Emigrazione: Note storiche per non dimenticare (2^ parte)

Radici & Civiltà

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Pubblicato il 02/10/2009
<b>Emigrazione: Note storiche per non dimenticare</b> (2^ parte)

Emigrazione: Note storiche per non dimenticare (2^ parte)

Questo dossier, pubblicato da www.italiaestera.net (Il giornale degli Italiani nel mondo), è stato suddiviso per comodità di consultazione nelle seguenti altre parti, in aggiunta alla seconda qui pubblicata :

Chi sono, da dove vengono, come vivono gli italiani all’estero

Gli italiani all’estero: solo persone di successo?

I “pionieri” dell’emigrazione

Le seconde, le terze e le quarte generazioni

I nuovi migranti

L’economia globalizzata e il ruolo degli italiani all’estero

Per un nuovo legame culturale a livello transnazionale

Cittadinanza, partecipazione, tutela sociale e associazionismo







L’attuale presenza italiana nel mondo



Sono 3.106.251 i cittadini italiani residenti all’estero secondo i dati dell’Anagrafe degli Italiani residenti all’estero (AIRE), aggiornati al 9 maggio 2006. La ripulitura degli archivi ha portato in un anno alla cancellazione di circa 450.000 iscritti, ma, tenuto conto anche delle risultanze degli Schedari Consolari, il numero effettivo dei cittadini italiani nel mondo è più realisticamente vicino ai circa 3,5 milioni, per cui i numeri qui riportati dovrebbero essere maggiorati del 13%.


L’Europa si conferma come il continente di maggiore insediamento con quasi 2 milioni di persone (1.864.579) e circa il 60% delle presenze totali, di cui il 43,9% nell’Unione Europea a 15.
A seguire l’America con 1.069.282 residenti (34,4%), di cui il 24,3% nell’America centromeridionale, e l’Oceania con 110.305 presenze (3,6%); sono invece molto distanziate l’Africa (41.040 presenze, 1,3%) e l’Asia (21.045 presenze, 0,7%).

I primi 20 paesi di insediamento sono sparsi in ben 4 continenti: Europa, America (settentrionale e centro-meridionale), Oceania e Africa. Per quanto concerne il continente asiatico il primo paese di destinazione,Israele, si ritrova in 27a posizione, con 5.815 residenti di cittadinanza italiana, seguito da Cina, Giappone e Thailandia.
Guidano la classifica le due nazioni europee maggiormente coinvolte nei flussi dal Dopoguerra: la Germania, con 533.237 presenze (1 ogni 6 italiani all’estero risiede in quel paese, senza che peraltro sia stato assicurato un insediamento del tutto soddisfacente) e la Svizzera, con 459.479 residenti e 68.000 frontalieri.

L’Argentina, con 404.330 presenze, è il paese extraeuropeo che ospita il maggior numero di cittadini italiani e anche quello in cui l’incidenza degli italiani è più alta: si stima che la popolazione locale sia per il 50% di origine italiana. Lo ricordano attualmente 31 deputati e 8 senatori e, nel passato, 10 presidenti della Repubblica, quasi un simbolo dell’acquisita convinzione che l’italianità costituisca un elemento caratterizzante il tessuto socio-culturale del paese.

Una considerazione in parte analoga può valere anche per il Brasile, secondo tra i paesi latinoamericani quanto al volume della presenza italiana (148.746 residenti), composta in misura rilevante da persone di origine trentina e veneta, tanto che in diversi centri le rispettive varianti dialettali rappresentano la lingua veicolare più diffusa.

Il Brasile è preceduto da Francia (325.364) e Belgio (215.580) ed è quasi alla pari con la Gran Bretagna (145.241 presenze, 4,7%). In questi e altri paesi dell’Unione Europea, grazie alla normativa sulla libera circolazione e all’affermarsi del concetto di cittadinanza comunitaria, gli italiani hanno conosciuto nel tempo un inserimento meglio tutelato che ha ridimensionato l’equazione “essere straniero uguale essere estraneo”.

La seconda collettività extraeuropea per numero di cittadini italiani, dopo quella argentina, si trova negli Stati Uniti (187.621, 6%). Meno numerosa quella, pur consistente, residente in Canada (125.554, 4%), che presenta la più alta incidenza di ultrasessantacinquenni (36,4%) e, a differenza degli USA, è rafforzata da poche centinaia di ingressi l’anno.

In Australia (108.472 persone), la collettività italiana è la più numerosa tra quelle d’origine straniera di lingua non inglese, mentre i nuovi arrivi, ridotti sul piano quantitativo, hanno per giunta uno spiccato carattere temporaneo.

Al di sotto delle 100 mila presenze troviamo quindi il Venezuela (73.128), la Spagna (56.137) e l’Uruguay (49.612), seguiti nell’ordine da Cile (27.602), Paesi Bassi (26.102), Sudafrica (primo tra i paesi africani, con 23.497 presenze), Lussemburgo (20.401) e
Austria(13.004).

A partire dal Perù è poi possibile individuare un ulteriore gruppo nella graduatoria dei principali paesi di insediamento che raccoglie tutti quegli Stati in cui risiede un numero di cittadini italiani inferiore alle 10 mila unità, tra i quali Grecia, Colombia, Ecuador, Messico, Israele, Croazia, Svezia, Monaco, Irlanda, Danimarca, Paraguay e Repubblica Dominicana.

(DAL RAPPORTO MIGRANTES – marzo 2007)


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