Il 26/01/2012 si è tenuta ad Alia ,nei locali dell’ITC una conferenza sull’Aschoà. Oltre alle cinque classi della ragioneria,nell’incontro sono stati coinvolti anche i ragazzi della 1°classe del nuovo indirizzo alberghiero,insediatosi proprio in un’aula dell’istituto. La scolaresca e i docenti hanno avuto l’onore di avere come ospiti per quest’occasione la poetessa Francesca Albergamo supportato dalla preziosa presenza di Armando Di Martino,il quale ha recitato insieme a lei delle poesie. Ma procediamo per ordine. L’incontro è iniziato dopo la seconda ora di lezione,i ragazzi sono stati radunati al piano terra dove,per cominciare hanno potuto prendere visione di un breve documentario schock dal titolo,appunto,”Schoking footage from Auschwitz”. Il reportàge, seppur in francese, era facilmente comprensibile a tutti,perchè non erano le parole a parlare ma le immagini. Dapprima queste apparivano prive di significato,dato che raffiguravano persone e bambini come tanti,ma a cui hanno fatto seguito le foto dei cadaveri di quelle persone morte nei cosiddetti campi d concentramento o d gente ancora viva ma il cui corpo era stato divorato dalla fame e dal duro lavoro a cui era sottoposto. Tenendo inoltre conto del fatto che essi venivano torturati,lasciati senza mangiare per giorni e come si è visto dal documentario,tenuti nudi al gelo. Le immagini erano molto cruente,ma non c’è alcune volte,altro modo o maniera migliore per dire la verità. Per rafforzare questo concetto di sottrazione della dignità umana da parte delle SS,gli operatori materiali dei massacri,Armando ha letto la poesia”Se questo è un uomo”. Subito dopo i nostri ospiti ci hanno fatto ascoltare “La farfalla”:parla della piccole cose che a noi possono apparire banali ma che in realtà sono da considerarsi molto importanti,sopratutto per chi la possibilità d assaporarle,ad un certo punto non ce l’ha più avuta perchè negatagli,così,da un giorno all’altro e senza un valido motivo. La poesia forse più toccante è stata”scarpette rosse”, raccontava della parte probabilmente più spietata,orribile e insensata del massacro,della tragedia dentro la tragedia:l’uccisione di miglia di bambini,si stima circa 2000. In questo scandaloso pezzo d storia,da nessun punto di vista giustificabile,è impossibile anche solo pensare o credere che dei pazzi possano essersi accaniti con degli esseri così indifesi,con chi,più di tutti dovrebbe essere amato e reso felice. Risulta già impossibile che certi trattamenti siano stati riservati ad ebrei,omosessuali,a persone di un certo orientamento politico e a persone portatrici di handicap,immaginiamoci a dei bambini. Non è capibile ma è più comune,rifacendoci al concetto di XENOFOBIA=PAURA DEL DIVERSO,avere qualcosa contro uno stato,una persona omosessuale o disabile piuttosto che con un bambino. C’è infatti da dire che ad alcuni faceva anche piacere che certe categorie di persone sparissero dalla faccia della terra,proprio come spiegavano i versi di una delle poesie lette. Pazzia!?! forse!solo la pazzia in effetti può essere l’unica spiegazione plausibile per tutto questo. Ma erano tutti pazzi? Beh, non so, è difficile comprendere,perché non si può parlare di fanatismo dato che in questo caso ha davvero sorpassato il limite lasciando spazio alla follia. Questo martirio continuò ad essere esercitato per un certo periodo di tempo senza che nessuno,tra la popolazione rimasta libera,reagisse. C’era chi non agiva per paura,chi perché i sentiva impotente e chi per INDIFFERENZA,perché tanto tutto quello che stava accadendo non li riguardava in prima persone e né coinvolgeva qualche loro familiare. Quasi la stessa fredda indifferenza con cui agivano le SS che torturavano e uccidevano i prigionieri ,la medesima