Voci Siciliane

VICARI LUCIO VICARI LUCIO Pubblicato il 16/12/2011
L置ltimo treno che viene dal Sud


Cinque notti fa è partito

L置ltimo treno che viene dal Sud Cinque notti fa è partito

L置ltimo treno che viene dal Sud Cinque notti fa è partito l置ltimo convoglio Torino- Palermo. Dopo mezzo secolo di onorato servizio, è stato soppresso, come tutti i convogli dell誕sse Nord/Sud. Un gesto assurdo, persino volgare, che in nome della riduzione dei costi non solo ha tolto un servizio essenziale all置tenza, ma ha dato uno schiaffo alla 田oesione sociale, a vegliare sulla quale ora addirittura abbiamo un ministero. Hanno cancellato, soprattutto per i ceti meno abbienti, la possibilità, per di più nell段mminenza delle festività di fine anno (una vera crudeltà) di 鍍ornare al paese, di andare a fare scorta di caciocavalli e salumi, della tanica d弛lio (di quei pochi ulivi sopravvissuti al forzato abbandono della terra), di vino 堵enuino della vigna, di pane fatto in casa, dei giocattoli ricevuti in dono per il Natale dai bambini. Certo, ci dicono gli orari ferroviari, sarà sempre possibile raggiungere Bari da Milano: cambiando a Bologna, e  Palermo o Napoli da Torino, cambiando a Roma. Con i pacchi,le valigie, gi indumenti invernali; me le vedo quelle famiglie stremate, che corrono da un binario all誕ltro, per acciuffare il loro treno, pregando la Madonna di non mancarlo. Ma questo è un crimine. Ce ne rendiamo conto? E ci hanno anche detto che tutto ciò era necessario per abbattere i costi. Menzogna. Dai sindacati apprendiamo che i treni notte trasportavano in un anno circa un milione e mezzo di passeggeri. Il fatto è, a quanto capisco, che i fondi pubblici riversati su Trenitalia, ora sono dirottati sull駐alta velocità, i cui prezzi praticati alla clientela continuano a lievitare: ma tanto, si ragiona negli uffici commerciali dell誕zienda, quello è un pubblico in grado di pagare, o perché abbiente, o perché gran parte di esso viaggia a spese di ditte, imprese, istituti. Per gli altri sono rimasti i treni regionali: mettendone una dozzina una dopo l誕ltro, si può continuare a percorrere la Penisola da cima a fondo, in definitiva. Perché allarmarsi? Perché protestare? In effetti il pubblico, nella sua grande maggioranza, tace, inebetito o assorto nei suoi privati gravi problemi, quelli della sopravvivenza, detto in una sola parola. E la scomparsa dei collegamenti ferroviari Nord/Sud non sembra cosa grave. E, rimaniamo in silenzio, o ci accontentiamo di esercitare il diritto al mugugno, più che mai sotto ricatto per via della 鼎risi, il grande Moloch che richiede ogni giorno veri e propri sacrifici umani.

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