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Voci Siciliane

DISPENZA VINCENT DISPENZA VINCENT Pubblicato il 13/02/2009
TRADIZIONE:
           Ho dovuto consultare il Dizionario per avere u

TRADIZIONE: Ho dovuto consultare il Dizionario per avere u

TRADIZIONE: Ho dovuto consultare il Dizionario per avere una conoscenza della parola tanto usata durante la discussione sulla "Vampa di Natale" ad Alia. Ho appreso con molto interesse e ammirazione,l'iniziativa in merito da parte dei Consiglieri Comunali Ciro Sparacello e Antonino Costanza. I suddetti hanno presentato una Mozione al consiglio Comunale in seduta questa sera 12 Febbraio. Ho consultato il Dizionario per essere piu' illuminato del significato della parola Tradizione: il Dizionario descrive la parola Tradizione cosi':"Un insieme di informazioni o credenze e costumi tramandate per mezzo di scritti o oralmente o con esempi ,da una generazione a un'altra senza istruzioni scritte." Con questa premessa ,rifacendomi alla mia memoria,durante i miei 33 anni trascossi ad Alia,ricordo questo in riguardo alla Vampa di Natale. Durante gli anni '40, '50, '60,le funzioni religiose della Notte di Natale si svolgevano a Mezza notte del 24 Dicembre. Il sacrestano della Chiesa Madrice chiamato "Lu zu Minicu" era una persona che si interessava tanto per la custodia della Chiesa madrice e anche per la piazza difronte la Chiesa.Pertanto noi ragazzi di quei tempi,non avevamo modo di vandalizzare il sagrato difronte la Chiesa perche' lu "Zu Minicu" con un gesto di in giro di occhi ci faceva spaventare ed allontanare. Durante la funzione religiosa della Notte di Natale la Chiesa madrice era piena a zeppo.Erano tempi in cui si celebravano i misteri della nostra fede con una partecipazione numerosa. Durante la funzione religiosa della Mezzanotte Lu zu Minicu era molto impegnato con la liturgia religiosa. Un numero sparso di ragazzi spensierati si organizzavano difronte la Chiesa e per ripararsi dal freddo andavano in giro per le strade e rubbavano della legna che la povera gente,che non aveva posto in casa, aveva accatastato difronte la loro abitazione.Legna che serviva per cucinare e per riscaldarsi al braciere durante quelle notti fredde della stagione invernale. Difronte la madrice ,esattamente all'angolo tra Via Santa Croce e Croce di Pietra abitava "La 'za Ciccia la Furnara", la quale per sfamare i suoi figli faceva l'attivita' di fornaia e guadagnava con il suo lavoro il pane cotidiano..Una catasta di legna ,che lei usava per alimentare il forno,era impostata all'angolo di Via Croce di Pietra.Quella legna era stata comprata dalla 'Za Ciccia la furnara. Quei spensierati giovani la rubavano e se ne servivano per accendere una fiamma.Fiamma che era localizzata difronte al palazzo del Cavaliere,esattamente tra i due alberi che allora adornavano la piazza Madrice. Era soltanto una piccola Vampa che alla fine della funzione religiosa era gia' diventata un focolare che serviva a quei giovani per riscaldarsi aspettando che le ragazze uscendo dalla chiesa si avvicinassero anche loro al focolare in modo di avere l'opportunita' di scampiare alcune parole con le loro zitelle.Questo era l'unico espediente ,a quei tempi ,per i giovani di avvicinarsi alle loro ragazze. Questa e' la tradiuzione Vampa di Natale che io ricordo durante i miei 3 decenni trascorsi a Alia.Spero che chi parla di Tradizione faccia delle ricerche storiche in merito. Come molti hanno scritto,compreso me stesso,non siamo del parere di abolire la tradizione. Solo vorremmo che chi ha l'autorita' di mantenere l'ordine ed il rispetto per l'ambiente ad Alia,faccia delle regole in modo da fare continuare la Tradizione "Vampa di Natale",in un modo piu' civile e piu' contenuto. Questo e' il mio augurio e quello di tutti quanti hanno scritto su questo argomento.

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