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Voci Siciliane

VICARI LUCIO VICARI LUCIO Pubblicato il 09/11/2011

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un augurio ad Alia nuova, ma anche a tutti i cittadini aliesi che credono nella politica. Tornare a credere nello Stato perché lo Stato siamo noi. Tornare a credere nella politica per una nuova etica della politica. Tornare a credere nell’impegno perché "solo con la partecipazione collettiva e solidale alla vita politica un popolo può tornare padrone di sé". Sono le esortazioni, rivolte agli italiani, da Piero Calamandrei , uno dei padri fondatori della Costituzione, tra i principali artefici della rinascita morale dell’Italia del secondo dopoguerra ". A cui Alia non dedica una strada ". Un Paese che, nel faticoso tentativo di uscire dalle macerie del conflitto, stentava a liberarsi dai cascami del Ventennio. Gli italiani di oltre mezzo secolo fa erano un popolo fiaccato dal fascismo, sconfitto dai suoi stessi alleati, che aveva la necessità immediata e assoluta di ricostruirsi un pantheon di glorie patrie, di valori condivisi e condivisibili. Un popolo che, superata ogni retorica, doveva rimboccarsi le maniche, seppellire i propri morti, imparare di nuovo a guardare con fiducia al futuro. E cosa offrire loro nella penuria spirituale e culturale che avvolgeva una società che aveva aderito, quasi in massa, a un regime trionfante poi miseramente caduto? Calamandrei non ha dubbi: ieri come oggi sono Stato e politica, etica e impegno, responsabilità e senso del dovere. Parole forti, come si direbbe oggi, incitamenti chiari, espressi con slancio attraverso un pensiero folgorante, che non teme i confronti, non teme il ridicolo, non teme neppure i compromessi, gli aggiustamenti di cui la politica, spesso, ha bisogno "affinché dalle discussioni tra due contraddittori venga fuori una soluzione intermedia che abbia qualche costrutto pratico". In questo caso, occorre prima di tutto "che tutt’e due cerchino di capirsi". "La politica non è una piacevole cosa. Però la libertà è come l’aria: ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare, quando si sente quel senso di asfissia che gli uomini hanno sentito durante il ventennio, e che auguro a voi di non sentire mai (...), ricordandovi ogni giorno che sulla libertà bisogna vigilare, dando il proprio contributo alla vita politica".

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