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Voci Siciliane

ALBERGAMO FRANCESCA ALBERGAMO FRANCESCA Pubblicato il 03/03/2012
La ballata del vispo Angelino e del Sire-innocente a metà.

La ballata del vispo Angelino e del Sire-innocente a metà.

La ballata del vispo Angelino e del Sire-innocente a metà. Il vispo Angelino dicea tutto contento: Sire… abbiam vinto… abbiam vinto La corsa è finita. La prescrizione è arrivata Col mio scudo la libertà è incassata. Cribbio! mio vispo guerriero Più che il tuo scudo poté il “default” Più che il tuo affanno poté il mio ricatto Poté la ragione di Stato Ma che vittoria, sono solo innocente a metà. Lo so Sire… lo so Ma sua “superiorità” non si è accorto che mentre preparavo leggine su leggine per salvare la sua santa persona l’Italia affondava il popolo protestava: ladri, corrotti, imbroglioni la gente pagava, piangeva, perdeva il lavoro e la dignità, insieme alla libertà. Perché veda, per la povera gente la libertà sta in queste semplici cose Non sta nelle beghe dei corrotti né nella difesa degli eletti. Sappia mio Sire Che anche gli amici ci consigliavano: Via… presto… lontano… lontano! Non c’era tempo… tempo davvero, solo quello di una leggina piccina picciò Una dispensa per la difesa della sua libertà Solo uno scudo, uno scudo bucato Che non prevedeva dignità e neppure onorabilità. Perdinci! Mio vispo guerriero Io sono un eroe perseguitato, calunniato Sono innocente, innocente davvero Sono il più ricco, il più importante Sono la legge, sono il divino potente Non posso essere innocente a metà. Sire… la supplico… stia zitto, non sfidi la sorte Non blateri del pubblico denaro perduto Pensi a quello pubblico depredato, a quello privato occultato. Pensi a quanti amici della cricca abbiamo salvato, graziato con le leggine che abbiamo emanato Pensi alla favola “della nipote di Mubarak”, a quella “del povero Mills” che, senza rispetto del sacro parlamento, per verità abbiamo spacciato Suvvia “sommo” sapevamo tutti che erano barzellette Per le sue serate divertenti. Taci… mio vispo Angelino… hai avuto la tua alta mercé Il tuo prestigio, il tuo potere, di più potevi… potevi! Sire… mi prostro, Le sono obbligato… mi creda La mia gratitudine è immensa, lo sa Persino il bene del mio paese ho scordato, tanto sta al sud, ho pensato non vede non sente, sa anche tacere e forse è pronto a perdonare… chissà! Ma io… io…sono fiero di averla servita. Comprenda però che si rischiava la sua degna incolumità Io che ho letto qualche libro di storia ho avuto tanta… tanta paura più di così non ho potuto… mi creda. Ora… mi ascolti Nell’Italia che abbiamo ingannata, plagiata, frodata, lasciata Non c’è via di mezzo… tutti a metà. Il popolo rischia la pelle per un tozzo di pane Non ha più voglia dei suoi deliri, dei suoi sproloqui Le sue amenità e neppure delle sue verità. Perdinci… Angelino Io sono più importante di questi pezzenti…”sono innocente”. Sire ora taccia… taccia davvero… non sfidi i pezzenti se affamati diventato più potenti dei potenti. Accolga la sua mezza vittoria piuttosto che la sconfitta intera Persino il caro “PierFerdi” la vuole graziare Mentre il Bersani non ne vuole parlare Vogliono tutti dimenticare… Occorre… occorre… governare Ed Ella sa bene… quale beneficio gliene può venire. Sire… taccia…taccia…per essere un eroe bisogna combatterla, fino in fondo, la giusta battaglia Senza dispense per la gloria, né per la santa immunità. E che resti tra noi, più che Sire Ella, del basso impero, è Imperatore E per dirla tutta…non ho mai creduto al suo santo candore Ho solo dovuto… dovuto… dovuto Mentre l’Italia affondava e la sua gente pagava e piangeva. Ma più di così non potevo e non posso Perdinci! Mi consenta, anch’io ho un’anima E… per la sua “preziosità” posso venderla al diavolo Ma… solo a metà! Francesca Albergamo

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