L'ANTICA USANZA DEL PANE BOENK , un pane confezionato con farina di frumento e granoturco, con l'aggiunta di qualche grano d'uva appassita e semi di finocchio. Nella pede">

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Pubblicato il 13/12/2005
<b>L'ANTICA USANZA DEL PANE BOENK</b>

L'ANTICA USANZA DEL PANE BOENK

a Sant'Eulalia di Borso del Grappa

in provincia di Treviso

Lo chiamano qui pane "boenk", un pane confezionato con farina di frumento e granoturco, con l'aggiunta di qualche grano d'uva appassita e semi di finocchio.

Nella pedemontana del Grappa, quando lo povertà della mensa veniva condivisa dalla maggioranza delle gente, un pane così confezionato era comune.

In un paese del Veneto, il pane boenk ha ancora il suo giorno di gloria.

Nei dì dedicati ai defunti (1-2 novembre) a Sant' Eulalia, un ridente paese ai piè del Grappa, viene dato una pane a chi onora e ricorda i morti. Viene distribuito oltre che alle famiglie del paese, anche a Crespano, Borso, Semonzo, Mussolente, Liedolo, Romano e San Zenone, paesi legati nell'antichità, alla Pieve di Sant' Eulalia.

Come sia nata l'usanza, non è noto. Fino al 1830, la farina, per confezionare il pane boenk, veniva offerta, a Sant' Eulalia, dalla comunità di Mussolente, comune che sembra aver ereditato il suo toponimo dal nome dell' antico Pago.

La distribuzione si ricollega agli usi dei primi secoli cristiani quando, nel giorno anniversario della morte di un martire, si concludeva la celebrazione della memoria con un pasto frugale a favore dei poveri ed anche dei tempi pagani di cui a Sant' Eulalia si conserva un' insigne testimonianza nel sarcofago di Caio Vettonio Massimo che lasciò 800 sesterzi per avere, ogni anno, sulla sua tomba "Escas rosales et Vindemiales", cioè cibi a primavera ed in autunno.

L'Associazione culturale "Sant' Eulalia dei Misquillesi", offrendo questo pane boenk ai paesi che costituivano l'antico Pago di Misquile, intende far conoscere una tradizione secolare nel segno della festa degli affetti anche attorno alle tombe.

di Antonio F. Celotto, presidente dell'Associazione.


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