Teatro classico alle grotte della Gurfa

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REDAZIONE RADICI & CIVILTA` REDAZIONE RADICI & CIVILTA` Pubblicato il 23/09/2011
<b>Teatro classico alle grotte della  Gurfa</b>

Teatro classico alle grotte della Gurfa

In una calda giornata di fine giugno, con i campi di grano già mietuti e l’odore dolciastro del fieno che invadeva le narici e inebriava lo spirito, Clelia e Patrizia giunsero ad Alia. Destinazione: Grotte della Gurfa. Nei mesi precedenti avevo avuto modo di incontrare la scrittrice Clelia Lombardo, quando era da poco andato in scena il suo lavoro teatrale “Ecuba Millevoci”, al teatrino Ditirammu a  Palermo, protagonista l’eclettica e bravissima attrice Patrizia D’Antona.

Durante quegli incontri avevamo a lungo parlato dell’idea che prepotente invadeva la mia mente: rappresentare quel testo teatrale alle Grotte della Gurfa. Invito quindi Clelia e Patrizia che, giunte alla Gurfa, rimasero senza fiato, rapite da quella visione, proiettate in un’altra dimensione dove, imponente e incontrastata, questa straordinaria architettura domina sensi e mente e dove il tempo pare essersi fermato nella stratificazione della storia che l’ha attraversata e ne ha inciso il mistero e il fascino. Le ho viste, poi, spalancare gli occhi per lo stupore entrando all’interno del sito, dove la magia della rivelazione si ripete sempre, anche per chi, come me, in quel luogo è entrato moltissime volte. E tutte e tre, infatti, siamo state attraversate da un brivido ben visibile sulle braccia fino a giungere a toccare corde invisibili e a farle vibrare. Palpabile, invece, era il desiderio delle mie ospiti di sapere, scoprire, raccogliere quante più notizie possibili, curiosità appagata appieno dalla bravissima guida Pietro Armenia. E mentre lo scambio di informazioni, comparazioni con altri siti, ipotesi, descritte nell`interessantissimo libro del professore Carmelo Montagna, prendevano corpo e si dilatavano, entrammo nella Tholos. Lì… abbiamo visto Patrizia accoccolarsi sulle assi di legno della pedana-corridoio e invitarci al silenzio. Non mi sono stupita, accade sempre. Il silenzio e la contemplazione, attraverso l’anima, sono le condizioni per connettersi con le energie ancora vibranti stratificate nella pietra. Dopo un po’ è Clelia che irrompe nel silenzio irreale: “Questo – disse – è un luogo straordinario, una meraviglia mai vista.

Ho visitato molti siti in tutto il Mediterraneo ma quest’opera architettonica non ha nulla da invidiare a tutti quei luoghi. È unico!” – sentenziò con tono profondo e deciso. Poi l’eureka: “Credo – aggiunse – che questo luogo possa accogliere progetti di ampio respiro culturale, rassegne simili alle rappresentazioni siracusane e che esse possano divenire un appuntamento fisso, di natura, perché no, anche internazionale. Potrebbe essere un’opportunità di risorsa per tutto il territorio. Occorre impegno e volontà, oltre che un lavoro sinergico tra le parti in causa”. Questa era l’epifania che attendevo e che per pudore verso le mie più autorevoli ospiti avevo taciuto, finalmente potei liberare il mio pensiero come un fiume in piena da cui scorrono idee e progetti. E come a dare corpo alle mie parole, Patrizia interviene proponendo di rappresentare, in quello che lei definisce giustamente il Tempio, lo spettacolo Trilogia, immediatamente approvato da Clelia. Poi, come solo le grandi attrici sanno fare, Patrizia si sposta da una stanza all’altra, salta con leggiadria ad evocare misteriose danze e la sua voce ci travolge: “Questo…questo luogo è perfetto per Persefone, rapita dal Dio Ade e condotta negli inferi…la tomba… perfetta. La Tholos per il volo di Icaro che fugge dal padre Dedalo…volerà dagli scalini…sì..sì…ecco”. Poi ancora, si sposta fuori dalla grotta: “La cantadora scenderà dalla scalinata in alto…e questo…questo sarà il trono di Re Aete, il padre di Medea...perfetto. E Medea? Lei resterà dentro la Tholos, sentiremo solo la sua voce, il suo canto... Lu sai quannu ca ia t’haiu a lassari, quanno la vita mia finisci e mori…quannu la vita mia finisci e mori…”.

