Preghiera

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Radici & Civiltà

GUCCIONE ROMUALDO GUCCIONE ROMUALDO Pubblicato il 21/06/2005
Preghiera

Preghiera

La silla

In un villaggio della Spagna, la figlia di un uomo chiese al sacerdote di recarsi a casa sua per un momento di preghiera con suo padre, che era molto malato.
Quando il sacerdote arrivò nella povera casa, trovò l’uomo nel suo letto col capo sollevato da due cuscini.
C’era una sedia (”silla” in Spagnolo) a lato del letto, e il sacerdote pensò che fosse stata messa lì per la sua visita.
“Suppongo che mi stesse aspettando”- gli disse.
“No, chi è lei?”- disse l’uomo malato.
“Sono il sacerdote che sua figlia ha chiamato perché pregasse con lei;
quando sono entrato ho notato la sedia vuota a lato del suo letto ed ho pensato che fosse stata messa qui per me”.
“ah, la sedia”- disse l’altro. E poi: “le dispiace chiudere la porta? “.
Il sacerdote, sorpreso, chiuse la porta.
L’uomo malato gli disse: “Questo non l’ho mai detto a nessuno, però ho trascorso tutta la mia vita senza sapere come pregare. Quando andavo in chiesa ascoltavo sempre quanto veniva detto circa la necessità della preghiera e come si deve pregare ed i benefici che ne derivano… però tutte queste cose, non so perché, mi entravano da un orecchio e mi uscivano dall’altro. Insomma, non avevo idea di come fare. Infine, molto tempo fa, smisi completamente di pregare; ho continuato così fino a circa quattro anni fa, poi, un giorno, ne parlai con il mio migliore amico e lui mi disse: “Giuseppe, la preghiera è semplicemente avere una conversazione con Gesù. Ti suggerisco di fare così: “ Non è una stupidata farlo, perché Lui stesso ha detto “io sono sempre con voi”. Quindi parlagli ed ascoltalo allo stesso modo con cui lo stai facendo con me, ora.”.
Ed aggiunse :” Ho provato una volta, poi altre volte e mi è talmente piaciuto che, da allora, lo faccio almeno un paio di volte al giorno. Presto sempre molta attenzione a non farmi vedere da mia figlia perché, altrimenti, mi internerebbe subito in un manicomio.
Il sacerdote nell’ascoltare questo racconto provò una grande commozione e disse a Giuseppe che ciò che faceva era molto buono e gli consigliò di non smettere mai. Quindi pregò con lui, gli impartì la benedizione e tornò alla chiesa. Due giorni dopo, la figlia di Giuseppe lo chiamò per dirgli che suo padre era morto.
Il sacerdote le chiese: “ è morto in pace”?
“Si, quando lei uscì di casa alle due del pomeriggio, mi chiamò. Andai da lui e lo vidi nel suo letto. Mi disse che mi amava molto e mi diede un bacio. Uscii per delle commissioni e , quando ritornai un’ora dopo, lo trovai morto.
C’è però qualcosa di strano. Poco prima di morire, deve essersi alzato ed avvicinato alla sedia che era accanto al letto, infatti l’ho ritrovato con la testa appoggiata su di essa.
Lei cosa ne pensa? “
Il sacerdote, profondamente commosso, si asciugò le lacrime e rispose:” magari tutti potessero andarsene in questo modo !”


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