’A putìa municipali

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CONCIALDI RINO CONCIALDI RINO Pubblicato il 06/02/2007
<b>’A putìa municipali</b>

’A putìa municipali

'A putia municipali?


Stiamo parlando di qualcosa che è esistita tanti anni fa e precisamente quando non c'era tutto il benessere di oggi. Si trattava di una sorta di macelleria, non proprio elegante, con un bancone costruito in muratura e sormontato da una lastra di marmo. Elementi essenziali dell' antica carnezzeria erano ”lu cippu” sul quale veniva tagliata la carne, una bilancia con pesi singoli e la tradizionale ”crucchera” dove i pezzi di carne macellata facevano bella mostra.

La caratteristica della ”putia municipal”i era il prezzo basso di vendita. La carne veniva venduta a prezzi stracciati perché proveniente da animali costretti ad essere abbattuti perché vittime di alcuni irreparabili traumi.

Quando la fase della macellazione era conclusa, il banditore comunale, da tutti meglio conosciuto come ”lu vanniaturi”, iniziava il suo giro per tutte le vie del paese. Munito di tromba, aggeggio ideale per amplificare al massimo la voce di chi era chiamato a bandire il messaggio, l'impiegato comunale gridava: " ‘A la putia Municipali, carni accidentata di inizza grassa e trippa cu li pieri ".

Era quello il momento in cui tutte le persone si recavano a fare grande scorta di carne di buona qualità e a buon prezzo. Intorno agli anni Sessanta per un chilo di vaccina si poteva spendere da 600 a 800 lire. Uno dei primi banditori fu ”lu zi Ninu Vicari”, con i suoi caratteristici ”stivali rizzi”. Mi ritorna in mente anche ”Turiddu l'uorvu” ed altri ancora che con la loro voce intonata e squiIlante portavano allegria per le vie del paese.

Successivamente, con l' aumento del consumo di carne e l'inevitabile avvento del benessere, anche la ”putìa municipal”e ha dovuto cedere il passo alle macellerie, diciamo... "di lusso".

In tempi passati non si conosceva il fenomeno della "mucca pazza". Era in verità festa grande quando si riusciva a comprare la carne ad un prezzo conveniente. Ora, anche questo pezzo di storia non c'è più.

Viviamo ormai tempi migliori, come migliori sono anche le condizioni di vita. E ciò fa piacere a tutti. Ma guai a parlare oggi di carne accidentata. Il nostro palato accoglie il tenero filetto, la gustosa lombata, la prelibata “codata”.
Che male c'è se siamo diventati tutti più fini, ossia di gusti prelibati e di scelte raffinate!



Rino Concialdi


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