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IT ALIA REDAZIONE IT ALIA REDAZIONE Pubblicato il 30/03/2019
Nell’ambito dell’iniziativa di BCsicilia “30 Libri in 30 Giorni” si presenta a Termini Imerese il volume “L’ultimo Risorgimento. Settembre 1866: la rivolta del Sette e Mezzo”

Nell’ambito dell’iniziativa di BCsicilia “30 Libri in 30 Giorni” si presenta a Termini Imerese il volume “L’ultimo Risorgimento. Settembre 1866: la rivolta del Sette e Mezzo”

Nell’ambito dell’iniziativa “30 Libri in 30 Giorni” si presenta mercoledì 27 marzo 2019 alle ore 17,30, presso il Circolo Margherita in piazza Duomo a  Termini Imerese, il volume “L’ultimo Risorgimento. Settembre 1866: la rivolta del Sette e Mezzo” a cura di Santo Lombino e Aurelio Maggi. La manifestazione è promossa da BCsicilia, l’Associazione che si occupa di salvaguardia e valorizzazione dei beni culturali e ambientali in collaborazione il Circolo Margherita. Dopo i saluti di Giacinto Lo Faso, Presidente Circolo Margherita e Miriam Millonzi, Presidente BCsicilia Sede  Termini Imerese sono previsti gli interventi Alfonso Lo Cascio, Presidente regionale BCsicilia e Michele Iacono, Scrittore e saggista . All’incontro sarà presente il curatore del volume Santo Lombino.
Per informazioni: Email: segreteria@bcsicilia.it – Tel. 346.8241076 - Fb: BCsicilia – Tw: BCsicilia.
Nel settembre 1866 una insurrezione popolare sconvolse la città di  Palermo e i comuni del suo hinterland, colpendo i centri del potere amministrativo, politico e militare. Le modalità di svolgimento  furono assai simili a quelle dei moti anti-borbonici dei decenni precedenti e molti capisquadra erano gli stessi che nel 1860 avevano portato alla vittoria la spedizione dei Mille. In questo caso, però, la controparte era costituita dal neonato Regno d’Italia a guida sabauda.
Gli osservatori di parte governativa attribuirono la rivolta del “Sette e Mezzo” ad un “episodio di delinquenza collettiva”, mentre la Commissione parlamentare d’inchiesta e la maggior parte degli storici hanno sottolineato la crisi di fiducia tra governati e governanti, la leva obbligatoria, i rastrellamenti militari per catturare disertori e renitenti, la soppressione delle corporazioni religiose e l’incameramento dei loro beni, la gestione dell’ordine pubblico che confondeva artatamente delinquenza comune e opposizione politica.
In una società ad alto livello di “democratizzazione della violenza”, il moto popolare fu preparato da un  gruppo di repubblicani radicali in rotta con i moderati e con Mazzini, guidato prima dal generale garibaldino Corrao e poi da Giuseppe Badia, cui diedero manforte esponenti clericali e filo-borbonici in cerca di rivincita. Il carattere ibrido della direzione politica, il mancato collegamento col resto dell’Isola e l’approdo in città di  40.000 soldati con fucili e cannoni, facilitarono l’azione repressiva guidata dal generale Raffaele Cadorna, con la dichiarazione dello stato d’assedio, arresti di massa e tribunali speciali.
Sulla scorta di quanto emerso dal convegno di studi storici “L’ultimo Risorgimento. A 150 anni dalla rivolta del Sette e Mezzo” tenutosi il 27 novembre 2016 a Bolognetta ( Palermo), questo volume intende ricostruire il contesto sociale e politico dell’insurrezione e favorire la riflessione sul suo rapporto con la lunga serie dei moti ottocenteschi e con i successivi sviluppi che portarono alla nascita dei “Fasci dei lavoratori”.

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