con la quale,oggi qualcuno continua a negare che questo genocidio sia realmente accaduto in tutta la sua crudeltà. Proprio sull’indifferenza ha voluto porre l’attenzione Francesca, leggendo una poesia insieme ad Armando,quasi a volere rafforzarne il valore delle parole. Sentendo parlare dell’olocausto pare proprio di sentire la storia di un film dell’orrore o di una brutta, bruttissima favola. Ma come in ogni favola che si rispetti, qualche volta anche nella vita arriva il lieto fine,pure nella situazioni più tragiche e di solito grazie all’intervento di un eroe. Di eroi possiamo perciò parlare quando c riferiamo a coloro che hanno liberato i prigionieri da questo supplizio,anche se per chiamarli precisamente si usa il termine partigiani. La signora Albergamo è figlia di un partigiano ed è venuta per raccontare la storia del padre. Uno di quei uomini che ha preso il coraggio in mano ed è certo che ce ne sarà voluto moltissimo, un uomo che ha deciso di non soccombere ma di ribellarsi, uno di quelli che non si è lasciato coinvolgere dall’indifferenza ed è partito per quello che da quel momento avrebbe preso il nome di movimento della resistenza. A questo punto la storia del signor Giovanni,così si chiamava questo eroe della libertà,si incrocia con la storia delle foibe. Un’altra tragedia quasi analoga all’olocausto. Partito per lottare,il signor Albergamo ,venne catturato dai soldati tedeschi e riuscito a scappare grazie a dei partigiani slavi si salvò grazie alle generosità di una donna che lo ospitò in casa propria,facendolo nascondere in un letto e che al passaggio dei soldati disse loro che sotto quelle coperte c’era il figlio molto malato. Esempio di grande altruismo, valore di cui sentiamo molto la mancanza oggi, ma molto presente a quei tempi in cui c’era povertà materiale ma ricchezza di nobili sentimenti anche mentre,paradossalmente, c’era chi faceva la guerra. Proprio sulla travagliata storia del padre, Francesca ha scritto “Raccontami”,una poesia presente nella propria raccolta pubblicata con il titolo”La maggioranza sta”. Mentre leggeva quei versi,si sentiva l’emozione trapelare dalla sua voce,si intuiva la commozione per il ricordo del padre scomparso e per la grande missione che egli con grosso spirito di sacrificio ha portato avanti. Ad un certo punto,questa figlia fortunata,così potremmo chiamarla,ci ha mostrato le onorificenze donate al padre. In quel momento erano evidente tutta la fierezza e l’orgoglio per essere stata creata e cresciuta da una persona così. Il programma di quest’incontro si è quindi concluso con l’ascolto dei canti partigiani,i canti della liberazione! In ultimo ma non per ultimo in ordine d’importanza,Francesca ci ha fatto notare che dobbiamo stare sempre allerta perché la situazione politica del medio oriente ma anche lo stato in cui versa la società odierna,ci fanno capire che siamo sempre a rischio persecuzione.. Ci ha fatto un esempio che a me è molto piaciuto e che condivido in pieno: ha parlato della disabilità. Ha fatto presente che ancora oggi si tende a pensare che la disabilità sia un mondo a parte e che perciò così facendo si fa un vero e proprio ghetto e che anche questa è persecuzione. Perchè ricordiamoci sempre che la motivazione dichiarata dell’olocausto è stata la convinzione della superiorità della razza ariana su tutti e tutto e quindi, la smania di supremazia da parte di Hitler , il fautore di tutto questo. Le due cose sembrano scollegate e invece non lo sono,perché facendo discriminazione nei confronti dei diversamente abili,considerandoli peggiori,elementi da evitare o anche solo considerandoli diversi nel senso brutto del termine ,cioè inferiori ,inutili da ogni punto di vista,esercitando quindi nei loro confronti