- Fotoracconto di Drago Calogero

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Fotoracconto di Drago Calogero - Alia Pubblicato il 15/08/2017
Qualunque era l`orario in cui decidevo di fargli visita, lei era li, a dondolarsi allo stipite del grande portone a vetri, pronta a catapultarsi lungo la discesa sconnessa appena imboccavo la strada di blocchi di arenaria.
Sgranava quegli occhioni come due fari delle vecchie Fiat seicento e a braccia spalancate, barcollando ad ogni passo, percorreva lo spazio tra il marciapiede di casa sua e la cantunera in un batter d`occhio. Mi saltava al collo abbracciandomi, coprendomi di mille baci ed io la dondolavo a destra e a sinistra come lu muscaluoru pi cuvari lu luci e così avvinghiati risalivamo la strada verso casa.
Era la piccola di famiglia, esile, ricciolina e con due manine sempre imbrattate della qualunque. Me li appiccicava al colletto della camicia bianca o al solino candido della divisa estiva da marinaio da renderle praticamente irriconoscibili.
La mamma puntualmente la rimproverava e lei per farsi perdonare mi risaltava al collo spazzolandomi le macchie con le punte e il dorso delle dita, completando l`opera di pitturazione.
Dopo parecchie camicie vandalizzate e tanti rimproveri, raggiungemmo l`accordo che prima di abbracciarmi si doveva lavare le manine, e così fù . Appena mi vedeva spuntare mi correva incontro e sbracciandosi mi gridava: ,,fermati, fermati,, e arrivatami a pochi metri di distanza ritornava di corsa indietro per andarsele a sciacquare.
Io a mani vuote come sempre , l`aspettavo seduto sul primo marciapiede all`inizio della strada e quando riappariva alla porta, ancora bagnata e le manichette alzate, mi riavviavo andandole incontro per godere e deliziarmi di quell`innocente e sincero abbraccio accompagnato da mille baci.
Ogni tanto faccio voli Pindarici e penso: che bello sarebbe stato RIUSCIRE A FERMARE IL TEMPO.
Un grande bacio a te e un caro saluto a tutti

 



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