Canta Patrizia, salta e canta e la sua voce vellutata e profonda rimbomba dentro la grotta e avvolge la vallata. Il brivido ci attraversa tutti, anche gli avventori che nel frattempo erano giunti sul luogo. Questo è tutto quello che è accaduto in quella calda giornata di fine giugno, scossa dal venticello, oramai all’imbrunire. E fu proprio la luce dell’imbrunire che Patrizia scelse per la rappresentazione: “Perfetta”, concluse.

L’arrivo del Sindaco Francesco Todaro, precedentemente avvertito dalla presenza delle mie ospiti, ha poi concluso felicemente questo inizio progettuale e posto le basi per un più ampio progetto realizzabile nel tempo. Da quel momento in poi ognuno ha fatto la propria parte affinché la rappresentazione andasse in porto. Naturalmente, tutto ciò è stato possibile grazie alla determinazione e al costante impegno di due grandi professioniste quali la scrittrice Clelia Lombardo, coautrice dei testi assieme all’attrice Patrizia D’Antona, al lavoro eccelso dell’attrice stessa e all’associazione teatrale Còrai.

Alla consapevole, forte volontà del Sindaco dott. Francesco Todaro e dell’Assessore prof. Antonino La Mendola. Al lavoro attento e prezioso del responsabile della Biblioteca comunale Salvatore Ventimiglia e dei suoi collaboratori. Alla disponibilità dell’Associazione Romy Travel e alla collaborazione straordinaria dei ragazzi che si prendono cura del sito: Pietro Armenia, Simona Mendola, Giusy Matassa, Maria Concetta Falcone, Giacchino Gangi. Al lavoro curato e attento del service nella persona di Salvatore Guggiardino.

In quanto a me, oltre al piacere della bella e ricca conoscenza, ho avuto il privilegio e l’onore di seguire tutto il progetto, convinta dell’alta qualità dell’opera. Progetto proposto e accolto con successo anche sulla scalinata della Chiesa di Santa Rosalia a  Roccapalumba  e al Castello di Cammarata, a dimostrazione di come l’arte, quando è tale, oltrepassa confini e si espande. Spero di potere continuare sulla strada intrapresa, nella collaborazione con Clelia e Patrizia che a loro volta sapranno coinvolgere, come a formare una catena d’arte, altri straordinari artisti per altre forme di spettacoli in un più ambizioso progetto culturale.

Il mio impegno continuerà a porsi al servizio delle iniziative convinta come sono che la cultura non nutre solo la mente e l’anima ma è anche un formidabile strumento di sviluppo sociale ed economico di un territorio. Vi sono cose, incontri ed emozioni che danno il senso delle proprie scelte e delle proprie convinzioni. Oltre all’amore per la terra di
appartenenza.

All’imbrunire del 19 agosto 2011 giorno della rappresentazione, la forza interpretativa e la voce di Patrizia D’Antona, la formula innovativa dei testi di Clelia Lombardo e della stessa Patrizia, i costumi e le maschere meravigliose della grandissima scenografa Fleur Marie Fuentes, uniti alla magia della Grotta della Gurfa, hanno offerto al pubblico attento e curioso un viaggio teatrale itinerante pieno di fascino e di bellezza, evocativo di storie e miti che ha coinvolto ed emozionato. Di questo viaggio Vi offriamo il nostro contributo di immagini, con le foto di Nicola Romana e Viviana Lo Bue, che troverete nella pagina Assarca dei Fotoracconti, di seguito alle immagini già offerte dal Comune di Alia, nella continuità della perfetta sinergia che ci ha visti impegnati per il medesimo obiettivo.


Francesca Albergamo


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