Voci Siciliane

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DRAGO CALOGERO DRAGO CALOGERO Pubblicato il 15/04/2019
Alle 16,30 mettevamo in moto il vecchio Ford Transit e giù per la tort...

Alle 16,30 mettevamo in moto il vecchio Ford Transit e giù per la tort...

Alle 16,30 mettevamo in moto il vecchio Ford Transit e giù per la tortuosa e stretta strada che ci portava al centro abitato di Pantelleria. Prima e spesso unica tappa (anche perchè avevamo poco da scegliere) il bar di lu Zi Paolino.
Qualcuno ordinava un caffè, qualcuno un bacio con ricotta, oppure un amaro, o qualcos`altro e ci andavamo a sedere al tavolo in fondo per trascorrere qualche oretta in allegria.
Quel pomeriggio i tavoli erano tutti occupati e..... ci guardavamo intorno per capire dove poterci sistemare, quando un signore, ci fece cenno e ci invitò ad accomodarci al suo. In uno stentato Italiano si presentò. Da quella volta, il sederci insieme a lui diventò prassi. Entrammo in confidenza e ci raccontò che si trovava a Pantelleria per trascorrere un periodo di vacanza, << ogni giorno >> ci confidò << mi reco sulla Luna, scrivo qualche poesia e raccolgo appunti per degli scritti che ho in programma.>> Non seppi trattenermi: << Anch`io scrivo poesie >> dissi e lui nel suo gentile e stentato Italiano mi rispose che gli sarebbe piaciuto tanto leggerle. Restammo che le avrei cercate per fargliele vedere, poi riflettendo e parlandone con i miei amici, decisi che era meglio lasciare perdere: << va a scriviri `ncapu la luna? >> mi dicevo fra me e me, convincendomi sempre di più che tanto sansero di testa non doveva essere, così tra una scusa e un`altra non gli portai mai i miei scritti.
Poi un giorno, non lo vedemmo più.
Aprile 2010, seduto al tavolo con la mia famiglia programmavamo i dettagli per l`imminente apertura del piccolo B.&.B che con qualche sacrificio e tanta passione avevamo messo su. Tra le tante cose, pensammo che poteva risultare carino identificare con il nome di un luogo le stanze principali. La scelta dei miei figli fù unanime, Alia, per le nostre origini. Pantelleria, dove siamo nati e cresciuti, Pachino, dove viviamo. A Valeria fù dato il compito di trovare qualcosa di carino e originale che descrivesse il luogo da cui prendevano nome le stanze, così: per la stanza Alia fu scelta una breve descrizione di Ciro Leone Cardinale, per la stanza Pachino una di Vitaliano Brancati, per la stanza Pantelleria leggo: non credo che esista al mondo un luogo piu adatto per pensare alla luna. Ma Pantelleria è più bella. Le pianure interminabili di roccia vulcanica, il mare immobile, la casa dipinta di calce fino agli scalini dalle cui finestre si vedono nelle notti senza vento i fasci luminosi dei fari Africani... fondali addormentati... un anfora con ghirlande pietrificate e i resti di un vino corroso dagli anni...il bagno di una conca fumante dalle acque così dense che è quasi possibile camminarvi sopra... (GABRIEL GARCIA MARQUEZ).
Rimasi immobile continuando a rileggere le prime due righe di quella descrizione, e il mio pensiero volò, a quel tavolo del bar di lu zi Paolino, a quel signore dallo stentato Italiano e dai modi gentili, a quei luoghi lunari ancor più belli della stessa luna.
P.S. - Mi stavu arrusicannu li manu (mi stavo rosicando le mani), allora corsi a documentarmi e trovai che Gabriel Carcia Marquez era stato effettivamente a Pantelleria, anche se non combaciavano le date (per la verità più di una e discordanti) della sua permanenza nell`isola con il periodo dell`avvenimento da me descritto. Col grande dispiacere di non aver voluto sottoporre i miei scarabocchi ad un premio Nobel ed uno dei più grandi scrittori del 900, mi consola il pensiero che forse non era lui, (anche se mi chiedo spesso: << Allora chi era?>>) altrimenti a furia di continuare a rusicarimi le mani sarei rimasto monco.Un caro saluto a tutti

Alia - Viste 360 - Commenti 1
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