Voci Siciliane

FELICE GUGLIELMO FELICE GUGLIELMO Pubblicato il 27/08/2013
La politica reticente e la burocrazia omertosa (e viceversa)

La politica reticente e la burocrazia omertosa (e viceversa)

Il signor Pietro S., “cittadino aliese emigrato” come lui stesso si definisce, mi ha fatto pervenire quale Coordinatore del PD un corposo carteggio intercorso negli ultimi 5 anni con gli organi amministrativi e burocratici del nostro comune. La vicenda, che è stata sollevata più volte in passato anche su ASSARCA dal diretto interessato, riguarda fondamentalmente una corretta richiesta di applicazione della fiscalità comunale nei confronti di quei cittadini che hanno un immobile di proprietà ad Alia ma che risiedono in altri comuni. Immobili che, purtroppo, restano chiusi e disabitati. Senza voler entrare nei dettagli e nei particolari della “querelle”, anche perché non è certo questa la sede adatta, la vicenda del signor Pietro si presta però ad alcune considerazioni circa i comportamenti che talvolta tengono gli amministratori e i pubblici dipendenti nei confronti dei cittadini, siano essi emigrati o no. E’ una questione certamente generale, non riguarda solo Alia, ma questo non ci può consolare. Avere a che fare con gli uffici pubblici, qualche volta, è come districarsi in una specie di labirinto burocratico dove, quasi con sadismo, sembra che ci si diverta a rendere difficile la vita degli utenti-cittadini, le leggi vengono interpretate per creare ostacoli, la famosa “semplificazione amministrativa” è pura utopia, la trasparenza è sconosciuta, l’efficienza è una chimera. Recarsi per qualche pratica, ad esempio, in qualche asessorato regionale è una esperienza che non si augura nemmeno al peggior nemico. Sono ovviamente casi isolati, non è il caso di fare di tutta l’erba un fascio; anzi, la stragrande maggioranza dei lavoratori svolge i propri compiti in modo davvero esemplare. Il problema nasce quando qualche funzionario dimentica talvolta che il suo “datore di lavoro” non è il sindaco di turno o l’assessore o il ministro, ma è il cittadino che paga le tasse (e il suo stipendio) e a maggior ragione questo cittadino non deve essere calpestato nei propri diritti. E i sindaci, gli assessori e i ministri di turno dimenticano spesso che non sono loro i padroni dell’apparato burocratico, che non possono più gestire i lavoratori con politiche feudali. I nostri bravi politici-amministratori della cosa pubblica, se ne sono capaci, diano risposte (soprattutto concrete) alle domande e alle richieste dei cittadini e si adoperino per far funzionare bene tutti i settori della pubblica amministrazione. Non si chiede la rivoluzione (quella di Crocetta la stiamo ancora aspettando); si chiede solo di avere città vivibili (vedi i rifiuti puzzolenti per strada), un ambiente decente e una società dove viene rispettata la dignità dei cittadini e salvaguardati i diritti di tutti, a prescindere se sono residenti, emigrati, o elettori ad Alia. Il signor Pietro da 5 anni pone ai nostri amministratori delle domande e delle richieste che ritiene assolutamente legittime. Chi ha la responsabilità di farlo esca dall’afasia e dia le risposte di merito (positive o negative che siano). Crediamo che il signor Pietro, “cittadino aliese emigrato”, ne abbia pieno diritto.

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