compassione,non si fa altro che ripetere ogni volta una sorta di aschoà. Già, perché non è detto che una persona per essere torturata debba necessariamente subire delle sevizie fisiche o che per morire debba per forza arrivare alla morte del corpo. In tutto questo non è stato spesso nominato il Signor Armando, ma non perché la sua presenza non sia stata importante ai fini della buona riuscita della conferenza. Tutt’altro! egli ha recitato alcune delle poesie ma facendolo non ha semplicemente messo delle parole una dietro l’altra. Si percepiva piuttosto,che quelle che diceva lo sentiva, che era emotivamente coinvolto,che si rendesse conto della mostruosità della situazione che leggendo ci descriveva. Per far ciò occorre avere una grande profondità d’animo e il signor Di Martino ,anche agli occhi di chi non lo conosce sembra proprio esserne dotato. Ringraziamo dunque Francesca e Armando per aver accettato il nostro invito. Un grazie va anche al professore Albano,il docente di italiano grazie al quale è stato possibile mettere all’opera l’incontro essendosi occupato degli incontri organizzativi con gli ospiti,ovviamente tutto si è potuto svolgere sotto l’autorizzazione della direzione dell’istituto. In questa giornata, molto toccante e meritevole,secondo me,di essere raccontata nei minimi dettagli,si sarebbe potuto fare ancora di più. Arrivederci dunque al prossimo anno, nella speranza di poter organizzare,avvalendoci di tempi più lunghi,un incontro ancora più esauriente per tenere sempre viva la memoria e per… NON DIMENTICARE!
MARIA CRISTINA RIFUGIATO
14/02/2012
SALVE,ho appena pubblicato un`artcolo sull`aschoa. Si tratta di un incontro svolto nei locali dell`I.T.C. a cui hanno partecipato anche i ragazzi della prima classe del nuovo indirizzo alberghiero insiediatosi in un`aula dell`istituto.Mi scuso con voi per il ritardo ma vale comunque la pena di ricordare.Mi piacerebbe mettere l`articolo in evidenza,ma non per esibizionismo personale o per fare a gara con chi ha trattato l`argomento ma semplicemente perchè esso in sè merita alta considerazione.per far ciò chiedo aiuto alla redazione dato che io frequento questo sito da poco tempo e non so ancora bene come funziona.Un saluto.Cristina
MARIA CRISTINA RIFUGIATO
14/02/2012
Grazie Cristina, sei molto sensibile.Hai fatto la fotografia di quella giornata dando anima alle piccole cose fatte. Piccole perchè difronte alle atrocità di cui abbiamo preso visione il nostro impegno appare davvero piccolo. Hai rilevato ogni aspetto dalla atrocità, all`indifferenza, all`impegno di uomini di buona volontà,alla possibilità di nuovi focalai di olocausti con molto senso critico e costruttivo, senza troppi orpelli,in modo diretto che colpisce.Ti ringrazio per aver ricordato la storia di mio padre ma, voglio che si sappia che uomini così, ad Alia, ve ne sono stati tanti e spero di potere raccogliere tutte le loro storie in un unico libro, proprio per non dimenticare. A loro tutti va il mio ricordo. Infine proprio perchè comprendo bene il tema della disabilità, voglio dirti che ciò che occorre nella vita non sono gambe buone, ma cervello e cuore, e di questo tu sei fornita. Per quando mi riguarda il nostro faro che ci guida in famiglia è proprio chi non ha gambe ma vola alto ed è forza. Concludo con un abbraccio forte e con l`augurio che il prossimo anno possiate essere voi ragazzi gli organizzatori e i protagonisti. Ringrazio Armando che è stato emozionante e ringrazio Voi ragazzi per il vostro rispetto nell`ascolto e l`interesse mostrato. Il silenzio con il quale avete ascoltato ha fatto, per me ed Armando, molto rumore.Grazie al vostro professore Dario Albano, a Rosa Puglisi e tutti i docenti. Grazie per il tuo articolo. Brava Cristina. Francesca.
