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Voci Siciliane

DI MARCO VINCENZO DI MARCO VINCENZO Pubblicato il 08/07/2013
Non è mia abitudine scrivere su assarca, come neanche collegarm

Non è mia abitudine scrivere su assarca, come neanche collegarm

Non è mia abitudine scrivere su assarca, come neanche collegarmi spesso per leggere le notizie, ma questa volta non ne ho potuto fare a meno visto il clamore causato da un commento su una foto da parte del sig. Carbone. Ormai dal lontano 1997 per motivi di lavoro vivo durante la settimana a  Palermo e rientro ad Alia dove vive mia madre e i miei familiari solo nel fine settimana. Ormai da anni posso considerarmi un “turista della realtà ecclesiale aliese” (ma anche di quella politica… se ancora tale si può definire…) limitandomi alla sola partecipazione della liturgia domenicale, per lo più nella cosidetta ultima messa della domenica, mentre in passato, con i miei limiti, ho cercato di partecipare un pò più attivamente. Pur non condividendo il commento del signor Carbone, che si è avvalso di prerogative che non gli spettano, non condivido nemmeno il modo con cui la Comunità ecclesiale di Alia ha risposto…. Sarebbe comunque stato a mio parere meglio lasciar cadere nel nulla il commento o se si doveva dare una risposta non scendere allo stesso livello del sig. Carbone… Avrei preferito leggere nel comunicato parole meno offensive, un testo più cristiano visto che porta la firma del consiglio pastorale e del gruppo liturgico… un messaggio che avrebbe dovuto solo manifestare la vicinanza al parroco, chiarire e basta… Non so se il nome è di copertura o è reale, tale cognome nel comune di  Palermo è presente, quindi se è reale non è un cittadino aliese ma sicuramente sarà un parente di qualche famiglia aliese, visto che era presente ad Alia per la festa del 2 luglio, se è invece un nome di copertura sinceramente deve essere qualcuno molto vicino alla realtà ecclesiale aliese. Nessuno del popolo sapeva della storia del vescovo emerito di Catania Bommarito che era stato invitato mentre il vescovo di Cefalù Manzella no (sempre se è vero… ancora non si è capito), il popolo come sempre partecipa numeroso con fede e devozione alla messa solenne delle 11,00, messa che quest’anno è stata concelebrata da circa 10 sacerdoti aliesi e da 2 vescovi, ma anche se fosse stata celebrata da un solo prete il popolo avrebbe risposto come sempre numeroso… il popolo partecipa per dare onore a Maria non ai parroci o ai vescovi… Non condivido nemmeno la descrizione della realtà aliese prima dell’arrivo del nuovo Parroco… è giusto riconoscere il buon lavoro che sta facendo, ma non capisco il perché per evidenziare tale impegno bisogna però dimenticare il lavoro di tanti altri sacerdoti prima di lui.. non eravamo mica un popolo abbandonato a se stesso…. Grazie a Dio abbiamo avuto ed abbiamo ancora un grande sacerdote che per anni, ha guidato la parrocchia della Matrice Don Antonino Disclafani, un sacerdote che ha sempre testimoniato con la sua vita, con la sua corretta condotta morale Cristo, merito che nessuno può mettere in discussione… un sacerdote sempre vicino a chi ha chiesto anche un solo consiglio, un sacerdote che settimanalmente, per anni a piedi ogni sabato, vento sole o pioggia non ha mai lasciato la comunita aliese del villaggio priva della S. Messa, un sacerdote che ha saputo mantenere per oltre mezzo secolo il contatto con i nostri emigrati grazie al giornalino della Voce della Mamma, che ha cercato di raggiungere la casa degli ammalati di Alia e non solo anche tramite la Radio parrocchiale e oggi anche grazie alle nuove tecnologie ha raggiunto tramite internet anche i nostri emigrati… realtà che mostrano l’impegno del parroco emerito della matrice al servizio degli aliesi ovunque si trovino… belle realtà che sicuramente il nuovo parroco continuerà a portare avanti. Non ultimo ha fatto rinascere in 50 anni il santuario, orgoglio di tutti noi aliesi. Non possiamo dimenticare nemmeno Padre Mauro, un sacerdote che malgrado la sua giovanissima età è riuscito a fare dei piccoli passi verso l’unione, un esempio su tutti la concelebrazione unica della S. Messa al Santuario prima della processione del Corpus Domini…, Padre Rosolino La Mendola….con cui si inizio ad avere il Coro interparrocchiale per alcuni eventi... e tutti gli altri, ognuno ha fatto un piccolo passo, ma non possiamo dimenticare che Alia aveva due realtà parrocchiali ed era giusto che entrambi facessero il proprio cammino e che in alcuni momenti si trovassero uniti…. piccoli passi comunque che lo scorso anno ha portato