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VICARI RITA VICARI RITA Pubblicato il 18/10/2011

Forse non tutti sanno che domani ricorre il 67° anniversario del

Forse non tutti sanno che domani ricorre il 67° anniversario del

Forse non tutti sanno che domani ricorre il 67° anniversario della “Strage del pane”. Era il 19 ottobre del 1944, quando a  Palermo, in via Maqueda, di fronte a Palazzo Comitini, allora sede della Prefettura, 24 giovani che manifestavano furono uccisi nella cosiddetta “Strage del pane”.  Palermo era sventrata dai bombardamenti, il malcontento causato dalla fame e dal carovita rischiava di far salire la tensione, un lavoratore non guadagnava più di 40 lire al giorno, e il pane, sempre se si riusciva a trovarlo, costava 3,60 lire al chilo: fu proprio in questo contesto che avvenne quel massacro. Una folla composta da impiegati comunali, studenti e disoccupati, quel 19 ottobre del `44 decise di manifestare: chiedevano l`intervento del governo, chiedevano pane e lavoro, non volevano altro se non una vita dignitosa. a gran voce, in maniera pacifica anche se accesa. Quei poveretti speravano invano di essere ricevuti, ma il portone della Prefettura era sprangato. Fu dai Quattro Canti che videro arrivare i soldati, circa 50 a bordo di due camion, provenienti dalla Caserma Ciro Scianna di Corso Calatafimi, con il preciso intento di sedare la sommossa. Il sottotenente del commando impartisce ai suoi commilitoni l`ordine di sparare: fu l`inferno. Tanto sangue sgorgò in via Maqueda, via Divisi, un vero eccidio: 24 morti, quasi tutti ragazzi, e 158 feriti. Fu aperta un`inchiesta. la requisitoria di allora decise che si trattava non di delitto di strage, ma di “eccesso colposo nell`uso legittimo delle armi” per cui nessuno fu condannato. Le notizie in merito all`accaduto sono state confuse e controverse per molto tempo. Se però, per anni, è stata accreditata una versione, secondo la quale i soldati erano stati aggrediti e così conseguentemente avevano aperto il fuoco, adesso, c`è un`altra verità. Recentemente sono state prese in considerazione le testimonianze di superstiti e testimoni oculari mettendo in luce quello che per troppo tempo il muro dell`omertà aveva nascosto. Uno dei soldati che fu allora agli ordini del sottotenente ha scelto oggi di affidare le sue riflessioni a Giorgio Frasca Polara, giornalista de l`Unità: "Quando arrivammo in via Maqueda vidi che non era in corso nessun assalto.- sostiene Giovanni Pala- Tutto accadde in pochi istanti. Fu il terrore, una scena davvero bestiale". Altri documenti esaminati hanno smentito l`ipotesi di aggressione dei manifestanti contro l`esercito. Un terribile episodio che come tanti altri nasconde una verità che, per un "oscuro motivo", non ci è dato sapere, ma che con la sua commemorazione ci aiuta a non dimenticare quelle pagine della storia della nostra città, della nostra terra scritte con il sangue della povera gente.

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