La morte come soluzione?

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DI MARCO TANIA DI MARCO TANIA Pubblicato il 04/02/2007
<b>La morte come soluzione?</b>

La morte come soluzione?


Tema di riflessione parrocchiale di don Antonino Disclafani con il “Gruppo Giovani” di Alia, nella ricorrenza della “Giornata per la vita”.



“Se crediamo nel rispetto della vita dobbiamo crederci sempre a tutti i livelli. Per questo diciamo che non si può togliere la vita con la pena di morte.”
Lo afferma Mons. Tommaso Valentinetti.

Leggendo alcuni segnali degli ultimi anni c’è il rischio che in maniera sottile si insinui un cambiamento di coscienza pericoloso, e il rischio esiste e lo avvertiamo anche nell’opinione pubblica a noi vicina. Dobbiamo preoccuparcene ed essere convinti e convincenti nel dire che la strada della pena di morte, dell’occhio per occhio, dente per dente non porta al futuro. Occorre ribadire con la ragione che queste non sono state, non sono e non saranno mai scelte per fermare la violenza e costruire la giustizia e la pace.

La pena di morte viene concepita all’interno di una logica vendicativa. Ma… se fossero innocenti? Se effettivamente le indagini portassero ad accusare la persona sbagliata e i testimoni mentissero? Si ucciderebbe un innocente…
Bisogna quindi essere promotori di una cultura e di una comunicazione capaci di liberare le coscienze da ombre di morte, vendetta e violenza.

Oggi le sentenze capitali nel mondo appaiono utilizzate in un numero sempre più ristretto di paesi: una tendenza che dall’ultimo quarto del secolo scorso a oggi appare costante. Eppure ancora non basta: la strada per un’abolizione universale è lunga…


Contributo di ricerca raccolto da Tania Di Marco


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