a chi vuole riscriverne la storia, ognuno dalla propria opportunistica visione. Se cercassimo, invece, di operare tutti uno sforzo di memoria forse riusciremmo ad essere onesti con noi stessi, ma soprattutto otterremmo più credibilità da parte di tutti quei ragazzi che, oggi, tentano di esprimere un loro pensiero critico e lo fanno anche con una legittima, irriverente foga. Riusciremmo anche ad ottenere più rispetto e comprensione per i nostri errori politici e riconquistare così un po’ della fiducia perduta. Magari cominciamo col dire che nella vita pubblica aliese, le responsabilità politiche sono state comuni a tutti –noi adulti– che, in un passato più e meno recente, ci siamo occupati delle cose della politica, sia attivamente che passivamente. Abbiamo, a volte, operato scelte che credevamo giuste e che, in seguito, si sono rivelate nefaste, proprio per le trappole che esse nascondevano. Abbiamo avallato megalomanie e coalizioni politiche, in un passato più o meno remoto, legittimando opere inutili e umane nefandezze, che hanno lasciato dietro di sé, debiti da fare pagare ai cittadini, e conseguenze umane molto dolorose. Per opportunismo, per ingenuità o per cecità politica, ma queste scelte hanno riguardato tutti. E anche la storia più recente di questo paese è lastricata di coalizioni politiche che hanno prodotto grande confusione e sfiducia. Quindi, buon senso vuole che ognuno sappia fare, con onestà e serietà, le proprie riflessioni. Ma soprattutto non si può pensare di andare avanti riscrivendo la nostra storia comune in modo superficiale, senza metterla a nudo e senza soffermarsi sul peso delle luci e delle ombre che nella bilancia della vita pubblica o privata fanno la differenza. E, a tal proposito, voglio aggiungere una mia riflessione sul senso del cristianesimo, che non è avulso dall’argomento trattato, e che sottolinea proprio l’importanza del peso sulla bilancia della vita. Esso equivale alla dimensione che ogni uomo ha della propria e dell’altrui dignità. E quando quest’ultima viene umiliata e offesa da parte di un uomo verso l’altro uomo si delinea la statura dell’uno nei riguarda dell’altro, ma anche nei riguardi dell’intera comunità. Poiché se un’azione umiliante, millantatoria, irrazionale e tendente anche a colpire l’uomo nella sua umanità, negli affetti e nella dignità, viene compiuta, essa, l’azione, ha lo stesso valore per qualsiasi uomo che la subisce, sia esso il più “importante” o l’ultimo degli ultimi, ragione per cui è l’azione e chi la esercita che viene giudicata, anche se essa non ci ha minimamente toccato. E non serve girare la testa dall’altra parte, quando quell’azione riguarda altri, perché questo non ci fa essere cristiani, e lo dice una che si professa laica, fortemente laica ma che ha chiaro in sé il senso del cristianesimo: nella sostanza. Quindi l’azione diventa il metro di misura dell’uomo in quanto essa ne determina l’altezza. Dico ciò perché alla fine è su questo che verremo tutti giudicati e non su come siamo stati capaci di essere “nell’apparenza”, bravi e grandi millantatori e mistificatori. Quell’apparenza che ha lasciato questo paese impoverito economicamente e svuotato di valori. Sono molto chiara e chi deve intendere intenda, lo dico con molta serenità, perché il coraggio è una delle cosa che ho ricevuto in eredità ed esso mi consente di dire oggi RAGAZZI: “attenti ai falsi miti e ai cattivi maestri, sanno ben celare la loro vera natura e sanno essere anche grandi affabulatori, abili venditori di illusioni, mentitori e infamatori. E se questo paese si è ritrovato con un tessuto sociale dilaniato, difficile da ricostruire, si deve a qualche falso mito o cattivo maestro di cui non è auspicabile nessun ritorno. Anche se l’assordante assenza da parte degli amministratori in carica ne fa evocare il fantasma”. E a loro dico di raddrizzare il