Che festa quel giorno ! Per tutta la cittad">

Radici & Civiltà

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CANNICI GIACOMO CANNICI GIACOMO Pubblicato il 02/09/2006
<b>Che festa quel giorno ! </b>
L’eventuale pubblicazione di parziali brani musicali allegati a testi scritti è fatta a titolo di Demo, essendo essa finalizzata a documentare la relativa ricerca della rubrica “Radici & civiltà” non avente scopo di lucro, ma, piuttosto, finalità di libera divulgazione culturale.

Che festa quel giorno !

Che festa quel giorno !



“ Ragazzi, ragazzi, quest'anno siamo in finale ! disse Nino Gancitano con la voce tremula per l'emozione

Era il 19 settembre del 1976 e " l'Alia" vinceva il "torneo delle Madonie".

Per tutta la cittadinanza Aliese fu una festa grandiosa; un carosello di auto, con i clacson a pieno ritmo, attraversava il paese e tutti in giro per le sue vie a partecipare, a chi poco conoscesse il calcio, che Alia aveva vinto, aveva vinto qualcosa d’ importante.

Dopotutto, Alia non aveva mai avuto una squadra di calcio che partecipasse a campionati maggiori e quella vittoria, per noi Aliesi, fu come una vittoria dell'Italia nel campionato del mondo.

Cosi, il 19 settembre di quell'anno, ci recammo a Collesano (Pa), per raggiungere il luogo dell'incontro calcistico.

Con i mezzi disponibili auto, moto, autobus fummo a Collesano, pieni di emozione e di attesa.

Paolo Di Natale,"il portierone della squadra" mi disse: fammi viaggiare con te, andiamo in macchina, perché non so se posso viaggiare in autobus, poiché al solo pensiero della partita mi sento male e sai."iddi mi fannu subitu l'iniezione e ja nun mi la vuogghiu fari "

Risposi tranquillizzandolo: - Paolo stai tranquillo non succederà niente, tutto andrà bene, non fare cosi.-

Celeste, il terzino "rompicapo" era impaziente e desiderava che partissimo subito e con voce alta esclamò: ” o ninni amu subitu o ti giuru ca riestu ca !

Silenzioso e pensieroso, come suo modo di essere, "il grande capitano" Enzo Iovino, ragazzo serio, un po' introverso, ma gentile in tutte le sue manifestazioni, si interessò a trovare il posto auto a tutte le persone anziane che espressero il desiderio di volere partecipare alla grande festa.

Andando in giro per vedere l'assegnazione dei posti per la partenza, cercavo con lo sguardo, Pino Costanza, "il grande calciatore", che furbetto del gruppo, si nascondeva per non farsi vedere.

Ed allora chiesi: - ragazzi, dove stà Pino, che fa non viene, è ancora a casa che dorme? Andiamolo a chiamare "ca chiddu ni lassa in tridici"

Da dietro l'angolo, con passo lento e flemmatico, arrivò Pino che esclamò: “ ichi fa vi scantati si nun vìegnu ! “

Gli rispose prontamente Ciccio Runfola: ”talè Pinu ! cerca di caminari ca a ma fari strata e tu nun pua mancari e un fari lu furbu capisti? “

Don Totò Geraci, il " nostro grande presidente" impaziente per le discussioni inutili, ma divertenti ci richiamò con saggezza all'ordine e alla responsabilità dicendo: " Picciotti allibirtamuni e finiemula cu stu babbiu "

Salvatore Costanza, centravanti della squadra, con fare imponente dava scappelloti a tutti e accompagnava il gesto con l'espressione: " un vi preoccupati cà la cafiata ci iamu a fari !!...

Il Prof. Lillo Librizzi, segretario della società, distribuiva i soldi per la benzina a tutti quelli che dovevano guidare le macchine e rivolgendosi a Giacomo Runfola, gli disse:" Te cincu mila liri, ca cincu ti li detti prima" e Giacomo rispose: "e quannu ? ca cu cincu mila liri a cu a va fari scantari "

Arrivammo a Collesano, circa mille persone assistettero alla partita (ALIA - GANCI), giocammo, vincemmo e fu una grande festa.

Che festa quel giorno.

Ci tengo a salutare coloro che non sono stati menzionati, ovvero:

Giovanni Faro, Ludovico Valenza, Pietro Mineo, Carmelo Mineo, Totò Marhiafava, Nino Marchiafava, Nino Chimento, Nino Guccione, Michele Zangara, Santo Vicari , Luigi Di Natale e i miei colleghi di un tempo, gli arbitri Rino Guida, Peppino Mistretta e Peppino Lo Jacono.

Grazie, grazie a tutti. Che bella festa !

Voce narrante : Giacomo Cannici, autore del testo.



Nella foto : il ricordo della vittoria.


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