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IT ALIA REDAZIONE IT ALIA REDAZIONE Pubblicato il 12/05/2013
Alia : 12 maggio 1956.........per non dimenticare.

Alia : 12 maggio 1956.........per non dimenticare.

R.C -12 maggio 1956, una data, un avvenimento, da molti dimenticato e da altri sconosciuto. Tornando indietro nel tempo, io appena quattordicenne non sono mai riuscito a dimenticare quanto è successo in quella sera di maggio.
Durante questo mese era consuetudine portare la statua della Madonnina nelle case del quartiere dove la gente si riuniva e veniva recitato il Santo rosario con canti e lodi alla Madonna. Il parroco di quell’epoca era il Sac. Don Michele Botindari, mentre il Sindaco il Cav. Damiano Panepinto pure presente a quella serata.. Quella tragica sera la statua della Madonna era ospitata presso la casa della famiglia Bittola in via Belvedere. Finita la recita del rosario, al suono dell’organo eseguito da Gandolfo Miceli coadiuvato dal suo fedele Gioacchino Runfola, si stava intonando il canto: il tredici maggio ……. Ad un tratto un forte scricchiolio di travi, una grande polvere bianca , un fragore immenso fatto di grida e di lamenti che si levavano dai presenti nella stanza. Era ceduto il pavimento, e per fortuna che una finestra aperta ha dato sfogo alla nuvola di polvere, altrimenti sarebbe stata una tragedia.
Fortunatamente la Madonna non ha voluto il peggio, tanto spavento, molti contusi, tante fratture ma c’è scappato anche un morto, un giovane figlio unico e di madre vedova Tante sono state le scene che sono presentate dinanzi ai miei occhi, vedere tutta quella gente rivestita di polvere che gridava , piangeva e cercava il proprio congiunto.
Su quella tragedia Vito Marchiafava ha scritto una poesia che voglio proporvi:

Che tragedia che grande tormento
che spavento che grande terrore
fu lo strazio dei poveri cuori
che in preghiera si stavano la.

Fu la sera del dodici maggio
mese tutto donato a Maria
un’ora dopo l’Ave Maria
quando buio faceva di già

In una casa privata di Alia
adornata di luci e di fiori
era piena perfino di fuori
per pregare l’immensa bontà

Quando stavan cantando le lodi
alla Vergine Madre di Dio
terrificante fu lo scricchiolio
del pavimento che stava a sfondà

Chi chiamava chi figlio e chi mamma
chi chiamava soccorso ferito
chi di polvere si era imbianchito
e chi partiva per l’eternità

Oh tu mamma che il figlio perdesti
solo e unico al mondo che avesti
oh mio Dio risparmiar lo potevi
ed avere di una mamma pietà

Condoglianze facciamogli tutti
tutti uniti al grande dolore
così solo si può confortare
questa mamma che pace non ha.

Versi di Vito Marchiafava

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