MARIA CRISTINA RIFUGIATO
14/02/2012
Grazie,mi fa molto piacere quello che hai appena scritto,sono contenta che tu abbia detto di me che sono una persona sensibile,è,secondo me,uno dei più bei complimenti che una persona possa ricevere.Spero inoltre che l`articolo i sia veramente piaciuto,l`altro pomeriggio quando ci siamo parlate ho avuto la sensazione che non era molto entusiasta e la cosa mi aveva mandata in crisi perchè tengo molto alla tua opinione.Per quanto riguarda la questione della disabilità io lo dico sempre che non sono due gambe funzionanti a fare la felicità.il problema è che sono un`ostacolo nei rapporti in generale visto e considerato il mondo in cui viviamo,ma se si riesce, nonostante tutto, a stabilire rapporti di un certo spessore l`ostacolo viene abbattuto pur rimanendo fisicamente presente.La questione è che nella vita ci vuole fortuna nell`incontrare le persone giuste da ogni punto di vista e bisogna saper farci e a me non riesce nessuna delle due.Sai?ti confesso una cosa io penso spesso al tuo faro e penso che nella"sfortuna" è comunque molto più fortunata di me.Spero tu non prenda la cosa come un`offesa xchè non è mia intenzioni sminuire il carico di dolore che l`aggravarsi delle sue condizioni avrà molto probabilmente portato con sè,ma dico questo per altri motivi,di cui non è il caso di parlare in questo contesto.Ti dico solo che anche io sono stata in sedia h12 per alcuni mesi per via di un`intervento,ma stavo meglio prima.Certe cose erano diverse.Comunque adesso il tema è l`aschoà,quella fatta dai tedeschi e se non ho capito male ho sentito dire che non è stato concesso il risarcimento per le vittime in vita.Potrai illuminarmi meglio tu.un saluto.Cristina
MARIA CRISTINA RIFUGIATO
14/02/2012
Non sarebbe male se quanto successo in quegli anni venisse ricordato più spesso, visto che anche noi siamo stati artefici di quelle atrocità consentendo ai tedeschi di deportare centinai di migliaia di italiani di religione ebraica. Questa semplice poesia di Primo Levi dal libro " se questo è un uomo " riesce a centrare tutta l`atrocità di quel periodo storico. Mi fà piacere che ci siano ancora giovani sensibili a tale argomento.
Primo Levi
L`approdo
Se questo è un uomo
Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
Voi che tovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d`inverno.
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetelele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi.
MARIA CRISTINA RIFUGIATO
14/02/2012
Cristina cara,il tuo pezzo mi era già piaciuto moltissimo, mi sono solo permessa di darti qualche consiglio di ordine tecnico. Non mi permetterei mai di arginare il contenuto che c`è in te, del resto sai benissimo come incanalarlo. Brava e sensibile, lo ripeto.
E ancora una volta, ma avremo modo di parlarne da vicino, voglio dirti che non è stato facie neppure per noi,quello che ci ha salvati e aiutati è stata l`ironia e l`unione, ma soprattutto il considerarci tutti normali e quindi comportarci come tali.Nella normalità spesso sta l`eroismo, sta la forza.Quando ti ho vista la prima volta avevi pochi mesi e due occhi grandi spalancati sul mondo, scrutatori e vigili. Ecco scruta il mondo con quegli occhi Cristina e corri, sarai invincibile.
A presto, un bacio e grazie ancora. Francesca.
MARIA CRISTINA RIFUGIATO
14/02/2012
Lucio, spero che il prossimo anno si possa coinvolgere anche tutta la gente, magari i genitori dei ragazzi e le varie associazioni, perchè la memoria sia inamovibile.
