Riflettiamo su Natale

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LO BLUNDO CLAUDIA LO BLUNDO CLAUDIA Pubblicato il 21/12/2010
<b>Riflettiamo su Natale</b>

Riflettiamo su Natale

Il titolo non è scelto a caso, riflettiamo sul Natale vorrebbe essere un invito a guardare in noi stessi, a riflettere su noi, sulla nostra vita, su dove siamo diretti

Da sempre il Natale è la festa per eccellenza dedicata ai bambini, forse perché si ricorda la nascita di un Bambino, Gesù, o forse perché nel giorno o, meglio, nel periodo natalizio, ogni adulto vorrebbe tornare bambino e rivivere quella gioia, quelle emozioni che il Natale ci procurava in un’età che non era stata ancora contaminata da quegli aspetti negativi che la vita ci pone ogni giorni dinanzi.

E forse, da adulti, speriamo di rivivere nei piccoli quei sentimenti che crediamo passati ma, invece, giacciono in una parte recondita di noi stessi e che a fatica vorrebbero risalire alla luce.

Natale sarà veramente la festa dei Bambini?
E per gli adulti cosa indica il Natale?
Solo un periodo per fare i regali che, purtroppo finiscono per diventare fonte di stress non solo economico? Già perché ci si pone una domanda: cosa regalo a quella persona alla quale ho già regalato di tutto?

Bisognerebbe pensare all’altro aspetto del Natale che più ci riguarda e al quale non si riflette mai abbastanza.
In questo periodo natalizio che sta per iniziare, al quale la liturgica cattolica ci prepara sin dalla prima Domenica di Avvento, tutti ci sentiamo quasi in dovere di essere buoni, di mostrarci buoni e forse vorremmo veramente sentirci migliori.

Ecco, questo in fondo è il Natale: la possibilità di modificare qualcosa nel nostro intimo che ci porti ad una apertura verso il mondo.
Una predisposizione d’animo ad andare con il cuore aperto, e anche la mano aperta, verso l’altro.

Durante il periodo natalizio vediamo le strade affollate, il che vuol dire che la gente esce da casa e non solo per fare acquisti ma anche per godere di quella gioia che dà incontrare gente che si conosce, scambiarsi un saluto che, guarda caso, sembra più sorridente del solito

Anche le chiese sono più affollate del solito, si sente la necessità di ascoltare una parola che ci parli di questo Bambinello nato oltre 2000 anni fa per portare la pace nel mondo.

Nonostante le guerre, le cattiverie, le malattie, la fame, le catastrofi, il Natale ogni anno ci viene a ricordare sempre quella speranza che ciascuno di noi può coltivare nel cuore e che è in grado di darci una gioia intima, una serenità che, lo sappiamo, non proviamo tutti gli altri giorni dell’anno..
E’ quindi una gioia momentanea?

Si, è probabile, perché non solo é una gioia legata a un breve periodo, e forse nemmeno a tutto il periodo natalizio ma addirittura solo a qualche giorno, o, peggio - ma sempre meglio di niente – legato solo a qualche ora.

L’importante è riuscire a provare questo sentimento e una volta provato, avere la capacità di dire: ma perché allora questo sentimento, questo atteggiamento non lo conservo e lo metto in atto tutte le ore della giornata tutti i giorni di una settimana, di un mese, di un anno, di una vita?

In fondo si tratterebbe di FARE FINTA che ogni giorno sia Natale, fare finta che ogni giorno sia la ricorrenza della nascita del bambinello, un po’ come quando festeggiamo il nostro compleanno o quello dei nostri figli e dei nostri anziani: anche in quell’occasione, in quel giorno siamo tutti buoni, sorridenti, attorno al festeggiato e siamo sinceri come siamo sinceri nella gioia del Natale, allora dovremmo fare finta che ogni giorno sia il nostro compleanno o di coloro che ci stanno vicini

Si tratterebbe di fare un salto di qualità che migliorerebbe la nostra vita, già angosciata da tante cose, si tratta di pensare che come nella parabola di vita di Gesù c’è stata una nascita, una crescita, una morte che è culminata nella resurrezione, anche per tutti noi c’è la stessa parabola.

Il Natale ci viene a ricordare che l’importante nella vita è nascere, vivere al meglio la nostra vita per poi arrivare alla resurrezione.

Il Natale ci ricorda che abbiamo bisogno di gioia e la gioia, spesso, bisogna trovarla anche in mezzo alle contrarietà giornaliere, nella speranza che tutto si risolve se il nostro atteggiamento è predisposto non a cogliere l’infelicità ma piuttosto la felicità che spesso si nasconde anche nell’infelicità.

Allora Natale, questa festa che tutti amiamo festeggiare, non sarà più un capitolo aperto e chiuso nell’ambito di pochi giorni, ma diventerà una realtà di vita che potrà contagiare anche chi ci sta vicino per diventare un’abitudine di vita.
Allora il Natale avrà raggiunto lo scopo augurato dagli angeli sulla grotta di Betlehemme: pace in terra agli uomini di buona volontà!


Claudia Lo Blundo Giarletta

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