Il sabato sera

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LO BLUNDO CLAUDIA LO BLUNDO CLAUDIA Pubblicato il 17/11/2005
<b> Il sabato sera</b>

Il sabato sera




    Lo sguardo di Luigi si perdeva tra le parole delle prime notizie del telegiornale e la cena giunta ormai alla fine.Luigi sapeva che sua madre, vedova da dodici anni, gli avrebbe domandato, quasi fosse un rito:"Cosa fai questa sera? Esci"?
    Aveva la sensazione di avvertire il crampo che lo avrebbe preso allo stomaco nel momento in cui le proprie labbra, pronunciando un"sì" o un "no" avrebbero dato una risposta di solitudine o per la madre
    o per se stesso!
    Sapeva che i suoi compagni, euforici, si organizzavano per uscire, per andare. Dove? A divertirsi!
    Era giusto! La giusta ricompensa di una settimana di lavoro o, come per lui, di studio.
    Non ci si diverte la domenica: no! Ci si diverte il sabato!
    Luigi aveva sempre conservato nel proprio animo la sensazione di malinconia trasmessagli da quella poesia del Leopardi e gli sembrava giusto quanto detto dal poeta: il sabato sera racchiude una magia, sembra di trovarsi nella possibilità di cogliere "qualcosa" che hai atteso, purchè si sia disposti ad andare… !
    Andare, affrontare l’incognita di una sera: strade affollate, cinema e teatri illuminati a festa, discoteche dalle quali è bandita ogni forma di malinconia!
    Quale richiamo può essere più accattivante di quello di una discoteca? Tra le tante persone diverse puoi trovarne facilmente una simile a te; e poi i discorsi con gli amici, gli scherzi, le pacche sulle spalle, un’alzata di sopracciglio per indicare 'quella’ ragazza, e la ricerca dell’amico improvvisato che ti offra il passaggio!

    Luigi immaginava così il sabato sera e pensava, inoltre, che per lui avrebbe significato il passaggio dal suo paese silenzioso alla vivacità serale della città che, pur così vicina da potervi andare a studiare, per mentalità era lontana anni luce dal proprio paese!
    E’ bello il sabato sera perché puoi trasformarti: è sufficiente indossare un "chiodo" in inverno o un gilè variopinto in estate per sembrare diverso da quello di tutti i giorni e sentirti un leone!
    Luigi assaporava tutto questo; voleva vivere un sabato così, voleva aderire ai mille inviti dei suoi amici.
    "Dai vieni a vivere. Sapessi come è bello correre di sera per le strade vuote"!
    " Luigi, non fare il pigrone! Stasera vieni, si parte alle otto e venti dalla piazza! "
    Era bello lasciarsi coinvolgere dall’allegria invitante dei suoi amici!
    Ecco, ha piegato il tovagliolo, ha deciso: dirà alla madre che esce per andare in discoteca con gli amici, in città; non importa se sua madre, per un sabato sera, rimane sola; non importa se sua madre ha tutte quelle paure sulla droga, sugli incidenti…" Cosa fai questa sera, esci? "
    La domanda è stata fatta!
    Sul volto della madre sale la marea della solitudine che Luigi le vede dipinta solo il sabato sera perché le altre sere, se esce, lui rimane lì, in paese, ed esce per poco tempo perché l’indomani deve andare a scuola. Ed intanto ai piedi di Luigi crollano le risate, gli amici, le corse in auto, la visione di belle ragazze!
    "No mamma, rimango in caso a guardare la TV".
    La fronte della madre si rilassa: "Potresti uscire, magari per una mezz’oretta ".

    Luigi si sente improvvisamente stanco, impotente: neanche questa volta è riuscito a vivere il suo sogno!
    " No mamma, rimango in casa! "

    Meglio non scoprire la gioia sul volto degli amici!
    "Ma sì, figlio mio, accadono tanti guai il sabato sera! "
    Luigi non l’ascolta più; il suo sguardo, fisso sul televisore, segue gli amici che vanno… che vanno…!
    Caudia Lo Blundo














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