tiro del loro operato, perché i vuoti producono pericolose nostalgie. Nessuno è immune da critiche e giudizi e nessuno è intoccabile o peggio invisibile nell’esercizio delle proprie funzioni, quelle per cui è stato delegato democraticamente. Essere attenti ai bisogni della propria comunità e del proprio paese è un dovere e un onore, ed essere persone umanamente per bene non è incompatibile con l’esercizio di un’efficiente amministrazione e, se questa è stata esercitata e opportuno renderla nota, affinché non si producano equivoci. Non possiamo poi considerare un caso la disaffezione e la sfiducia nei riguardi della politica da parte dei nostri ragazzi. “Il caso non è altro che la causa nascosta degli effetti” diceva Voltaire, e penso che la coesione sociale ha valore in sé solo nella verità, senza equivoci né mistificazioni; affinché nessuno pensi di avere vissuto in un altro paese e di potersi inventare un’altra storia, quella che più gli piace. E visto che non siamo riusciti a tutelare il futuro dei nostri ragazzi, proviamo almeno a dare risposte alla loro sete di verità e alle loro fragili certezze. “Di gente che ha lasciato questo paese impoverito, in tutti i sensi, e non ha mai avuto rispetto né per la vita , né per la morte non ne sentiamo davvero il bisogno. Il giudizio poi va da sé, nel rispetto della conoscenza e delle verità e rappresenta la nostra eredità nelle azioni reali e non in quelle finte. Il pregiudizio, invece, è come un fungo velenoso e chi lo applica, a seconda della persona, fa un’operazione molto dannosa. N.B. A proposito di nostalgici retro pensieri, che possono ben descrivere un certo periodo storico aliese, consiglio ai ragazzi due libri: “La fattoria degli Animali” di George Orwell “Il Maestro e Margherita” di Michail Bulgakov (essi trattano del senso della rivoluzione e di come essa sia stata tradita da burocrati disonesti, tradendo, al contempo, il popolo affamato e assetato di giustizia e di uguaglianza) E dedico ad essi un pezzo della poesia di Vladimir Majakovskij che egli scrive rivolgendosi ai burocrati traditori della rivoluzione. […] Spettabili compagni discendenti Frugando nell’odierna merda impietrita, studiando le tenebre dei nostri giorni, voi forse chiederete anche di me un cantore dell’acqua bollita e nemico giurato dell’acqua corrente.. Io stesso parlerò di me io, pulitore di fogne e acquaiolo, dalla rivoluzione mobilitato Ci ordinarono di andare sotto la rossa bandiera. Noi aprivamo ogni tomo di MARX come in casa propria si aprono le imposte ma anche senza leggervi comprendevamo da che parte stare. Noi la dialettica non l’imparammo da HEGEL. Con lo strepitio delle battaglie irrompeva nel verso, quando sotto i proiettili, dinanzi a noi fuggivano i borghesi come noi fuggivamo una volta dinanzi a loro. ORA METTIAMOCI D’ACCORDO SULLA GLORIA DACCHE’ SIAMO TRA NOI, ci serva di monumento comune Il socialismo edificato nelle battaglie. Dinanzi alla C.C.C. dei futuri anni radiosi, sopra la banda dei profittatori e scrocconi io leverò tutti i cento tomi dei miei libri di partito e parlerò della rivoluzione tradita! […] AI RAGAZZI- Le scuse per avere fatto parte di una generazione contraddittoria: per certi versi inerme, cieca e incapace di progettualità; per altri, invece, capace di ribellioni, di assunzioni di responsabilità e di difesa della propria dignità. Mi auguro e sono certa che Voi saprete fare molto di più, ma dovete crederci davvero e dovete guardare avanti, senza pericolose dietrologie. Ma soprattutto dovete avere la piena consapevolezza della reale storia di questo paese e di tutti coloro che l’hanno scritta, luci e ombre comprese. Esse Vi consentiranno di alzare la testa e Vi daranno la forza di lottare qualora dovessero umiliare e offendere la vostra dignità. Francesca Albergamo Lo Bue

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