Perchè se questo è un uomo non debba più a ripetersi. Francesca
MARIA CRISTINA RIFUGIATO
15/02/2012
ciao francesca,non intendevo dire che quello che è successo sia stato semplice,infatti ho esordito dicendo che nn era intenzione mia sminuire il dolore della situazione,dico solo che bisogna guardare la situazione nel suo complesso e andare bene a vedere dove si nasconde la vera fortuna.e tu questo o sai meglio di me.certo che ci vuole ironia e io sono la prima in certi casi ad usarla,già bisognerebbe guardare il mondo con gli occhi di un bambino,ma di un bambino molto pioccolo,dovremmo farlo tutti e tutto c apparirebbe subito molto più entusiasmante e bello.se vorrai comunque avremo modo d parlarne in privato così capirai.Avevo avuto l`impressione che l`articolo non t era piaciuto dal tono ma avrò inteso male io.Parlando dedll`articolo,che è il contesto in questione,dicevo che ricordavo di una notizia del tg del mese scorso che parlava di probl d risarcimento.tu ne sai niente?vedrò d cercarla su internet e in caso la pubblico.un bacio. p.s ieri il num fisso che t ha kiamata intorno alle 18:00 era il mio. t auguro una buona giornata!
MARIA CRISTINA RIFUGIATO
15/02/2012
Cara Cristina,
grazie per aver voluto condividere con noi l`emozione che hai provato durante la conferenza, la tua descrizione è dettagliata ed esprime pienamente il tuo stato d`animo.
Il Giorno della Memoria coinvolgendo il mondo della scuola ha contribuito a generare in tanti giovani sensibili come te gli anticorpi contro il pregiudizio, mirando a diffondere una cultura del rispetto delle diversità.
Abbiamo paura di quello che è diverso da noi, socialmente culturalmente e purtroppo anche fisicamente. La diversità che spesso è vista come minaccia, è invece risorsa, valore, scambio, è possibilità di crescita.
L’Europa e il mondo hanno assistito a una immane catastrofe, è una parte della nostra storia collettiva che deve scuotere le coscienze, chiedendoci come possa essere potuto accadere.
Occorre, senza allarmismi e con fermezza, tenere d’occhio razzisti e xenofobi, che i momenti di difficoltà possono far emergere.
Se capire è impossibile conoscere quel che è stato quindi è necessario perché non dobbiamo permettere che accada di nuovo.
Spero che tu scriva ancora su Assarca condividendo con noi le tue estperienze,per dare a noi, lontani o distratti, la possibilità di ricordare e riflettere.
MARIA CRISTINA RIFUGIATO
15/02/2012
Cristina cara, io non ho notizie certe a proposito di eventuali risarcimenti,ma credo che quasi tutti siano stati risarciti con medaglie, croci al merito e diplomi di " Volontari della libertà". Ti prometto però che farò una ricerca presso l`A.N.I.( Associazione nazionale Partigiani). Ma già noi parlandone e tenendo viva la memoria li stiamo, in qualche modo, risarcendo. Perciò questo tuo articolo è stato importante e utile allo scopo.Così come è importante parlare di tutto ciò che è il nostro vissuto, serve alla comprensione, serve a farci sentire parte integrante. Tu sai che non sempre è facile trovare le parole per trattare certi argomenti senza rischiare di ferire, ma dobbiamo comunque provarci.Spero di potertene parlare a lungo, magari da vicino. Qui purtroppo si possono solo dire delle cose che possono apparire banalità, ma in realtà non lo sono. Io ho rispetto per questo mezzo e mi avvicino ad esso con attenzione, lo considero uno straordinario mezzo di informazione, ma penso anche che possa, a volte, svilire il senso delle parole che per me sono come pietre e vanno trattate con cautela.Da vicino invece c`è quel filo impercettibile dell`emozione che chiarisce tutto. Tu però parla di tutto ciò che vuoi,sarò felice di risponderti nonostante i miei limiti. E` bello parlarti,non metterlo mai in dubbio. Ciao Francesca.
