Voci Siciliane

CANNICI GIACOMO CANNICI GIACOMO Pubblicato il 29/06/2024
Il declino del calcio Italiano sotto il sole del 2024

Il declino del calcio Italiano sotto il sole del 2024

Oggi, 29 giugno 2024, da spettatori impotenti, abbiamo assistito alla morte del calcio italiano. L`esecutore di questa sentenza è stata la nazionale svizzera, che ci ha dimostrato come la nostra interpretazione del calcio moderno sia ormai datata e priva di fondamenta solide.

Analizzando la formazione della squadra svizzera, è evidente che sia stata costruita come una squadra di club, con una strategia ingegnerizzata fin nei minimi dettagli.

In un calcio moderno dove l`atletismo prevale sulla tecnica, l`Italia si trova con una rosa priva di entrambe le qualità, ad eccezione del tenero Donnarumma, che si è ritrovato più volte a fronteggiare da solo l`intero attacco avversario.

Storicamente, noi italiani non abbiamo mai eccelso in velocità e atletismo; tuttavia, siamo sempre riusciti a compensare queste carenze grazie ai talenti tecnici che le generazioni passate ci hanno regalato, come Pirlo, Del Piero, Totti e Baggio.
Quando mancava la tecnica, ci si affidava alla personalità di figure come Gattuso, che caricavano i propri compagni e si facevano carico di azioni decisive, rischiando e sacrificandosi per la maglia azzurra.

All`Italia di oggi manca tutto questo. I grandi protagonisti dei successi passati sono ora spettatori come noi di questo sfregio alla nostra storia sportiva.

Cosa fare quindi ora? Purtroppo, le azioni necessarie interferirebbero con il flusso di denaro che controlla il mondo del calcio.

Le strade da seguire sarebbero due: la prima, seguire l`esempio della Svizzera, creando una formazione basata sull`atletismo con alcuni innesti di alto livello tecnico, cercando tra i cosiddetti "nuovi italiani" o di "seconda generazione", come fanno in altri paesi.

La seconda opzione sarebbe investire maggiormente nel settore giovanile, seguendo il modello spagnolo della "cantera". Per fare ciò, la FIGC dovrebbe imporre ai club regole stringenti sulla gestione della formazione e, soprattutto, limitare l`uso di troppi stranieri, che ormai prevalgono anche nei campionati giovanili.
Tornare a un modello anni `80, con un limite ai giocatori non italiani schierabili, sarebbe ideale ma impossibile da ottenere senza l`opposizione delle lobby economiche che governano il mondo sportivo.

In conclusione, ci troviamo a un bivio.
Dobbiamo riconoscere che la nostra interpretazione calcistica è superata anche dai nostri vicini e prendere decisioni coraggiose e severe che penalizzeranno le tasche dei club italiani, ma incentiveranno l`investimento sui nostri giovani talenti.

Purtroppo, temo che la via che prenderemo sarà quella dell`apatia, del vittimismo e della colpevolizzazione di pochi, cercando di giustificare l`ennesimo (ma palesemente più grave) fallimento del calcio italiano.
Riprenderemo un ciclo che conosciamo bene, che ci fa sentire meglio nella sconfitta e che ci riempie di false speranze per le future competizioni.
Perché è più facile così.

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