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Voci Siciliane

FELICE GUGLIELMO FELICE GUGLIELMO Pubblicato il 08/10/2013
C’ERA UNA VOLTA IL DIRITTO ALLO STUDIO

C’ERA UNA VOLTA IL DIRITTO ALLO STUDIO

Nell’economia delle famiglie che hanno figli che studiano, il mancato rimborso delle spese di trasporto per gli studenti pendolari è diventato un onere non indifferente specialmente in questo periodo di crisi e ristrettezze. Dover anticipare decine di euro ogni mese diventa un problema e un sacrificio per molte famiglie. Dopo mesi di attesa sembrava che ad Alia la situazione si fosse sbloccata con la determina di pagamento (n° 68/2013) mandata pure in pubblicazione. Poi tutto si è bloccato, sembra che non si possano anticipare i fondi che devono arrivare dalla Regione. Nello scaricabarile ci vanno di mezzo sempre i più deboli. Come ad esempio, i lavoratori precari del Comune lasciati senza stipendio da molti mesi. (Per inciso: ma perché in altri comuni riescono a pagarli e ad Alia no?). Se si deve tagliare, guarda caso è sempre la scuola, la sanità e i servizi sociali che soccombono. Sprechi e privilegi quasi sempre rimangono. La nostra Costituzione, “la più bella del mondo”, all’art. 3 recita “… È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l`eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana …” e all’art. 34 “… La scuola è aperta a tutti. L`istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita. I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso”. Siamo certi che i nostri amministratori e politici, da quelli di Alia a quelli di  Palermo o di Roma, hanno sempre presente nel loro operare questi articoli della Costituzione e dovendo dare delle priorità, salvaguardano il diritto allo studio e la dignità delle famiglie. Perché se così non fosse, se la politica si riduce al rimpallarsi le responsabilità tra Comune e Regione calpestando i diritti dei cittadini senza risolverne i problemi, allora è meglio che tutti costoro, a partire da Crocetta, vadano a fare un altro mestiere.

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