MARIA CRISTINA RIFUGIATO
15/02/2012
hai ragione,parlare qui è limitante perchè non c`è una chat privata,proprio per questo non riesco a farmi capire.Se avremo modo di èparlare privatamente forse giudicarai ciò che dico sciocco o ugualmente banale ma ogniuno ha i propri punti di vista in base anche al proprio vissuto.Per quanto riguarda la notizia sui prigionieri,forse era,vedrò d cercare qualcosa e lo pubblico in caso.Potrei ricordare male io ma voglio accettarmi.t saluto
MARIA CRISTINA RIFUGIATO
15/02/2012
francesca hai ragione!questo strumento è da usare con cautela,proprio per questo sono stata volutamente evasiva,perchè non c`è una chat privata e quello che ho detto sarà parso banale o addirittura sciocco,stupido.Se c sarà modo d parlare in privato forse capirai e condividrai o forse no,ogniuno alla fine ha i propri punti di vista anche in base al proprio vissuto.Per quanto riguarda la notizia,che forse si riferiva ai prigionieri farò una ricerca e in caso la pubblico.Potrei ricordare male ma verificherò.
MARIA CRISTINA RIFUGIATO
16/02/2012
Ne sciocco ne banale, ne tanto meno incomprensibile.
Parlane qui secondo me, non è limitante, ma straordinariamente coinvolgente.
Probabilmente pochi o nessuno aggiungerà qualcosa, ma forse tanti si fermeranno a riflettere.
Vi prego, non limitatevi a sussurravi qualcosa all`orecchio, ma urlatelo.
Urlatelo qui tra queste pagine, sicuramente con garbo e cautela ma senza sottointesi.
Niente niente riuscirete a fare uscire qualcuno dei tanti da questo squallido torpore.
Con stima Calogero Drago
MARIA CRISTINA RIFUGIATO
16/02/2012
L`anima del poeta è sempre vigile e attenta, arriva là dov`è la linea sottile che divide in due il sussurro e l`urlo e carpisce il non detto.Grazie anche a nome di Cristina, perchè se c`è tanta sensibilità in piccolo cuore c`è ben da sperare.Benvenuto. Francesca
MARIA CRISTINA RIFUGIATO
17/02/2012
Ciao Francesca,grazie del tuo contributo come sempre di grande impatto emotivo.Bellissima, nel senso profondo della storia e degli eventi. come sempre sai fare. A presto. Francesca
MARIA CRISTINA RIFUGIATO
18/02/2012
LO BUE FRANCESCA
un contributo alla lodevole iniziativa con una mia poesia letta da me presso il Centro Ebraico Pitigliani di Roma nella Giornata della memoria a cui hanno partecipato molti poeti e chi in prima persona ha vissuto quei momenti così tragici.
I Nomi SUSANA, ANA MARIA, Gloria.......
La lunga spina di uno strale trasparente, che non vuole disfarsi,
come colline che dondolano blande nella ingenuità cieca dell’ aria vorace.
Destino di vittime, nel fango turbolento,
denti bianchi che domandano al mistero. *
T’aspettavano.
Aspettava la storia la tua innocenza
…fiore dolce di aria di stelle!
E pagasti con l’innocenza offesa!
Fugacità candida che cammina instancabile,
la nostra storia di montagne e canali rumorosi!
Il tuo dolore immenso ha il gemito del mistero!
T’aspettava la Storia
per il suo progetto strano,
fra i pioppi millenari,
là, nel nostro tempo di vittime e umiliati
perchè gli altri fossero e brillassero,
e noi gli esclusi, gli smarriti.
Ma sei, sei sempre un segno azzurro,
col tuo gesto e il tuo nome,
col tuo viso disegnato nel pensiero che vibra,
nel pensiero come brezze di colline addormentate
I Nomi
A SUSANA, Ana Maria, Gloria,.............
ANA MARÌA MORAL
La espina di una rayo transparente, que no quiere deshacerse,
colinas suaves que se columpian, en la ingenuidad ciega del aire voraz.
Destino de vìctimas,
lirios en el lodo turbulento.
Dientes blancos que horadan la tierra,
que preguntan al misterio.
Te aguardaban…
Aguardaba la historia tu inocencia,
¡Flor dulce de luz de estrellas!
Y pagaste...con la inocencia ofendida
-fugacidad candorosa que recorre incansable
nuestra historia de montañas y acequias rumorosas...
