Venezia mia

Radici & Civiltà

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Pubblicato il 01/08/2006
<b>Venezia mia</b>
L’eventuale pubblicazione di parziali brani musicali allegati a testi scritti è fatta a titolo di Demo, essendo essa finalizzata a documentare la relativa ricerca della rubrica “Radici & civiltà” non avente scopo di lucro, ma, piuttosto, finalità di libera divulgazione culturale.

Venezia mia

Venezia mia


Quando Venezia mia, su le to case,


una gloria de sol xe sparpagnada,


lassime dir, se ‘l paragon te piase,


che ti me par na tosa spensierada.


Che ti me par, quando ti dormi in pase


dai basi de la luna inarzentada,


in mezzo l’acqua del to mar che tase,


la poesia che sogna inamorada


che fra ‘l caligo, ti me par ‘na fia


che vogia far mistero del so incanto,


de soto un velo de malinconia,


e quando inveçe piove dal dolor,


na bela dona che se strusa in pianto.


dopo un contrasto avudo per amor.



Di Eugenio Genero


Voce narrante di Eugenio Nardin

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Venezia mia


Quando Venezia mia, sulle tue case,
una gloria di sole si è stesa,
lasciami dire, se il paragone ti piace,
che mi sembri una ragazza spensierata,
così mi sembri, quando dormi in pace.
dai baci della luna inargentata,
in mezzo all’acqua del tuo mar che tace,
la poesia che sogna innamorata
fra la nebbia, tu mi sembri una giovane
che vuol far mistero del suo incanto,
sotto un velo di malinconia,
e quando invece piove dal dolor,
una bella donna che si strugge in pianto,
dopo un contrasto avuto per amore.


Versione italiana di Reporter


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