Voci Siciliane

ALBERGAMO FRANCESCA ALBERGAMO FRANCESCA Pubblicato il 06/07/2013
La Ballata della città nuova

La Ballata della città nuova

“ LA BALLATA DELLA CITTA’ NUOVA” Sono tornati Ma a dire il vero non se n’erano mai andati I vecchi – giovani Come corvi … in marsina e colletti inamidati. Hanno in mente un piano straordinario nella sua struttura moderna nella sua logica di lungimirante follia e costante miopia Nulla della sana demenza dell’utopia quella che prevedeva la speranza quella che GRAMSCI vide nella “CITTA’ FUTURA” che animò uomini giusti di buona volontà e riempì le carceri di carne martoriata e i campi con le croci. Nulla di tutto ciò È solo la follia dell’omologazione in nome del potere già costituito ma riveduto, corretto per l’occasione lucidato e lustrato. Sempre gli stessi, sempre uguali la differenza sta nelle maschere e dietro le maschere, il solito progetto che prevede il solito incastro perfetto nell’architettura della “città nuova”. Per mattoni i soliti numeri da snocciolare nella conta delle urne democratico imbroglio in cui tutti possano riconoscersi, possano contare. Per cemento l’annacamento che dà l’idea del cambiamento tutto resta immobile, immutabile là dove tutto sembra mutamento. E per pensiero quell’unico rimasto sulle note del dare e avere del “si salvi chi può” del “ voglio la mia fetta, ho figli” del “ sono giovane, ma anch’io voglio la mia fetta non importa come” del “voglio salvare la città dagli oppressori, dai ciarlatani, millantatori truffaldini, poteri forti, collusi, con i quali da più di trent’anni, di volta in volta, controllo le sue mura”. Tutti dentro per costruire la “città nuova” Tranquilli … sarà mantenuto il vecchio impianto nessuna innovazione. Non è prevista la meritocrazia Escluso Il ricambio generazionale Neppure aria nuova da respirare, un futuro su cui puntare. Bandito il rispetto delle regole, pure quelle delle verità Fatta fuori anche l’onestà intellettuale persino quella normale, si capisce però, solo in casi straordinari Previsto pure l’oppio per l’elettore affamato da sfruttare e ingannare fosse anche per l’ultima occasione, tanto vale. Per quello col cervello all’ammasso, oppio risparmiato. Tutto nuovo tutto vecchio Tutti uguali… chi è stato onesto e chi ha truffato Per dirla tutta l’onesto è considerato anche un po’ cretino chi ha truffato è stato solo uno capace solo un po’ furbetto e malandrino ma solo quanto basta, quanto è aderente a questa società. Ed egli, il furbetto truffaldino, è persino generoso è persino disposto ad insegnare l’arte d’arrangiarsi al povero onesto cretino. Così va il nuovo mondo: includere l’onesto nel progetto e renderlo innocuo…PERFETTO! Sia chiaro però… nella città nuova saranno tutti uguali ma ci saranno quelli più uguali degli altri basta mettersi in fila, sotto a chi tocca l’ultimo arrivato resta in coda. E ad avanzare sarà sempre il vecchio nuovo sempre quello sempre uguale: venditore del nulla, persino un po’ ridicolo e banale tutti gli altri in fila scomposti ingenui e furbetti, consapevoli deliranti se non fosse per la sua tragicità sarebbe molto originale e persino divertente. E perciò ho deciso: NON MI ADEGUO! NON CI STO! MA NON MI DIMETTO dal mio pensiero, dalla mia morale dalla mia coscienza, dalla mia coerenza. Resto ferma e resisto, clandestina e resisto. GIOVANE vecchia resisto non compiacente, né plaudente perciò RIVOLUZIONARIA. Neppure cretina perché in quello specchio appannato dal marciume invadente e omologato riesco ancora a vedere il mio volto fiero né conformato né prezzolato gli occhi grandi capaci di guardare l’orizzonte smisurato. E nella coscienza la sana demenza della speranza che ci siano giovani, veramente giovani che dietro ogni corvo imbellettato vedano il colpevole del loro futuro tradito e negato. Che vi siano giovani capaci di capire che la storia sono loro nessuno si senta offeso Sono LORO … senza potenti visibili e occultati venditori del nulla, inetti e spregiudicati. Sono LORO: vite a metà sull’altalena delle illusioni tra briciole raccattate, libertà negate tra orgoglio ferito, dignità calpestate. La storia della “CITTA’ FUTURA” si scrive sempre con l’inchiostro degli uomini liberi non allineati, né defilati, ma vigili e indignati “ Uomini di BUONA VOLONTA’ ( Che la fede sia salda) Una giovane vecchia rivoluzionaria
Francesca Albergamo Pubblicata sul libro " IL GIOCO E IL GIOCO- Eccitazione, Delirio, Disillusione. Sull'orlo di vite marginali a cura di Pietro Piro" Finito di stampare nel mese di Maggio " 2013" Copyright casa Editrice Limina mentis di Lorenza Panzeri, Villasanta (MB)

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