il vescovo a decidere per Alia una sola realtà. Sono stati dei grandi sacerdoti, ma anche loro prima di tutto uomini, e come tutti con i propri limiti e come tutti soggetti anche loro a sbagliare… Le nostre processioni sono state sempre ordinate, partecipate da gente che ha sempre pregato e cantato, certamente c’è anche gente che vi partecipa solo per farsi una bella passeggiata.. ma ancora oggi ci sono. Padre Mormino ha avuto la fortuna di trovarsi a gestire una sola comunità, anche se non facile, ha dovuto rimettere tutto in discussione, dovendo inventarsi e riadattare alla realtà aliese un unico piano pastorale, rimettendosi anche lui in discussione, ricominciando tutto da zero essendo il primo parroco a gestire lun unica realtà ecclesiale.. ma in tutto questo non è solo ha la fortuna di poter contare giornalmente ancora su altri sacerdoti come P. Disclafani, P. D’Amico, P. Cerniglia… e anche tanti altri sacerdoti aliesi che vivono fuori, ma che quando vengono ad Alia danno sempre la loro disponibilità… P. Nino Vicari, P. Salvatore Blanda , P. Paolo Iovino, P. Trumello…ecc ecc . RIPETO HA SBAGLIATO sicuramente il sig. Carbone a scendere sul personale attaccando anche le persone che vengono a trovare P. Mormino la domenica, questo sicuramente è un bel segno di affetto e di stima, credo anche reciproco, è giusto mantenere dei rapporti umani con persone con cui si è fatto un cammino insieme… certamente è stato per loro un punto di riferimento e lo è anche ora…. Sicuramente queste persone staranno portando avanti a Cefalù il cammino intrapreso con P. Mormino, un cammino che deve continuare con il nuovo parroco che lo ha sostituito… altrimenti si rischia di cadere nell’errore… e come diceva un mio carissimo amico prete di  Palermo… ormai anche lui trasferito… “guai a quei sacerdoti che vengono trasferiti e mettono contro i fedeli alle decisione dei vescovo o del superiore… spogliare un altare di addobbi per rivestirne un altro con gli stessi non è santo ne moralmente corretto…”. Comunque ripeto il mio pensiero e spero di non essere attaccato visto che ormai non vivo più ad Alia, sarebbe stato meglio ignorarlo quel commento, la migliore arma sarebbe stato il silenzio, invece si è fatto il gioco che il signor carbone voleva…. Ma purtroppo sempre secondo il mio personale parere anche la Comunità Ecclesiale Aliese ha perso un’occasione, avrebbe dovuto mostrare molta più comprensione e carità cristiana, infondo qualunque sia che la vera natura del Sig. carbone è sempre un uomo, un uomo che ha certamente sbagliato è “una pecora che è uscita dal gregge” come dice il signor Bucalo Biagio, e come tale bisognoso di sentire la misericordia di Dio… ma facile scaricare la colpa soltanto a lui, fino alla celebrazione della liturgia nessuno sapeva dell’invito fatto o non fatto al Vescovo di Cefalù, quindi purtroppo come sempre a parlare un pò troppo sicuramente è stato qualcuno dall’interno della realtà ecclesiale...e il Sig. Carbone si è sentito autorizzato o forse "folgorato sulla via di  Palermo o di Alia” a dettare sentenze e giudizi non gratificanti, ma buttarsi fango reciprocamente non serve a nessuno, e si rischia alla fine di ritrovarsi entrambi con le mani sporche… o ancora peggio di fare come i farisei e gli anziani pronti a lapidare la donna adultera… purtroppo secondo il mio pensiero oggi come in passato più che le incomprensioni dei Parroci a portare le divisione tra le parrocchie sono stati sempre alimentati da chi li ha collaborati… Alla fine comunque malgrado il Comunicato Ufficiale non si è capito se l’invito è stato fatto ad entrambi o solo al vescovo emerito di Catania, sappiamo che il vescovo di Cefalù, con la sua venuta, non ha fatto altro che esercitare una sua prerogativa, così come il Vescovo emerito anche il nostro vescovo ha voluto manifestare il suo affetto alla Comunità aliese, da parte mia spero che sia solo una balla e che l’invito sia stato fatto ad entrambi, ma se così non fosse, non mettiamolo sul piano della fede, il prossimo anno sicuramente, non si ripeterà lo stesso errore, saranno invitati sia il vescovo di Cefalù Manzella e i vescovi emeriti Mazzola e Sgalambro, e anche quello emerito di Catania Bommarito, così per il 2 luglio del 2014 avremo sicuramente almeno 3 vescovi che concelebreranno. Un augurio al Parroco e alla comunità ecclesiale di Alia affinchè giornalmente si impegnino sempre al servizio della Madre Chiesa per il bene di Alia facendo sentire a tutti comprese le “pecore e pecorelle perdute” la BELLEZZA DELLA MISERICORDIA DI DIO…

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