¡Tu dolor inmenso que tiene aliento de misterio!
Te esperaba la historia
para su proyecto extraño
entre los alamos milenarios,
allà en nuestro tiempo de vìctimas y rechazados,
para que otros fuesen y brillasen
y nosotros los extraviados y excluìdos.
Pero eres, eres siempre,
una señal y un signo azul
con tu gesto y tu nombre,
con tu rostro diseñado en el pensamiento que vibra
en el pe
Francesca Lo Bue.
17/02/2012
MARIA CRISTINA RIFUGIATO
18/02/2012
LO BUE FRANCESCA
un contributo alla lodevole iniziativa con una mia poesia letta da me presso il Centro Ebraico Pitigliani di Roma nella Giornata della memoria a cui hanno partecipato molti poeti e chi in prima persona ha vissuto quei momenti così tragici.
I Nomi SUSANA, ANA MARIA, Gloria.......
La lunga spina di uno strale trasparente, che non vuole disfarsi,
come colline che dondolano blande nella ingenuità cieca dell’ aria vorace.
Destino di vittime, nel fango turbolento,
denti bianchi che domandano al mistero. *
T’aspettavano.
Aspettava la storia la tua innocenza
…fiore dolce di aria di stelle!
E pagasti con l’innocenza offesa!
Fugacità candida che cammina instancabile,
la nostra storia di montagne e canali rumorosi!
Il tuo dolore immenso ha il gemito del mistero!
T’aspettava la Storia
per il suo progetto strano,
fra i pioppi millenari,
là, nel nostro tempo di vittime e umiliati
perchè gli altri fossero e brillassero,
e noi gli esclusi, gli smarriti.
Ma sei, sei sempre un segno azzurro,
col tuo gesto e il tuo nome,
col tuo viso disegnato nel pensiero che vibra,
nel pensiero come brezze di colline addormentate
I Nomi
A SUSANA, Ana Maria, Gloria,.............
ANA MARÌA MORAL
La espina di una rayo transparente, que no quiere deshacerse,
colinas suaves que se columpian, en la ingenuidad ciega del aire voraz.
Destino de vìctimas,
lirios en el lodo turbulento.
Dientes blancos que horadan la tierra,
que preguntan al misterio.
Te aguardaban…
Aguardaba la historia tu inocencia,
¡Flor dulce de luz de estrellas!
Y pagaste...con la inocencia ofendida
-fugacidad candorosa que recorre incansable
nuestra historia de montañas y acequias rumorosas...
¡Tu dolor inmenso que tiene aliento de misterio!
Te esperaba la historia
para su proyecto extraño
entre los alamos milenarios,
allà en nuestro tiempo de vìctimas y rechazados,
para que otros fuesen y brillasen
y nosotros los extraviados y excluìdos.
Pero eres, eres siempre,
una señal y un signo azul
con tu gesto y tu nombre,
con tu rostro diseñado en el pensamiento que vibra
en el pe
Francesca Lo Bue.
17/02/2012
MARIA CRISTINA RIFUGIATO
22/02/2012
Ho deciso di non parlarne qui delle altre cose,signor Drago perchè le mie allusioni andavano fuori contesto rispetto al teme centrale iniziale, cioè l`aschoa,comunque ringrazio per l`offerta all`ascolto,cosa che ultimamente manca o che è presente di solito,non con fini benevoli ma solo per la voglia d farsi i fatti altrui,e nn pare questo il caso,dunque grazie.Ringrazio Francesca Lo bue che ha arricchito con la sua poesia questo spazio,rendendo ancora più efficace l`intento di continuare a ricordare la tragedia dell`olocausto.Nn bisogna dimenticare davvero,troppe cose con il tempo si dimenticano troppo facilmente,come se nulla fosse stato.Ad esempio io non conoscevo la storia delle foibe fino a quando non sono stata al terzo o secondo anno di superiori,nessuno me ne aveva mai parlato.Assurdo!Arrivederci anzi a risentirci.Cristina



