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Voci Siciliane

TICLI ENRICO TICLI ENRICO Pubblicato il 09/05/2013
Giunti quasi al capolinea si diventa più capaci di guardarsi in

Giunti quasi al capolinea si diventa più capaci di guardarsi in

Giunti quasi al capolinea si diventa più capaci di guardarsi in faccia? Lo si dovrebbe essere! Ci si dovrebbe sedere attorno ad un tavolo e mettendo al centro di questo il bene comune, dibattere, criticando ed avanzando tesi migliorative, idee, tirare fuori vecchi progetti tenuti nel cassetto per provare, finalmente insieme, tutti insieme, a forgiare una testa d’ariete capace di buttare giù quel portone che ci ha chiusi dentro un mondo di immobilità, promotore di iniziative spesso sterili e fini a se stesse, facendo venire fuori il meglio della nostra comunità e non il solito soggetto politico a cui far convergere le nostre preferenze elettorali. Forse sono un sognatore ma voglio continuare ad esserlo per i figli di questa nostra generazione nella speranza che, quantomeno loro, quando saranno adulti, potranno iniziare a respirare un aria diversa, un’aria che non cambia sulla base del partito che detiene il “potere” ma sulla coscienza di coloro che in esso militano, sulla coscienza dei cittadini e dei lavoratori che devono iniziare a vedere concretamente che è arrivato il momento di mostrare le proprie eccellenze, di unirsi per dare a queste un peso maggiore, iniziare a camminare in una società che altrove sta già correndo. Tantissimi giovani sono senza un lavoro, provate a chiedere ad uno di loro per quali motivazioni non tentano, o lo fanno in pochissimi, di mettersi in proprio? In primis risponderanno a causa della “burocrazia” altro portone da abbattere grande come il primo ma figlio della immeritocrazia, di una moltitudine di individui, non della totalità per fortuna, presi e posati dietro una scrivania liberi di scegliere se lavorare o leggersi il giornale, individui senza alcun interesse ad incrementare le proprie conoscenze per fornire un servizio pubblico sempre migliore, individui troppo spesso fonte di intralcio per quanti, malgrado la pesante crisi, vorrebbero provare a scommettere su se stessi, cosa questa gravissima se si considerano anche i tanti convegni fatti per capire per quali motivazioni i giovani non fanno imprenditoria. Chi cambierà tutto questo? Non certo la stessa politica, non ne ha alcun interesse. A cambiare devono essere le coscienze di ognuno, dal politico che deve essere d’esempio dentro e fuori i palazzi al semplice cittadino. E’ una sfida che ci riguarda tutti, nessuno escluso. La Sicilia ed i siciliani possono ambire all’eccellenza in memoria anche di un tempo non lontanissimo quando la nostra terra era la culla della cultura, una potenza economica tra le più grandi in Europa mandata al sacrificio estremo in nome dell’unità della nazione.

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