Le Olimpiadi
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LOIACONO MARCO LOIACONO MARCO Pubblicato il 05/02/2006
<b>Le Olimpiadi</b>

Le Olimpiadi


In questi giorni tanto si parla di Olimpiadi in considerazione delle imminenti di Torino 2006.

Torino, infatti, in questi giorni è invasa da turisti provenienti da tutto il mondo.

Ma cosa sono le Olimpiadi? Come sono nate? E perché?


Le olimpiadi nascono nel mondo greco e la loro storia ci è narrata, in larga misura, dalle due opere ascrivibili ad Omero: L’Iliade e L’Odissea, nelle quali si raccontano le vicende legate alla città di Troia, colonia greca. Nell’Iliade troviamo la narrazione del funerale di Paco, amico e fratello di Achille, durante il quale si indìcono delle competizioni sportive in onore del defunto.

Nell’Odissea, il capitolo dedicato allo sport, è quello che narra dell’incontro tra Ulisse ed una principessa, a seguito della sua vittoria in alcuni giochi. Gli elementi distintivi degli sport nell’età antica sono: l’essere riservati all’aristocrazia e l’essere istituiti in onore di qualche divinità o per onorare un defunto, consentendogli un più agile passaggio nella vita ultraterrena.

Si pensava, infatti, che il sangue ed il sudore versati in occasione di questi giochi fossero fonte di energia per il defunto.

Quattro erano i giochi grandi che si svolgevano (non solo nell’Ellade, ma in tutte le regioni vicine e nelle colonie). Erano riservati ai cittadini dicultura greca.

I quattro giochi grandi erano distinti in: OLIMPICI (dedicati a Zeus/Giove); PITICIo DELFICI (dedicati ad Apollo); NEMEI (dedicati a Zeus/Giove); ISTMICI(dedicati a Poseidone/Nettuno).

L' essere dedicati ad un Dio era tra le caratteristiche di questi giochi. La loro importanza era tale che gli anni cominciarono a contarsi a partire dalle Olimpiadi.

In questo modo il 776 a.c. era chiamato il 1° anno dei primi giochi olimpici; il 775 a.c. il 2° anno dopo i primi giochi olimpici; il 774 a.c. il 3° anno dopo i primi giochi olimpici; il 773 a.c. il 4° anno dopo i primi giochi olimpici; il 772 a.c. il 1° anno dei secondi giochi olimpici e così via.

Il premio per questi giochi era solo simbolico, costituito da un ramoscello intrecciato a mo di corona, con il quale si cingeva il vincitore. Ma la vittoria aveva un enorme valore per l’atleta che, tornato a casa, era trattato da eroe e poteva rivestire importanti cariche nella vita sociale della città Stato di appartenenza.

Per comprendere l’importanza attribuita a ciò, basti pensare che, in occasione dei giochi, erano sospese anche le guerre con la cosiddetta “Tregua Sacra”.

I giochi si succedettero regolarmente sino al 200 a.c, successivamente si svolsero in maniera meno rigorosa sino alla loro definitiva sospensione nel 393 d.c.

A decretarne la fine fu un editto dell’allora imperatore Teodosio, sotto l’influenza del vescovo di Milano Ambrogio (S. Ambrogio), essendo ormai la Grecia sotto la dominazione romana.

I motivi della loro cessazione sono da ricercarsi nel fatto che rappresentavano riti pagani, quindi in contrasto con la religione Cattolica.

La ripresa dei giochi dopo ben 2672 anni fu merito del barone Pierre de Coubertin, grande appassionato di sport che, con la sua perseveranza, ed investendo buona parte dei suoi capitali, riuscì nell'impresa di far risorgere il mito delle olimpiadi nel 1892.

Come avete letto nella parte sopra riportata, tratta dal sito www.nonsolofitness.it , le olimpiadi nascono addirittura nel mondo greco, ciò vuol dire ben 2500 anni fa e più e inizialmente venivano svolte dopo un funerale, per commemorare il defunto.

Ora, ovviamente, noi non ci sogneremo mai di metterci a festeggiare e giocare dopo un lutto.

Io vorrei soffermarmi, però, su un altro fatto. I giochi olimpici di questi tempi si svolgono sì per lo sport (perché credo che ci siano ancora persone che gareggino per vincere, per una soddisfazione personale, e non solo per i soldi), ma ci sono anche persone che competono principalmente per il denaro. Non sto solo parlando degli sportivi, ma di tutti coloro che ci speculano.

Avete provato ad andare a vedere quanto costa un ricordino delle Olimpiadi? Una penna sui € 3, forse il ricordino meno caro, per poi passare aD oggetti molto più cari. E qui, a mio modesto parere, non è giusto. Non è giusto che dei giochi nati per ricordare un defunto si siano trasformati, con il corso dei tempi, in dei giochi sì, come ho detto, per il divertimento, ma anche per l’arricchimento di pochi.

Pensiamoci!






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